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Non ditelo a Salvini: lo scafista? Un italianissimo ligure

E’ da qualche mese che la geografia dei reati sta sconvolgendo le comuni considerazioni e valutazioni dei fini esegeti dell’onestà, della virtù e della sanità mentale su determinazione territoriale. E le fini menti di cui sopra, omettendolo dalla propria comunicazione, si trovano davanti a casi che non avrebbero voluto mai leggere. Dopo il rapinatore veneto che compie rapina col morto in Campania, il folle bergamasco che spara all’impazzata in Calabria e l’arianissimo pilota che si schianta contro la montagna ecco l’italianissimo scafista ligure che scarrozza per il Mediterraneo “gli immigrati”.

Come scrive il quotidiano genovese il Secolo XIX:

Lo conoscevano un po’ tutti dalle parti del quartiere del Limone, alla Spezia. Massimo Gatti, 62 anni, ha risieduto fino al 2008 in una piccola palazzina situata in via Monte Picchiara. Ha lavorato nel settore dell’edilizia, poi se ne sono perse le tracce.

E’ stato ritrovato mercoledì sera dai militari della Guardia di Finanza di Bari mentre, a bordo di un motoscafo, trasportava illegalmente 28 migranti, di presunta nazionalità siriana ed irachena.

Così mentre la civilissima Val d’Aosta rifiuta immigrati, la nota marca di orologi di lusso si indigna perchè un black block indossa un proprio prodotto tarocco non mostrando pari indignazione quando l’oggetto del desiderio diventa merce di scambio per affari discutibili ed in odor di corruttela (o al polso di altre celebrità note al casellario giudiziale), nei giorni del “prima il Nord” e/o “prima gli italiani” (spesso i due slogan finiscono per coincidere) e di un ministro che invita gli immigrati a lavorare gratis (ho provato a chiedergli se l’anello al naso e le catene verranno apposte dopo che avranno finito l’apprendistato) i puristi (lombrosiani) delle virtù forgiate da censo ed origine territoriale devono digerire quest’altro duro colpo.

Tranquilli si guarderanno bene dal citare il caso nelle prime pagine o nei talk show del dopo cena e nelle arene pomeridiane della domenica.

Non ditelo a Salvini che in questi giorni è incasinato coi gatti sulla propria bacheca Facebook.

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