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Le radici della mafia: altro che aggregazioni rurali

Vi propongo l’estratto di un brano di qualche anno fa tratto da Limes in “Fenomenologia dei poteri mafiosi. Era il 2011.

Gli storici più autorevoli hanno smentito la convinzione semplicistica, quasi mitologica, che le origini della mafia siano da rintracciare in aggregazioni rurali arcaiche e riferiscono invece che le organizzazioni mafiose siciliane si configuravano anticamente come strettamente legate alla città e ai suoi apparati di potere. Si trattava già in principio di gruppi dediti a crimini comuni, anche di basso profilo, non privi di una certa influenza socio-politica.

 

Un sistema che si ramifica e diventa strutturato a partire dall’Unità d’Italia.

Ed ancora:

La mafia è geneticamente creatura politica: ricerca, coltiva interazioni con il potere istituzionale e influenza i processi politici strumentalmente alla conservazione e al rafforzamento della propria élite.

Così diceva Rocco Chinnici, magistrato antimafia:

“Riprendendo il filo del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai esistita in Sicilia”, e più oltre aggiunge: “La mafia … nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”.»

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