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L’agricoltura guida la “ripresina” del Sud

Il settore agricolo, insieme a quello turistico, è strategico per lo sviluppo delle regioni meridionali. Lo scrivo da anni e lo dimostrano anche le statistiche. Ecco perché colpire indiscriminatamente proprio il settore agricolo (vedi crisi “Terra dei Fuochi”) con inutili generalizzazioni, crea danni rilevanti all’intera economia meridionale.

Anche per il 2016 l’agricoltura resta uno dei driver dell’economia meridionale. Più che al Centro Nord, diventando occasione di impiego e micro imprenditorialità soprattutto per i giovani.

Il Rapporto ISMEA-SVIMEZ sull’agricoltura del Mezzogiorno evidenzia l’ottima performance che il settore primario ha avuto nel 2015 e nel 2016. L’agricoltura diventa protagonista della ripresa economica: crescono valore aggiunto, esportazioni, investimenti e occupazione, al Sud ancor più che al Nord.

In occasione della presentazione del Rapporto ISMEA-SVIMEZ il Direttore Generale dell’Ismea, Raffaele Borriello, ha dichiarato: “Il Rapporto ci racconta di un Mezzogiorno che dà segnali positivi e sembra essere al centro della ripartenza dell’economia italiana, specialmente grazie all’ottima performance dell’agricoltura: la crescita delle esportazioni, degli investimenti e dell’occupazione agricola nel Mezzogiorno, più che al Centro-nord, sono i segni di rinnovato protagonismo. Il dato più significativo si registra sul versante dell’occupazione, in particolare quella giovanile (+13%). C’è una ritrovata consapevolezza del valore della terra che porta con sé una rinnovata attenzione al settore agricolo, anche in termini di progetti di vita e di attività imprenditoriali da parte dei giovani. Ne sono dimostrazione l’incremento del 20% delle iscrizioni alle facoltà di agraria e la crescita, nei primi nove mesi del 2016, di circa 90 mila nuove imprese agricole ad opera di giovani under 35, di cui ben 20 mila nel Mezzogiorno”. (fonte: Ismea)

 

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