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In Sicilia i libri on the road, Pianissimo

“Questa è la mia libreria” dico, mentre alle mie spalle, sullo schermo, si vede una foto di Leggiu.
L’apparizione del furgone mezzo scassato, con il suo eczema azzurro dipinto chiaramente con una bomboletta, partorisce un brusio. A un ragazzo in prima fila scappa una risatina.
“Ho comprato il furgone da un idraulico a Roma, l’ho caricato di settecento libri e sto girando la Sicilia in cerca di lettori”
L’attacco sembra averli convinti, ho un po’ di credito su questi venti ragazzi, anche se qualcuno è seduto un po’ stravaccato, braccia incrociate, sguardo annoiato.
Sto in piedi e cerco di camminare, di guardarli bene negli occhi, uno per uno ma anche tutti insieme, come si guarda un albero, foglia a foglia e nuvola verde. Li guardo non per conservare le loro facce né per descriverle, ma per allenarmi a guardare. Non conosco i loro nomi, saranno uno di loro, saranno unici e indistinguibili come alberi, appunto.

Gli piace l’idea della strada, di andare, di girare, di leggere ad alta voce, ma non sono convinti che sia una buona idea quella di vendere libri.
“Ma se vendevi panini non era meglio?” mi fa uno di loro.
“Ovviamente sì, ma di ambulanti che vendono cibo è piena la Sicilia, invece di libri di librerie non ce ne sono molte. La domanda che mi sono fatto è: che cosa manca? Che cosa posso fare per vendere libri in Sicilia, cercando di fare una cosa originale, nuova?”
“E per dormire, dove dormi? Sul furgone?” mi fa uno di loro.
“Una o due volte l’ho fatto, ma non c’è spazio, dormo ospite, a casa di chi mi riceve.”
“E come fai a fidarti?”
“come faccio? Mi fido”
“Ti fidi perché non ti è mai successo niente di male. Vedi che appena ti succede qualcosa di male, poi non ti fidi più” dice uno dei ragazzi che fino a qual momento era stato zitto.
Non so come controbattere, non ho nulla da eccepire.
Eleonora, la giornalista e amica che mi ha accompagnato, si rende conto che sono in difficoltà e mi viene in soccorso. Svia il discorso su altro.
“Perché hai scelto un furgone d’epoca?” “perché vai Pianissimo?” mi chiede.
Riprendo a parlare della libreria, del viaggio, della Sicilia, della possibile connessione fra il basso numero di lettori e la grande povertà di una regione. Sono bravi nei calcoli, rapidi, fulminei.
“Ma la benzina chi ce la mette?”
“Io” rispondo
“E i libri dove li prendi?”
“Li prendo in conto vendita dagli editori, quindi quelli che vendo li ripago e quelli che non vendo li restituisco.”
Gli dico quanto mi costa di media un viaggio, quanto il prezzo medio di un libro, quanti giorni di viaggio. (da Pianissimo Libri sulla Strada)

Filippo ha 30 anni è siciliano ed ha deciso di restare al Sud. Ma non ad aspettare che cada la manna dal cielo. FIlippo ha preso il suo destino in mano, o meglio un furgone Fiat 900 del 1976, acquistato per mille euro, e va in giro in Sicilia a cercare lettori per i libri che vende. Autori indipendenti che conduce nei bar, nelle piazze, fra la agente. Il progetto si chiama “Pianissimo, libri sulla strada”.

Grande Filippo.

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