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La storia siamo noi, nessuno si senta offeso

Fatemi togliere qualche sassolino dalla scarpa. Soprattutto quando mi si rimprovera di difendere l’indifendibile e di combattere contro i mulini a vento. E lo si fa con me come con altri blog e gruppi sui social network ( alcuni dei quali hanno più “mi piace” di una affermata rock star) che fanno controinformazione evidenziando quanto i luoghi comuni ed i pregiudizi dei media, danneggino la nostra terra, raccontando, sovente, una realtà costruita più dalla retorica che dai fatti. Non sempre sia chiaro. I problemi ci sono e sono tanti, nessuno intende negarli.

Qualche giorno fa, con uno dei post condivisi più di 800 volte, raccontavo la scansione delle vicende dello scippatore e di Benjamin, denunciando i titoli e le versioni distorte (perché faceva comodo e fa comodo così) della vicenda.Il titolo emblematico “L’immigrato sventa lo scippo, gli altri  aiutano lo scippatore”, faceva male a chi era presente e alla verità.

Invitavo, allora, il quotidiano di Napoli, quello che fa i titoli che neanche la Padania immaginerebbe, ad andare sul posto,ad intervistare i presenti  e ad analizzare oggettivamentete l’ ennesimo video che raccontava dell omertà dei napoletani.Di rappresentare i fatti così come raccontati dalla strada e da chi li aveva vissuti.

Silenzio, condito dalla sequela di insulti razzisti sui social network e chi invitava a tagliare i fondi della sicurezza alla città partenopea perchè tanto “vogliono vivere con la camorra”.

Non lo hanno fatto loro e nemmeno la rai, troppo impegnati ad imbastire titoli come “L’extracomunitario che fa vergognare una città”. Non c’era niente di cui vergognarsi. Nè allora nè oggi. Nè per i risultati del fatto nè per gli attestati di stima a Benjamin, eletto napoletano senza l’ipocrisia dello ius soli.

Le iene però, ci sono andate lungo il decumano.. Evidentemente per confezionare l’ennesimo spot sulla Napoli dei delinquenti.
In realtà la notizia, stavolta, oltre all’esatta narrazione dei fatti che smentisce la stampa locale e i media a trazione padana, è la reazione dei napoletani.
Mentre il giornalista inizia a raccogliere le testimonianze da Benjamin, una signora, riconosciuto Lucci, inveisce lamentando le menzogne raccontate nei giorni scorsi.
Un uomo anziano, a telecamera spenta, invita la troupe ad andarsene: basta sciacallaggio mediatici su Napoli ed i napoletani.
Stupito dalla reazione, il pur scafato Lucci deve prendere atto della pretesa dei napoletani alla verità e cosi il servizio cambia tenore e restituisce quanto ingiustamente vilipeso.

Perchè l’episodio rappresentato in maniera falsata, crea paradossi ed aborti come quello della Napoli razzista retwettato dalla casa Bianca, sulle lacrime di Balotelli. Così come il terrorismo sull’acqua e l’agroalimentare già inginocchio dalla crisi economica, steso dal sensazionalismo sciatto della stampa italiana (chissà fino a che punto in buona fede).

A Napoli il vento sta cambiando. A sud sta cambiando. La gente, quella che fa la storia, come direbbe il poeta, riprende coscienza (di quanto è stata) ed identità.L Ma sfugge a tanti. Compreso al quotidiano di Napoli. Perchè la storia sveglia il ventre e l’anima della gente, quando vivi in regioni con stipendi da paesi post sovietici. E allora non c’èpiù clemenza verso chi ti ruba pure la dignità, col sorriso dello sciacallo.

E non vi suonino come parole cariche di eccessiva enfasi, perchè non più tardi di quattro o cinque anni fa non vi sarebbe stata alcuna reazione. La gente si sarebbe accontentata di indossare ancora l’abito che le hanno cucito addosso da 153 anni a questa parte. Con i pregiudizi e gli stereotipi consueti. Alla fine della storia, lunga o breve che sia, vedremo chi ha ragione. La storia coinvolge tutti..

..quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.

Il video delle iene.

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