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Parete (Caserta): il sindaco toglie la fascia tricolore per protesta contro l’omaggio della processione alla camorra

E’ successo a Parete, in provincia di Caserta. In uno di quei feudi dove la gente perbene, la maggioranza, cerca di rialzare la testa di fronte alla prepotenza della camorra.

Prepotenza talvolta garantita e taciuta. Come ai tempi di Tore e Criscienzo, come ai tempi delle trattative tra stato e antistato.

E poi ci sono i Sindaci, quelli con la S maiuscola. Coloro che rappresentano la comunità delle persone perbene, che si ribella ai roghi tossici ai rifiuti illegali interrati con la compiacenza della criminalità organizzata, di coloro che amano la propria terra senza scendere a compromessi con alcuno.

Si chiama Raffaele Vitale, il sindaco di Parete. Raffaele ha posto fine ad una patetica liturgia che da anni tra sacro e profano cerca l’omaggio riverente (e riverito) ai ras locali.

Il primo cittadino di Parete, nel casertano, non ha gradito quando la processione a cui stava partecipando si è fermata davanti casa di un boss. Così Raffaele Vitale ha tolto la fascia tricolore quando la processione si è fermata davanti all’abitazione del parente del boss, un omaggio all’uomo del clan casalese di Francesco Bidognetti.

Vitale, rispetto al suo gesto, ha commentato: “Lo rifarei in qualsiasi momento. Non sono un paladino della giustizia, ma quella sera non ci ho pensato un secondo a togliermi la fascia che rappresenta lo Stato, ritengo fosse un atto dovuto e doveroso verso i cittadini vista l’aria di sfiducia che si respira in tutta Italia e in particolare nelle nostre terre martoriate dai clan ma anche dalla mancanza di lavoro e opportunità. Molti concittadini infatti hanno sostenuto la mia scelta”.

“Sono riuscito ad ottenere la villa confiscata al boss Bidognetti dove a maggio organizzeremo una mostra. Ho intitolato il poliambulatorio al medico Gennaro Falco, vittima innocente della camorra: che esempio avrei dato ai cittadini se mi fossi fermato con il resto della processione quella sera? Capisco il parroco (don Emilio Tamburino, ndr), che deve tener conto di valori cristiani come la pietà e la solidarietà, ma come sindaco rappresento le istituzioni, e la camorra deve sapere che qui facciamo sul serio”. (campania24news)

 

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