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Luca Delgado: il #riscetamento napoletano non ha niente a che vedere con la lega


Trovo molto interessante quanto Luca Delgado, scrittore e drammaturgo napoletano, scrive a proposito del vento di rinascita (Luca da tempo ha coniato il termine riscetamento, dal verbo “scetarsi” che in lingua napoletana vuol dire svegliarsi) che ha condotto Luigi de Magistris al ballottaggio. Chi mi segue da tempo sa che si tratta di chiarimenti e spiegazioni che abbiamo sempre manifestato a proposito di quando qualcuno ci accusava di leghismo meridionale:

Qualcuno di poco attento paragona questa esperienza, questa rinascita identitaria, questo #Riscetamento napoletano a quanto fece e quanto fa la Lega Nord con Bossi prima e Salvini poi. 

Idee come autonomia, frasi come “ci governiamo da soli” spaventano, conducono con una semplificazione degna di Giorgio Mastrota alla fine dello spot, a quell’idea di secessione veneto-lombarda di qualche anno fa. 

Bisogna partire da una premessa; qui nessuno vuole costruire muri, vi sembra possibile in una città storicamente aperta, anzi, spalancata sul mediterraneo, che ci si voglia chiudere verso il resto del mondo? Qui nessuno odia la gente del Nord Italia per partito preso, avete mai letto frasi del tipo “non si fitta ai settentrionali?”. O che so io, “Tanaro lavali col fango”? 

Quello che facciamo è dire finalmente chi siamo, a testa alta, non in antagonismo con qualcuno ma in pace e in armonia con noi stessi. E sapete perché non siamo neanche lontanamente assimilabili all’esperienza della Lega? Perché la Lega è storicamente omofoba: a Napoli si trascrivono i matrimoni delle coppie gay e la nostra città si batte da anni per i diritti della comunità LGBT. Perché la Lega ha fatto della parola “ruspa” la sua battaglia: a Napoli esiste un programma di inclusione delle comunità Rom e Sinti (come il programma Acceder in Spagna), altro che ruspa. 

Perché la Lega è notoriamente xenofoba: a Napoli si conferisce la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati che nascono sul nostro territorio. Alle nostre feste di piazza, per rendere fruibile il ragionamento anche ai fan di Giorgio Mastrota, non mangiamo solo la polenta e cantiamo “va’ Pensiero” (anche su questo inno ci sarebbe da ridire): alle nostre feste cantiamo canzoni di mezzo mondo, mangiamo la pizza lo ammettiamo, ma pure il cous-cous! 

La Lega voleva la separazione dal resto d’Italia perché per scarsa conoscenza della storia, o per meglio dire ignoranza, e in taluni casi malafede, ha creduto e fatto credere per lungo tempo che le colpe dei propri mali provenissero dal Sud povero, salvo poi cambiare rotta e cominciare a prendersela con i migranti. Allora visto che noi sappiamo come sono andate le cose, sappiamo come vanno ora, proviamo legittimamente ad arrestare e contrastare una politica nazionale che invece (dati alla mano) per 150 anni ci ha affossati. Proviamo a fare le cose per bene e in autonomia, come abbiamo sempre fatto in passato, tornando ad essere quello che siamo sempre stati: una grande capitale europea e del mediterraneo. 

Cioè sapete che ce ne fotte a noi di quei 4 paeselli roccaforti della Lega Nord? 

A Napoli è #Riscetamento! 

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