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La Tav? Ma perchè non la facciamo sulla dorsale adriatica?

 

La cartina qui sopra mostra le linee di alta velocità attualmente presenti in Italia.

Solo un orbo, o qualcuno in malafede, non si accorgerebbe del fatto che una parte consistente del Paese, quella appartenente alla dorsale adriatica, dalle Marche allaPuglia, non ha alcuna infrastruttura in grado di percorrere le linee ferroviarie ad alta velocità.

E’ un aspetto, questo, che risulterebbe paradossale in qualsiasi paese occidentale che aspiri ad un ruolo centrale in Europa. Ovviamente non Italia.

La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi riporta una intervista al presidente della Regione Abruzzo, Chiodi, che rileva proprio questa sorta di apartheid dei trasporti:

«Io sono convinto a questo punto che le regioni del Sud interessate a questa infrastruttura, tutte insieme, debbano avviare una iniziativa politica comune per spingere il prossimo governo a risolvere la diseguaglianza che esiste attualmente nel sistema del trasporto ferroviario tra il Nord e il resto del Paese. Credo che la nostra azione possa, a partire da subito, svilupparsi in due momenti. Il primo, per cominciare, nel chiedere un intervento per la velocizzazione della linea esistente, dotando cioè l’attuale infrastruttura di sistemi di ammodernamento che consentano di aumentare la velocità dei treni fino a 250 km/h. Un progetto che non costerebbe moltissimo e che sarebbe possibile realizzare in tempi relativamente brevi. Subito dopo dovremmo chiedere al governo nazionale di avviare una programmazione di investimenti che porti alla vera e propria realizzazione dell’Alta velocità ferroviaria, una opera fondamentale per un Paese che presenta questa particolare conformazione geografica».

E suona anche come risposta a chi ha criticato il sindaco di Bari, Emiliano che,contrario alla Tav in Val di Susa è favorevole invece alla linea Tav che colleghi Napoli e Bari.

Non si tratta infatti di una battaglia ideologica o una questione di principio da fondamentalisti della tutela dell’ambiente, ma una scelta di buon senso che contribuirebbe a tenere meno distanti le città del Sud e collegarle tra loro oltre che al resto dell’Europa. Sempre, ovviamente, che lo si voglia e non si preferisca invece un muro alto alto fino al soffitto per tenere lontano i terroni…

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