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Napoli: i commercianti parte civile nel processo alla faida di Pianura

La Napoli che non si piega al bieco e infame ricatto della camorra risponde con i fatti. I commercianti e gli imprenditori di Pianura, quartiere del capoluogo campano, si costituiscono parte civile contro il sistema parassita che piaga il già devastato tessuto produttivo napoletano.

Sono 6 gli imprenditori e i commercianti che si costituiranno come parte offesa al processo e rinsalderanno le ragioni dell’accusa. Il Comune di Napoli e le Associazioni Sos Impresa e Pianura per la Legalità saranno parte civile in causa. Presentate, dagli avvocati Alfredo Nello e Alessandro Motta, anche le richieste di risarcimento in vista della prima udienza che si terrà il 22 ottobre presso il tribunale di Napoli. Gli episodi al centro delle indagini sono in tutto 35, tra cui l’incredibile irruzione che i protagonisti della faida fecero in un ristorante di via Manzoni a Posillipo una sera del 2010. Chiaro atto intimidatorio, dove a farne le spese fu un turista americano da poche ore arrivato dall’Arizona, che fu costretto a cedere il suo Rolex Daytona da 55mila euro ( fonte Enrico Nocera, Campania su web).

 

“Si tratta diuna operazione molto importante, soprattutto in un momento come questo che vede nel quartiere una paura diffusa. Dobbiamo rilevare – ha spiegato Luigi Cuomo di Sos Impresa – che la presenza delle forze dell’ordine con quotidiani interventi di prevenzione e repressione dei reati, non ultima l’operazione ‘Alto Impatto’, ha contribuito a risollevare le sorti di un quartiere che sembrava essere ripiombato negli anni bui delle guerre di camorra. Certo – aggiunge – è necessario che tali attività proseguano affinché si possa porre fine al clima di paura e si possano rimuovere tutte le ragioni di preoccupazione”

Alzare la testa contro questo sistema vuol dire guadagnare in libertà e dignità. Contro chi mangia risorse e territorio.

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