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L’Italia dei bufalari del festival

Italia popolo di santi, navigatori, poeti e bufalari…nel senso di chi confeziona bufale e soprattutto schiere di utenti che , complici i social network, abboccano come quei pesci che, al mio paese, chiamiamo volgarmente “perchie”. Un pesce che chiunque riesce a pescare, ebbro di felicità. Perfino con un amo privo di esca.

Se poi di mezzo c’è lo spirito nazional popolare sanremese, l’ effetto si amplifica in maniera esponenziale. Da quando esistono Facebook e Twitter non c’è  evento che non venga commentato real time sui social network.

Così, ieri sera, quando, come in un baudiano deja vu, Antonio Sollazzo e Marino Marsicano, due operai campani del Consorzio di bacino delle province di Napoli e Caserta, che,insieme ad altri, non percepiscono stipendi da mesi, e minacciano il suicidio dalle balaustre sovrastanti il palco dell’Ariston, salvati dall anchorman di turno.

Sorte migliore di tre loro colleghi già morti suicidi in passato, in preda alla disperazione.

Questa la scarna sintesi dei fatti.

Basta poi che, uno dei  siti di bufale un tanto al chilo ed ironia , esprima la propria perplessità e suggerisca una visione della realtà in cui i due sarebbero consumati attori (per i più audaci, un’azione pianificata che avrebbe voluto rubare la scena a Grillo)  che, in rete, anche la tragica e triste realtà diventa finzione, con una azione paradossale che inverte il vero ed il falso. Gli operai sono campani? Tanto meglio, sono attori semiprofessionisti (questo non lo dico io, ma il tenore di una parte dei commenti alla notizia, sparsi per la rete, cui aggiungevano, ne sintentizzo il senso, “se sono così disperati come avranno mai fatto a comprare i biglietti dell’Ariston?” e l’idiota di turno che suggeriva che forse li avevano rubati, i biglietti).

Qualcuno si è anche divertito ad elaborare la foto, accostando all’abbigliamento dei due operai il costo delle scarpe indossate che, secondo l’autore delle immagini sarebbero calzature di lusso. Come si faccia poi con un fermo immagine a stabilire se una comunissima scarpa, sia il prodotto di un marchio di lusso, lo sanno solo loro. Ma tant’è.

Antonio Sollazzo aveva già provato a darsi fuoco a Castelvolturno (qui trovate il video). Ecco i presunti attori ingaggiati da Fazio. Complimenti.

Ora badate la colpa non è del sito che produce bufale e lo dice anche esplicitamente, ma delle perchie che abboccano all’amo (pieno di fantasia) e si producono nella solita coreografia di battute, in qualche caso discriminatorie, conferendo serietà ed autorevolezza al puro cazzeggio.

Per la cronaca, la vicenda è verissima oltre che tristissima, da 1 anno e mezzo quella gente non percepisce un euro e di realtà del genere al Sud ce ne sono a centinaia purtroppo. Napoli ha la media stipendi pari a quella dei paesi dell’est.

Mi dia un etto di bufala – È un chilo, che faccio, lascio?

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