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Merlo, i luoghi comuni e il giornalismo da salotto


Scrive oggi Merlo su Repubblica.it a proposito di Mafia Capitale:

” E forse la prima grande novità è che Mafia Capitale non è la sciasciana linea della palma che sale verso Nord, ma è la geografia che scende. È Roma che, smottando verso Sud, è ormai diventata Mezzogiorno di suk e di illegalità.
L’abusivismo di piazza Navona, la sporcizia per le strade, le buche, il centro storico assediato, le “croste” dei parcheggi in terza fila, la metropolitana senza decoro, i lavori pubblici eternamente incompiuti, la cultura come enorme baraccone di incompetenze, le esecuzioni per strada … … sono già identità meridionale e scenografia meridionale”.

Che poi è il pensiero del cittadino romano medio quando notissimi blog sul degrado della Capitale, gli sbattono in faccia la realtà adducendo la meridionalitudine di importazione come causa di ogni male.

Solo che se si passasse più tempo per strada e si avesse, la fortuna o la sventura del sottoscritto, di vivere a cavallo di tre regioni diverse (le opportunità della precarietà) si scoprirebbe che la realtà talvolta è diversa.

Volendo assecondare il pensiero di Merlo sul degrado dell’animo come patrimonio genetico e geografico del solo Mezzogiorno che avrebbe “inguaiato” l’Italia assurgendo a paradigma di nefandezze, ricordo a Merlo che proprio entro i confini dell’Urbe si manifestavano duemila anni fa episodi di corruzione, peculato, compravendita di voti a suon di sesterzi, così come mi ricordano le reminiscenze di studi di romanistica (se non ricordo male qualcuno avanzava ipotesi di tangenti e corruzione anche per la costruzione del foro di Cesare). Sia ben chiaro tutto ciò scrivo senza voler negare gli aspetti degradanti del Sud.

Gli esempi citati di degrado sono per la gran parte frutto proprio del lavoro di #MafiaCapitale e del rapporto di clientele (anche questo duemila anni fa era un aspetto già noto) che avevano intessuto i suoi protagonisti. Tizio chiede a Caio voti in cambio dell’assunzione di Mevio come manager e di altri 150 raccomandati negli uffici di una azienda di mobilità. Il risultato? L’azienda perde risorse economiche per la cattiva gestione, mancano autisti per strada, mancano mezzi perchè si fanno pure la cresta sulla manutenzione, e per fare 6 chilometri ogni giorno i cittadini smadonnano perchè gli autobus dventano più rari del Gronchi rosa. Lo stesso dicasi per le altre municipalizzate dove la mala gestione che ha generato il degrado per strada è frutto di assunzioni non proprio trasparenti e di gente cui mancavano le competenze gestionali che si richiedono anche al commesso di una boutique. Cosa c’entri in tutto ciò l’identità meridionale che ispirerebbe la sporcizia per strada, lo ignoro. Merlo che non sa, ad esempio, che la raccolta differenziata in Campania ha medie elevate che hanno superato anche quelle di una regione dell’Italia centrale come la Toscana.

Un anno fa il responsabile del servizio unico di prenotazione del Lazio, il Cup regionale, denunciava :

Il 50% delle prestazioni erogate nel Lazio evadono la lista di attesa ufficiale risultando di fatto fuori agenda. In altre parole 50 cittadini su 100 ricevono le prestazioni richieste scavalcando altri pazienti regolarmente in attesa”. Questa la denuncia resa nota stamani da Gianni Fontana, referente regionale per il Recup, il servizio unico per la prenotazione telefonica degli gli esami diagnostici, intervenuto a margine di un’audizione alla commissione regionale Sanita’ sul tema “liste d’attesa nel Lazio

La metà di chi prenotava “c’aveva n’amico che se lo chiamo…nun te preoccupà”.Anche in questo caso solo Merlo sa cosa c’entri l’identità meridionale a meno che non abbia notizie certe del fatto che i 50 siano stati tutti pazienti campani, calabresi, pugliesi e siciliani.

Tra il 2011 e il 2012 più di 70 persone sono rimaste morte ammazzate sul selciato di Roma. Anche in questo caso c’entra l’identità meridionale (non più di tardi di 7 mesi fa anche un tifoso napoletano, sulle sorti del cui omicida e dei suoi complici ancora non sappiamo nulla. Per intanto è stato arrestato il fetentone napoletano con cui lo Stato era sceso a patti).

Veniamo alla metropolitana. Se Merlo leggesse uno dei blog più seguiti a Roma, (“Roma fa Schifo”) si accorgerebbe dei continui confronti che i bloggers romani fanno tra la metropolitana capitolina e quella napoletana. Con grande sorpresa degli utenti (alcuni dei quali sostengono che i napoletani si siano trasferiti a Roma proprio come fa Merlo) la metro napoletana ormai da un anno è pulita e senza graffiti, con alcune stazioni considerate opere d’arte e note ormai in tutto il mondo. Non solo, come ha dimostrato un servizio di Striscia la Notizia, tutti fanno il biglietto, a differenza di quanto avviene a Roma e Milano. Merlo non sa che un giorno è successo anche che, avendo dei ragazzini sporcato le vetrate della stazione Toledo in pieno centro, pentiti abbiano poi dato una mano ai volontari per ripulirle. Legga Merlo cosa succede ai poveri bloggers romani quando denunciano i graffitari della metro B.

Come vedete continuare ad addurre ragioni geografiche o territoriali diventa soltanto un espediente di maniera, un esercizio stilistico confutabile oltre i luoghi comuni oltre a fornire assoluzioni ed esimenti su base collettiva e municipalistica.

Ps:dalle indagini risulterebbero le manidi Carminati pure su alcuni siti , come quello Resit, della “Terra dei Fuochi. Sicuro che la linea della palma non sia scesa invece di salire?

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