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La supercazzola dei questionari discriminatori inglesi: ecco lo standard linguistico internazionale (con napoletano e siciliano)

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Più i giorni passano, più ci si rende conto che la presunta discriminazione del governo inglese nei confronti di napoletani e siciliani è in realtà una gigantesca supercazzola montata dal paese d’ ‘o sole (con la coscienza sporca. La stessa per cui “napoletano” diventa insulto e presunzione di colpevolezza).

Diciamolo francamente tutto nasce per una mala interpretazione o una conoscenza superficiale di quanto avviene oltre i confini del giardino di casa (alimentata forse dalle dichiarazioni di quel ministro inglese che invocava la pubblicazione delle liste dei lavoratori stranieri e dalle minacciose suggestioni dettate dalla Brexit). Aggravato, il tutto, dall’imbarazzo e da una reazione maldestra  del Foreign Office di Sua Maestà che, fondamentalmente, non aveva ancora capito quale fosse il nocciolo del caso montato in Italia. Ed alla fine, nel dubbio, ha chiesto scusa a prescindere.

L’ho scritto già altre volte, il questionario made in Uk viene proposto da anni anche dal governo Usa per chi cerca lavoro nel paese a stelle e strisce, con le medesime modalità di selezione (siciliano o napoletano). Anche il celebre network di ricerca lavoro Linkedin propone la stessa scelta e, napoletano sardo e siciliano, appaiono nei menù di scelta linguistica dei sistemi operativi Apple.

Tutte discriminazioni? No. Trattasi di rispetto degli standard ISO 639. Che cosa è?

Ce lo spiega Wikipedia:

ISO 639 è uno standard internazionale per la classificazione delle lingue umane, che attribuisce a ogni lingua (o famiglia di lingue) un codice identificativo univoco.

Lo scopo dell’ISO 639 è creare un catalogo universalmente riconosciuto di codici convenzionali, un indice che permetta di indicare le singole lingue senza ambiguità, grazie ai codici a esse associati.

L’ISO 639 è stato approvato per la prima volta nel 1967, ma si compone di differenti sezioni (numerate da -1 a -6) che sono state pubblicate e aggiornate più volte nel corso degli anni fino al XXI secolo. Gli standard più comunemente utilizzati sono l’ISO 639-1 e l’ISO 639-3.

E a proposito dell Iso 639-2, che contiene l’indicazione convenzionale del napoletano e siciliano in ambito internazionale:

Lo standardISO 639-2, seconda parte dello standard internazionaleISO 639, è un elenco di codici a tre lettere identificativi dei nomi delle lingue. È stato pubblicato per la prima volta nel 1998 con il nome Codici per la rappresentazione dei nomi delle lingue—Parte 2: Alpha-3 code.

Diciamo che tutta questa tempesta in un bicchier d’acqua è stata scatenata da chi osserva con gli occhi maliziosi della discriminazione quanto avviene nel tinello di casa. Dispiace solo che l’ambasciatore Terracciano (quello de “siamo uniti dal 1861”) ci sia caduto dentro, sollevando una obiezione che, al contrario, andrebbe rivolta soprattutto entro i confini italiani.

Si continua a voler giustificare e rappresentare l’Italia “una d’arme, di LINGUA, d’altare”, imponendo un modello linguistico unico irrispettoso delle differenze che vi sono (da secoli) e che paradossalmente vengono riconosciute e tutelate a livello internazionale.

 

 

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