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Napoli: Ans(i)a di borseggio

Ieri la maggiore agenzia di stampa italiana, ha pubblicato una notizia inquietante.
A San Gregorio Armeno, capitale mondiale del presepe napoletano, meta ogni anno di migliaia di turisti, non è possibile fotografare i pastori. Motivazione? Evitare che i borseggiatori portino a termine le proprie azioni nei confronti degli ignari turisti.
Secondo l’Ansa, l’iniziativa sarebbe stata presa dagli stessi commercianti.
“I vicoli sono stretti e la gente è tanta e basta che due o tre persone si intrattengano a scattare foto con telefonini e computer davanti ad uno degli scaffali e si paralizza il flusso; nella folla c’è chi non è affatto interessato ai pastori ma solo ad infilare le mani e le pinze nelle tasche degli altri”. Dichiarazioni che potrebbero contenere anche del vero, ma addirittura attribuire all’abitudine di scattare foto, la causa scatenante del borseggio, sembra alquanto cervellotico.

Onestamente il cartello col divieto di scattare foto, se non ricordo male c’è quasi tutti gli anni.

Così stamattina, ho deciso di recarmi proprio a San Gregorio ed informarmi presso gli artigiani.

In realtà le motivazioni addotte, che sembrerebbero essere più ragionevoli, avrebbero una duplice origine. Da una parte il timore degli artigiani di riproduzioni abusive delle loro opere , che si fondano sulla unicità della realizzazione, che potrebbero trovare nelle fotografie una minaccia.
D’altra parte, mi spiegavano, che se tutti si fermassero a fare foto, si bloccherebbe il flusso, già congestionato nelle festività natalizie.

Queste le motivazioni riportate ad un modesto blogger.

Del tipo “a Napoli neanche una foto si può scattare che ti fregano il portafogli”,contribuendo ad alimentare la vulgata di città invivibile anche per i visitatori, anche quando non le compete.

Donde dunque la necessità di riportare notizie utili soltanto ad allarmare, ulteriormente i turisti?

Non lo sappiamo.Sputtanapoli…

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