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Le impronte dell’Angelo: un racconto insolito del Medioevo visto da Sud

Creato il 23 dicembre 2012 da Ilazzaro

 

Le impronte dell'Angelo: un racconto insolito del Medioevo visto da Sud

Un consiglio per la lettura. Un racconto di Alessandro Panico, Le impronte dell’Angelo.

Un romanzo storico che racconta un medioevo insolito, visto da sud, quando i Romani parlavano greco e nelle chiese si veneravano donne immaginarie dai nomi evocativi, come Sofia (la Sapienza) o Irene (la Pace). Su quest’epoca remota si insinua inaspettato un raggio di luce: un antico copista ebreo, un manoscritto, un tramonto di fine estate osservato dalla torre dei sette venti e quattro cortigian…i di Federico II – un poeta, un cavaliere, un matematico e un astrologo – aprono il sipario su un cammino a ritroso lungo un intero secolo, l’undicesimo dell’era cristiana. Non si tratta tuttavia di anonimi cortigiani di curia, ma dei più importanti consiglieri dell’imperatore: l’astrologo è Michele Scoto, il poeta è Jacopo da Lentini, il cavaliere è Ermanno da Salza e il matematico è Leonardo Fibonacci. La lettura del manoscritto da parte dei quattro si dipana così per un’intera notte, al traballare incerto di una lampada a olio scossa ogni tanto da qualche rara e leggera folata di brezza, che si incunea nella piccola finestra occidentale rompendo la ferma aria estiva. Il racconto si snoda a ritroso per cento anni, mentre l’impero romano lascia per sempre le sponde italiane sospinto in mare da un manipolo di banditi scandinavi guidati dai tre fratelli Altavilla. Sopraggiunge più avanti un quarto fratello, il più scaltro di tutti, che stringe alleanze con papi, incendia città e insidia imperatori fino a porre le basi per il più importante e longevo stato unitario moderno della penisola, che sopravviverà fino all’Unità d’Italia (il Regno delle Due Sicilie,ndr). Dalla loro discendenza nasceranno eroi delle crociate come Boemondo d’Antiochia e imperatori affascinanti come Federico II. La storia segue in punta di piedi un sottile “fil rouge” esoterico attorno alla figura dell’Arcangelo guerriero Mi-Ka-El (colui come Dio), sacro a oriente e a settentrione, sul cui sfondo scorrono i volti di personaggi storici suggestivi realmente esistiti nei luoghi e tempi della narrazione, come il papa “mago” Gerberto, il filosofo Michele Psello, il grande riformatore Ildebrando da Soana o il costruttore di cattedrali Guglielmo da Volpiano. La trama è cadenzata dal ritmo di dialoghi che spaziano dal destino dell’uomo alla verità della religione, dal senso della conquista alla ricetta della mozzarella di bufala aversana. Frutto di alcuni anni di ricerche storiche, documentali e filologiche sul linguaggio, i costumi, le etimologie e perfino le unità metriche dell’alto medioevo, questo romanzo è dedicato a chi vuole davvero immergersi completamente in un’epoca lontana e affascinante, accompagnati dalla suspence di un vero giallo.

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