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Limes: Napoli non è più Italia, il Nord ha licenziato il Sud

Su questo blog lo vado scrivendo da ormai 5 anni, venendo tacciato immeritatamente e senza alcuna ragione di neoborbonismo. Ed invece ecco che la rivista italiana di geopolitica per eccellenza, Limes, per bocca di Isaia Sales, prende una posizione chiara e netta su una realtà di fatto: Napoli non è più Italia per esplicita volontà politica di una parte del Paese.

La capitale del Mezzogiorno è stata diffamata e abbandonata dai poteri italiani. Un burrone geopolitico e culturale taglia la penisola. Il divario economico è tornato al 1965. Ma nell’immaginario globale questa città incarna l’italianità.

alla domanda su chi comanda a Napoli, bisogna partire da una premessa semplice: quanto Napoli e il Sud contano negli equilibri della politica nazionale? Le due cose sono strettamente legate e interdipendenti. Si è consumato da tempo un distacco, quasi un divorzio tra la classe dirigente nazionale e la città più importante del Sud dell’Italia. Le relazioni tra Napoli e i vertici del sistema politico e di governo della nazione sono caratterizzati da una lunga, algida indifferenza intervallata da brevi scoppi di attenzione, particolarmente quando si verifica qualche episodio criminale che impressiona l’opinione pubblica nazionale. Per cui chi comanda a Napoli e nel Sud non comanda nella politica nazionale, non vi ha più un ruolo centrale, come è avvenuto dal secondo dopoguerra in poi fino al ventennio di Antonio Bassolino. È un potere locale senza proiezione e influenza nazionale. Un potere dimezzato.La cultura politica ed economica del paese è oggi senza dubbi e senza imbarazzi pienamente ameridionale. Il fatto che l’obiettivo della «separazione» sia scomparso dal linguaggio politico della Lega di Salvini può semplicemente dire che la missione è stata compiuta senza scontri, tensioni e modifiche istituzionali. Si può essere separati senza ratifica giuridica, vivere nello stesso paese ed essere estranei. Oggi il Sud e la sua capitale sono estranei alla nazione. Dispiace, ma bisogna prenderne atto.(fonte: Limes)

Tutto ciò è stato fatto scientemente, inducendo anno dopo anno, i cittadini del Sud, a immaginarmi non meritevoli di appartenere all’altra parte del Paese. Figli di un Dio minore che si è fermato al Garigliano e non è andato oltre.

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