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La radici della cultura meridionale? Individualismo e rapina. La Mafia? Istituzione in sintonia con la comunità.

 

Convinto che il leghismo, è, nella realtà, un concentrato di teorie (luoghi comuni e pregiudizi anche preunitari) che fondano, con pretesa scientifica, un (presunto) discrimine civile e culturale, netto, tra l’Italia del Nord e quella del Sud.

Quanti di voi ricordano uno degli ideologi della Lega, forse il più importante, Gianfranco Miglio? Costituzionalista e senatore leghista, morto nel 2001. Fu una delle icone del movimento di Bossi, prima di dividersi da questo e creare un movimento politico autonomo.

Io me le ricordo ancora le sue citazioni, scritte sui muri dei bagni degli autogrill a nord della Toscana. Un pò come si fa con quelle di Jim Morrison e Che Guevara. Me le ricordo, incise aulicamente, tra un “Napoletano coleroso” e un “Lombardia Libera”.

Leggete, ad esempio, cosa diceva Miglio a proposito della mafia:

Nella sua originale riflessione sul contrasto tra i regimi giuridici “freddi” e “caldi” Miglio sostenne la necessità di sviluppare, all’interno delle diverse società e culture, ordini giuridici in grado di rispondere alle specifiche esigenze. In maniera provocatoria, egli giunse a dichiararsi Miglio favorevole al «mantenimento anche della mafia e della ‘ndrangheta. Il Sud deve darsi uno statuto poggiante sulla personalità del comando. Che cos’è la mafia? Potere personale, spinto fino al delitto. Io non voglio ridurre il Meridione al modello europeo, sarebbe un’assurdità. C’è anche un clientelismo buono che determina crescita economica. Insomma, bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del Sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate». La sua riflessione puntava a cogliere quali fossero le ragioni profonde alla base di mafia, camorra e ‘ndrangheta (insieme a ciò che genera il consenso attorno a queste organizzazioni criminali), perché solo istituzioni che sono in sintonia con la comunità – nel caso specifico, che non dimentichino la centralità del rapporto personale piuttosto che impersonale nella società meridionale – possono creare una vera alternativa al presente. (fonte Wikipedia)

E sentite come sintetizzava le radici della cultura meridionale:

Ora, senza ipocrisia e bigotto buonismo, voi credete che queste considerazioni siano scomparse del tutto a certe latitudini (talvolta più mentali che geografiche)? O non siano, forse, ancora, alla base di un certo razzismo e di una discriminazione territoriale nei confronti dei cittadini del Sud, nonostante la Lega?

PS: a Gianfranco Miglio fu intitolato un polo scolastico ad Adro, in provincia di Brescia.

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