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Letta: basta con questa burocrazia borbonica

Sottotitolo: ma scusate, di grazia, chi ha vinto la guerra del 1861?

Bruxelles, 25 ott: Bisogna far sì che l’Italia “non sia guardata più come il Paese più burocratico e borbonico”, ed e per questo che, secondo quanto ha spiegato a Bruxelles nella conferenza stampa al termine del Vertice Ue, il presidente dei Consiglio Enrico Letta ha preso parte oggi all’incontro sulla semplificazione normativa organizzaro a margine del summit dei capi di Stato e di governo dell’Ue.

Questa la replica di Angelo Forgione, giornalista ed autore del libro Made in Naples:

Caro Letta, inventatevi un altro aggettivo denigratorio perché la favoletta non regge più. Sono stati i Savoia a governare l’Italia piemontesizzata per circa ottantacinque anni, non i Borbone. Dunque, può mai essere borbonico il retaggio governativo della Nazione italiana? La burocrazia italiana non è borbonica ma, semmai, figlia di quella sabauda e piemontese instaurata negli anni del Regno d’Italia, esasperata e finalizzata alla sparizione di soldi pubblici. Un modo d’intendere l’amministrazione statale da cui derivò una sfrenata “creatività” tributaria a Torino e la necessità di unirsi con chi aveva i conti in ordine e poche tasse. Perché, dopo il 1855, il Regno di Sardegna non compilò più il bilancio statale? Forse “per oscurare le informazioni”, come denunciò nel 1862 l’economista Giacomo Savarese. Fu questa l’origine del debito pubblico italiano, prettamente piemontese, come conferma la ricerca Un’Italia unif cata? – Il Debito Sovrano e lo scetticismo degli investitori di Stéphanie Collet, pubblicata nel luglio 2012.

 

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