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Ma all’Arena, è Salvini che ospita Giletti?

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stazione centrale di napoli 2 nov 15

Un simpatico post di Pino Aprile sul “Giletti&Salvini file”:

Uh…, com’è andato in puzza Giletti, quando gli è stato detto che la Rai i veri problemi di Napoli non li può trattare e non li vuole trattare! È scattato come una molla ed è riuscito a non far dire quali sono, proprio urlando: «Replichi a Salvini, replichi a Salvini!». Era quello che il suo interlocutore, l’avvocato Antonio Crocetta, voleva fare (sia pure con snobissima “erre moscia” caprese o del Vomero, nevero…), cominciando a parlare degli investimenti che il governo sottrae al Sud.

Ma ci pensate sentir dire, domenica pomeriggio, alla Rai, che il governo si fotte i soldi per il Mezzogiorno e li spende al Nord? Progetti europei, ferrovie, scuole terremotate, salute, asili, interventi a favore di alluvionati e… Tutto e solo al Nord, salvo a volte, per distrazione, qualche zero virgola. E persino i soldi per il Sud rubati e spesi per incentivare le assunzioni al Nord: ovvero, togliere ai disoccupati per dare più lavoro a chi ne ha già di più. Ve lo immaginate se L’Arena toccasse uno qualsiasi dei temi appena elencati?

Giletti preferisce occuparsi della monnezza vicino alla stazione di Napoli e i biglietti omaggio ad amministratori locali (scusate: del vice presidente della Lombardia in galera e l’assessore al Bilancio sotto inchiesta s’è detto nulla? Sono andato a letto resto, ultimamente e mi sono perso qualcosa).

Se è ormai diffusa l’idea che lui si trovi bene con i Salvini, i Crosetto che va a dire che non mette piede in Calabria, perché non sai a chi stringi la mano, si chieda perché. Crosetto era nello stesso partito di Dell’Utri e Cosentino, e sottosegretario nel governo presieduto da uno che aveva più inchieste giudiziarie a suo carico che capelli in testa (no, questa è sbagliata… diciamo: che ospiti alle cene eleganti). Forse Crosetto non voleva correre il rischio di stringere la mano a un calabrese onesto? Io così l’ho capita. Sbaglio? Mi scuso. Ma Giletti non urlò contro Crosetto, anzi! (Conosco Massimo da molti anni e avevo stima per lui, ora, non da ora, da un po’, non più; si dichiari leghista e ne riacquisterà una parte, almeno per la sincerità).

E di cosa si parlava? Di Salerno-Reggio Calabria che costa tantissimo e non va avanti. E con chi se ne parlava? L’onnipresente Salvini (secondo me è Salvini che ospita Giletti in trasmissione, non il contrario). E tutti a dire della mafia calabrese, come se l’autostrada la facesse la ‘ndrangheta e non aziende solo del Nord, al più del Centro; meridionali, manco una, salvo subappalti col pizzo (come lezione di antimafia non è granché).

Giletti ripeteva indignato le cifre di spesa della Salerno-Reggio; ma quei soldi non sono rubati dai calabresi: vanno ad aziende del Nord. La Brescia-Bergamo-Milano è costata a chilometro molto di più, è il più lungo monumento all’inutilità e allo spreco e non ci passa nessuno (infatti, non mi risulta sia mai arrivata a L’Arena; se baglio, mi scuso). Perché non fa scandalo?

E dell’alta velocità ferroviaria Torino-Milano, la più costosa del pianeta (gareggia con qualche altro tratto italiano), progettata e pagata per 300 treni al giorno e percorsa da 40? È solo una mia supposizione, quindi Giletti non c’entra niente: se fosse al Sud, sai che puntatone a L’Arena! E se una città e una Regione del Sud avessero i bilanci di Torino e Piemonte, e la Regione chiedesse al governo (che ci ha provato, ma è stato beccato) di fare una leggina per non essere costretti a portare i libri in tribunale, Giletti ci farebbe su una puntata de L’Arena o no? (Magari l’ha fatta, ma mi dev’essere sfuggita; nel qual caso, correggetemi e mi scuso).

E non ho dimenticato l’indignazione che colava dai muri degli studi de L’Arena e devastava il volto di Giletti quando uno a Napoli gonfiò un ragazzo con un compressore d’aria, procurandogli lacerazioni interne orribili. Si scatenò la stampa italiana per descrivere non l’autore del crimine, ma Napoli quale landa selvaggia e incivile. Il male di uno trasformato nella prova inconfutabile di una tara collettiva, etnica, antropologica.

Qualche giorno dopo, la stessa cosa accadde in Piemonte e la cosa passò in pochi righi, più il silenzio di Giletti, come tragico esito di uno stupido scherzo. Non si scoprì che i piemontesi sono selvaggi e incivili (non lo sono, infatti Giletti è piemontese: vedete com’è facile giocare con queste cose?), ma solo che ce n’era uno da cui era meglio star lontani. Ed è giusto così, perché ognuno risponde solo delle sue azioni. Se un inglese uccide qualcuno, lui è un omicida, e gli inglesi non sono tutti assassini. Già. E allora com’è che se succede a Napoli, i napoletani, i meridionali…?

Parrebbe tanto ovvio, nella mente di Giletti, che Napoli è degrado, che gli è scappata una boiata grossa, ma proprio grossa, sulla metropolitana. L’avvocato Crocetta ha avuto gioco facile nel replicare che quella di Napoli «è la migliore del mondo». Del mondo non so, ma d’Europa sì, e lo hanno detto i londinesi che sono andati a studiarla e i responsabili dell’Unione europea, secondo i quali i fondi stanziati per quell’opera sono fra i meglio spesi di sempre.

Ma Giletti non aveva più tempo… «Risolvete i problemi della vostra città!». Ed è proprio quello che vorrebbero fare, a Napoli, per esempio, con il problema più grosso, l’area di Bagnoli, che Renzi ha espropriato ai napoletani, per affidarla a un uomo di sua fiducia, che gestirà le ingenti risorse del progetto di bonifica (conoscendo l’accoppiata Renzi-Delrio, quei soldi rimbalzeranno altrove. Non si può? Sottovalutate le capacità, la rapacità della coppia e le innumerevoli prove fornite finora).

Capisco che bisogna trovare il modo di sopravvivere, in una Rai a cui il capo di governo mai eletto (e nominato da quel Giorgio Napolitano che ha meritato il premio Kissinger, il tizio che diede il via alla mattanza sudamericana dei Pinochet e dei Videla) ha fatto capire che chi non è renziano può cominciare a far le valige. Giletti può legittimamente garantire che non si fa condizionare da questo, ma l’avvocato Crocetta forse non ci crede, perché gli urlava: «Lei sta facendo campagna elettorale!», ed è chiaro a favore di chi: perché, avendo Renzi corretto le elezioni a sindaco di Roma (erroneamente vinte da Marino, che non è renziano), mentre stanno per arrivare 500 milioni per il Giubileo, adesso deve correggere quelle di Napoli, non essendo de Magistris, il sindaco scelto dai napoletani, manco del Pd.

Intantoi questa mattina sempre sulle reti rai, a proposito dell’alluvione in Calabria. Il giornalista ad un amministratore locale: “Ma la strada che è crollata, era una strada abusiva?”  e l’intervistato “No. Veramente era la strada statale 106!”

Il problema non è raccontare dei problemi di una città ma il farlo lasciando seguire giudizi di valore ed analisi dal gusto etnico ed antropologico che finiscono per addurre un amaro retrogusto razzista.

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