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Una strategia noir per Napoli e il Sud?

Un pentito di camorra che diventa nuovo tronista nei salotti delle trasmissioni di  inchieste su misura e ad orologeria (oltre che on demand), un settimanale con scoop da scuola elementare che stravolge la realtà sull’acqua potabile (nessuna inchiesta sulle uova alla diossina in Lombardia nè sull’acqua di Treviso) un’azienda di pomodori che ci tiene a precisare che i suoi prodotti non vengono dal Sud (salvo poi scoprire che la zona dove vengono coltivate è ancora piú inquinata) , aziende di mozzarelle che si vantano della propria produzione proveniente non da aree universalmente riconosciute come DOP, un nuovo libro zeppo di luoghi comuni, stereotipi e dati preconfezionati che servono a dipingere il Sud come la solita macchina mangiasoldi, operatori della comunicazione ed ex assessori che imputano ai cittadini meridionali di essere omertosi e di aver permesso l’interramento di rifiuti tossici nelle proprie terre (salvo poi tacere sulla proprietà di tali rifiuti).

Insomma l’ennesimo quadro pronto e dipinto per rimarcare i confini posti dalla teoria delle finestre rotte.

C’è una strategia dietro tutto ciò? La domanda non se la pone il modesto autore di questo blog, ma un editorialista de il Mattino ( che ogni tanto si ricorda di essere il quotidiano di Napoli), Antonio Galdo, che insieme ad altre due firme, Marco Esposito e Gigi di Fiore, in questi giorni, pone domande e riflessioni sul quadro citato prendendo come spunto proprio il nuovo libro di Rizzo e Stella, “Se muore il Sud”.

Scrive Galdo :

Le spese a pioggia dei fondi europei, i finanziamenti ai progetti “coriandoli”, non rappresentano un’esclusiva delle regioni meridionali, come si racconta nel libro Se muore il Sud, a partire dal titolo. Anzi. Il fenomeno è ben più marcato nelle regioni del Centro-Nord, dove sono finiti il 73 per cento dei finanziamenti eu- ropei 2007-2013, che dovevano aiutare il Mezzogiorno a ridurre il divario con il resto del Paese. E’ in Lom-bardia, Toscana e Friuli Venezia Giulia che si concentra il fenomeno dei finanziamenti a pioggia, dei progetti “coriandoli”, con tanto di clientele e malaffare: eppure a leggere le pagine ben scritte del libro di Stella e Rizzo, la realtà si capovolge, e il Sud di fatto appare come il parafulmine, unico e solo, dei peggiori vizi nazionali. Mentre è Il Nord, i numeri e i fatti parlano, che con una mano ha sottratto risorse pubbliche al Mezzogiorno e con l’altra ne ha superato la fantasia e la spregiudicatezza nella cattiva gestione .

Qualche pagina più avanti, è Marco Esposito a porre l’accento su una vicenda di finanziamenti che non fa scalpore o notizia, anche perché, poiché non si tratta di storie meridionali, perde le caratteristiche di pregiudizio e stereotipo:

A metà strada tra Brescia e Cremona, nel cuore della pianura lombarda, c’è il comune d’Italia che riceve il maggior numero di aiuti dall’Europa in rapporto agli abitanti: Verolanuova. Vanta 4.792 progetti approvati su 8.190 residenti. In pratica un finanziamento ogni due abitanti. Milano è lontana (un progetto ogni 26 abitanti) e Napoli lontanissima (un progetto ogni 150 abitanti). Certo, a Verolanuova i finanziamenti sono di piccolo importo, in media 500 euro, ma non è proprio questo che si contesta al Mezzogiorno? Di spendere i fondi europei frantumandoli in migliaia di iniziative sovente prive di coordinamento. Per fare cosa? Corsi di formazione individuali organizzati dal centro Zanardelli, azienda speciale controllata dalla Provincia di Brescia che è riuscita a farsi approvare ben 16 mila progetti-fotocopia, intercet- tando 13,6 milioni di euro, con una media da 850 euro a iniziativa.
Scorrendo i dati di www.opencoesione.gov.it sorprende il fatto che alcune tipologie di corsi sia no concentrate in specifiche aree territoriali e del tutto assenti altrove. (…)

Come ad esempio i corsi per tatuatori, mai a sud della Toscana, che prendono fondi europei:
In genere i corsi sono titolati «Tecnico qualificato in tatuaggio» ma non mancano definizio- ni più fantasiose come «Tatuaggio e piercing, aspetti di igiene e sicurezza» a Savona, o «Tecniche di tatuaggio artistico» a Trieste, o «Tecniche di produzione e di con- fezionamento di tatuaggi tempo ranei»

Sono sporadici i finanziamenti diretti alle imprese.(…)
La Regione che vanta il maggior numero di progetti approvati è la Lombardia, che da sola ne ottiene più di tutto il Sud. E, in Lombardia, il comune più aiutato in proporzione alla dimensione demografica è appunto Verolanuova.

Per non parlare dei fondi Fas destinati al Mezzogiorno, negli anni passati, e dirottati poi per sistemare i buchi di bilancio di qualche Ministero o della metropolitana di Torino.

In ogni noir che si rispetti il colpevole è quasi sempre il maggiordomo. Ovviamente, meridionale.

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