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Napoli Gomorra e turismo low cost

Napoli e la Campania risultano nelle classifiche di gradimento di Tripadvisor. E se pure Angela Merkel si presta allo spot, ben venga. Anche perchè la Campania, e soprattutto il suo capoluogo, oltra all’appeal esercitato dai luoghi e dall’enogastronomia, ha un altro primato, quello cioè di essere la città più economica (76,08 euro), in quanto a spesa media per il pernottamento, secondo l’Osservatorio HRS sul turismo e il business Travel.

Insomma buone notizie se osservati dall’estero…poi ci pensano i media (qualche post fa parlavo di “reputation”) a restituire a Partenope il ruolo che le spetta: il castello degli orrori.

“Ci sono luoghi dove il male ha un nome antico come la Bibbia: Gomorra”. Questa è la frase che dà il via al trailer della serie televisiva, realizzata da Sky con la supervisione di Saviano.

Nel video di 2 minuti e 56 secondi si succedono agguati, esplosioni, intimidazioni e traffici di soldi e cocaina. I luoghi del male sono le Vele di Scampia e altri vicoli delle strade di Napoli scelti per il set, luoghi in cui “le colpe dei padri ricadono sui figli. Il male è tra noi” tuona il filmato.

Signore e signori, benvenuti a Napoli. Benvenuti a Gomorra. Altro che Sciarmelscècc come invocherebbe qualche imprenditore illuminato e pieno di borghese fantasia.

“Inevitabilmente – aggiunge Chiara Ciccarelli del centro Mammut di Scampia – sono operazioni pericolose e ci saranno ripercussioni negative sul quartiere. I ragazzi con cui lavoriamo ogni giorno riproducono, infatti, gli atteggiamenti visti in fiction come Gomorra e in altre serie tv che trattano di mafia e camorra, che finiscono quindi col danneggiare il nostro impegno. Nel caso di prodotti di qualità, c’è la possibilità di veicolare i messaggi in maniera corretta ma il risultato finale rischia comunque di trasformarsi in un boomerang. Come educatrice mi dispiace che la fiction sia stata girata a Scampia, anche se capisco che l’arrivo di una troupe costituisca in ogni caso un’occasione economica e professionale per molti: alcuni ragazzi del Mammut, infatti, hanno partecipato alle riprese, avendo la possibilità di misurarsi con realtà professionali. Il problema di fondo è che c’è una deformazione generale nel sistema che ha quasi bisogno di calcare i mali delle periferie. Finché Scampia subirà la polarizzazione di bene e male non potrà uscire dallo stereotipo di periferia degradata controllata dalla camorra. Eppure il quartiere è pieno di risorse”.(fonte La Repubblica)

 

“Per controbilanciare il danno Sky, tuttavia, ha realmente investito sul territorio con la realizzazione di un laboratorio cinematografico e trasmetterà cinque cortometraggi positivi su Gelsomina Verde, la squadra AfroNapoli, le realtà contro il biocidio e altre forze positive del quartiere come il comitato per l’abbattimento delle Vele”. I cortometraggi dovrebbero essere presentati a Napoli prima della messa in onda di Gomorra, intorno al 26 aprile.

Allora lancio una provocazione, che spero qualche imprenditore (mi viene in mente De Laurentiis Aurelio) intuisca. Cogliamo l’opportunità, come avrebbero fatto negli Stati Uniti. Perchè non inseriamo i luoghi di Scampia in tour specifici, turistici, sui set cinematografici scelti dal cinema e dalla tv per inchiodare una periferia al suo destino? In questo modo si esorcizza l’aura di male assoluto di una periferia in cui gli aspetti virtuosi soverchiano di gran lunga quelli che le fiction e i media cercano di mostrare al prossimo. Insomma, se i grandi gruppi speculano sul brand di alcuni territori, perchè non sederci al tavolo ed ottenerne vantaggi per quelle aree, creando posti di lavoro e lasciando che la fantasia divori i mostri? Sempre che sia abbia davvero l’intenzione di mostrare la presenza dello stato e del giusto intraprendere in certi luoghi, è chiaro. Perchè a volte mi vengono dei dubbi in tal senso.

Quando il Padreterno scese sulla terra in sembianze umane per distruggere Sodoma e Gomorra incontrò Abramo. Costui gli fece presente che avrebbero potuto esserci, in quelle città del male, 50 o forse meno, uomini giusti.

– Davvero tu vuoi distruggere insieme il colpevole e l’innocente? 24Forse in quella città vi sono cinquanta innocenti. Davvero tu li vuoi far morire? Perché invece non perdoni a quella città per amore di quei cinquanta? 25Allontana da te l’idea di far morire insieme il colpevole e l’innocente! Il giudice del mondo eserciterà forse la giustizia in modo ingiusto?
26 Se trovo cinquanta innocenti nella città di Sodoma, – gli rispose il Signore, – per amor loro perdonerò a tutta la città.

Ma questa è la misura che segna il confine tra la ragionevolezza divina e la speculazione umana.

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