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La Xylella non uccide gli ulivi ma la logica

Muove molte riflessioni l’intervento di oggi di Pino Aprile a proposito dell’ “affaire” Xylella, in terra di Puglia:

Io nun capisco, e vvote, che succede
e chello ca se vede,
nun se crede! nun se crede!

Cioè? Ci hanno detto che milioni di ulivi erano infetti di un terribile batterio, la Xylella fastidiosa, che li avrebbe sterminati e rinsecchiti dilagando per l’orbe terracqueo e ora scopriamo che sono solo 612 gli alberi xylellosi su 25mila analizzati? E i milioni-oni-oni che fine hanno fatto?
E perché dovremmo continuare a fidarci di chi ci aveva descritto uno scenario da virus Ebola?

Cioè? Ci hanno detto che l’intera provincia di Lecce era da considerare zona infetta, epidemica; l’allarme è nientemeno che del 2103 e oggi si scopre che solo su 160 piante, anzi: rami (che potrebbe voler dire: pota il ramo, non segare la pianta), sono state trovate tracce di dna di Xylella?
E perché dovremmo credere a chi ci voleva convincere che, per salvare una parte degli uliveti di Puglia, il Salento doveva diventare calvo?

Cioè? Hanno abbattuto i primi sette alberi “pericolosi” di Oria, perché la Xylella poteva migrare da loro agli uliveti intorno, poi, invece di distruggere quel legno contaminato, lo hanno lasciato lì per terra, per dar modo alla eventuale Xylella di migrare sugli ulivi intorno?
E dovremmo prendere sul serio gli inviti alla cautela di chi opera in questo modo?

Cioè? Un laboratorio universitario (in segreto, ma pronto a rivelarsi a un magistrato) analizza gli alberi abbattuti a Oria e scopre che non erano infetti da Xylella e lo comunica proprio mentre se ne vanno ad abbattere altri 45.
E nessuno ferma il commando, per procedere, se non altro, a un controllo, prima della strage?

Cioè? Per cercare la Xylella bisogna fare analisi in laboratorio, ma il ministero emette un decreto che consente di individuarne con “un esame visivo” l’eventuale presenza?
E teniamo ancora aperti i laboratori?

Cioè? Il Centro di ricerca del ministero rende noto che secondo l’unica indagine mai fatta sulle specie vegetali che il batterio fa seccare, l’ulivo non c’è, e noi abbattiamo gli ulivi, su indicazione del ministero, perché hanno la Xylella (e anche se non ce l’hanno)?
Non è che stiamo abbattendo prima la logica?

Cioè? L’unico Istituto fitosanitario autorizzato a occuparsi delle indagini sulla Xylella è quello di Bari, e chi volesse condurre indagini alternative e pubblicarne i risultati dovrebbe farsi l’autorizzare da quell’Istituto? Ma dite sul serio? (Pare di sì…)? Ho capito bene? (Pare di sì…).
Quindi se faccio analisi i cui risultati sconfessano quelle dei laboratori cui si rivolge l’Istituto fitosanitario, per pubblicarle devono farmi autorizzare dall’Istituto di cui andrei a smentire i dati?

Cioè? Non sarà che questa storia è sfuggita di mano e la si continua solo per non ammettere che (per tenerci bassi) è partita malissimo?
Perché, qua, proprio…
Io nun capisco, e vvote, che succede
e chello ca se vede,
nun se crede! nun se crede!

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1 comment

  1. […] Ci hanno detto che l’intera provincia di Lecce era da considerare zona infetta, epidemica; l’allarme è nientemeno che del 2103 e oggi si scopre che solo su 160 piante, anzi: rami (che potrebbe voler dire: pota il ramo, non segare la pianta), sono state trovate tracce di dna di Xylella?(continua) […]