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Napoli: giovedì gnocchi, sabato sera rapina ai calciatori

No perchè se un alieno fosse sceso sulla terra e avesse ascoltato il servizio del Tg1 andato in onda alle 13 avrebbe pensato più o meno la stessa cosa.

E va bene che a Napoli i problemi di ordine pubblico non mancano e neanche le rapine (ma come, Alfano non aveva mandato l’esercito ed era tuttappost?) e va bene che la campagna elettorale per le comunali a Napoli è iniziata e la linea editoriale del “notiziario della prima rete” di certo non appoggia Luigi de Magistris, tanto più che è di gran lunga in testa nei sondaggi rispetto al candidato renziano, ma chi ha confezionato il servizio del telegiornale (addirittura tra le prime notizie) sulla rapina a Lorenzo Insigne sembrava uscito dal Minculpop.

L’elenco dei calciatori rapinati in Italia e all’estero è lunga. Qualcuno ricorda analoghi servizi diffusi dal Tg1, con teorie, protesi di complotto e analisi socioantropologiche annesse?

Angelo Forgione, dal proprio profilo Facebook ne ricorda alcuni:

Icardi, Seedorf, Ronaldinho, Eto’o, Snejider e Kaldze a Milano… Vucinic, Nedved, Del Piero, Buffon e Motta a Torino… Menez, Panucci, Emerson e Konsel a Roma… Zuculini, Curci e Maggio a Genova… Asamoah e Armero a Udine… Montolivo e Kroldrup a Firenze… Miccoli a Palermo… Mancini in Costa Smeralda… Mourinho sul Lago di Como

A Parigi sono stati vittime di scippi e rapine: la fidanzata di Lavezzi (bis), poi quelle di di Ibrahimovic, Nadal, Pastore e Sirigu.

Il servizio del Tg1 parla poi di una presunta strategia rivelata da un pentito che avrebbe visto, nelle rapine, la mano di frange ultras, col fine di punire i giocatori napoletani per le pessime prestazioni; salvo poi sostenere che tale ipotesi non ha mai trovato riscontro tra gli inquirenti (mio cuggino mi ha detto che…)

E te credo, se solo il giornalista (con aspirazioni complottiste) si fosse informato meglio, si sarebbe accorto del contrario e cioè che le rapine sono sempre avvenute quando il Napoli si trovava ai piani alti della classifica: zero rapine, ad esempio, lo scorso anno e tre anni fa. Le rapine risalgono, invece, al Napoli di Mazzarri che, come quest’anno, viaggiava al secondo posto. Altro che punizione, ma vuò vedè, caro giornalista d’assalto, che sono rapinatori juventini??

Il servizio, poi, ne aggiunge un’altra a proposito della rapina subita dalla moglie di Cavani: «La moglie di Cavani avrebbe convinto il campione uruguaiano a trasferirsi a Parigi proprio perché spaventato dopo uno scippo». Anche questo è falso, la moglie di Cavani non è mai andata a Parigi perchè era separata dal calciatore e, ironia della sorte, è rimasta a vivere proprio a Napoli con i figli (sic!).

L’acme, in un climax melodrammatico, nel finale: “Napoli minaccia i suoli idoli con la pistola” (com’era la regola aurea del giornalismo? I fatti separati dalle opinioni?)

Marescià ve lo giuro, io in vita mia non ho mai minacciato nessuno con la pistola e neppure mio padre, mia madre, mio fratello ,mio zio, mio nonno, la signora di fronte, mio “cuggino”, il mio barbiere, il mio salumiere, ‘o mast, ‘o chianchiere e neanche peppe ‘ o scoglio, gennaro ‘a malboro e mimmo ‘o pullast.

Quattro delinquenti (la minoranza di una città, secondo anche il procuratore capo di Napoli) non fanno Napoli, così come non l’hanno mai fatta i delinquenti in altre città italiane. E nè Partenope, nè i napoletani si meritano i soliti commenti a sfondo razzista sobillati da chi fa una informazione non scevra da stereotipi e luoghi comuni. E Napoli non si merita neanche le supercazzole di chi promette investimenti e sicurezza e poi si ritrova una pistola puntata in faccia il sabato sera.

A tal proposito, ma l’esercito a che ora arriva? Viene già mangiato?

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