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Pino Aprile a ad Antonio Polito: siamo davvero tutti “cretini”?

Pino Aprile interviene nella polemica scatenata da una “errata interpretazione” delle parole del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Antonio Polito in un servizio andato in onda nello Speciale del Tg1 per la visita di Papa Francesco a Napoli. Ecco quanto lo scrittore e giornalista scrive:

«Neanche quando l’Italia cresce il Sud cresce più. Si tratta di una piaga infetta sul corpo della Nazione»: queste sono le parole “mal-interpretate” di Antonio Polito. Il quale spiega che mi sono «bevuto la balla» del «falso fabbricato in rete».

Tento di ragionare (tento… e di rimuovere una piccola balla fabbricata da Polito: la mia collaborazione con il Corriere del Mezzogiorno non finì per suo suggerimento e i dubbi sulla mia qualità di storico. Non sono uno storico, non pretendo di esserlo, fatico a fare il divulgatore; mi riesce come mi riesce e ne rispondo. Ma le cose vanno dette giuste: dopo una scorrettezza che rendeva incompatibile la presenza della mia firma sulle pagine del Cormez, mandai a Polito un sms: “Ho capito… ciao”. Alla sua risposta, replicai con l’elenco delle cose false attribuitemi. Arrivò una valanga di proteste al giornale e molte furono pubblicate. Manca la mia, perché specificai che non chiedevo nemmeno la pubblicazione delle mie precisazioni: per me, finiva lì. Libero il giudizio di Polito e di chiunque su quel che faccio. I fatti no).

Torno alla frase:
– enucleata dal suo contesto non può essere intesa in altro modo: il Sud è la piaga;

– per molti, conserva quel significato pure nel contesto. Polito oppone che se parlava di disoccupazione, la disoccupazione la piaga, non il Sud; chi capisce altro è «cretino». Un bel po’ di persone hanno replicato alla sua affermazione dichiarandosi «cretini»;

– come si può pensare, chiede Polito, che lui abbia potuto dire una cosa del genere, sul Sud? E intende che l’assurdità della cosa smentisce da sola la possibilità di equivoco.

Ecco, mi sa che siamo arrivati al punto. Gli propongo una riflessione (e non si offenda; non ne faccio questioni personali, cerco solo e sempre di capire, ostacolato dai miei limiti. Con interlocutori che scrivono pure sul Cormez e con cui ci scanniamo pubblicamente sui giornali per diversità di idee, intrattengo colloqui privati, per approfondire, discutere, chiarire): si chieda, Polito, perché è parso così credibile a tanti (altro che pochi), me incluso, che abbia detto quelle parole proprio nel senso che lui assicura assurdo.

Può essere che in quella frase abbiano riconosciuto l’idea che Corriere della sera e Cormez hanno e diffondono del Sud? Non ho alcuna intenzione di provocare, né mi dà alcuna soddisfazione vincere confronti e scontri: è un piacere sterile. Io voglio capire e, se mi ritengo nel giusto, convincere. Se per questo serve una franchezza che può apparire brutale, non mi tiro indietro, perché sono disposto (se ne vale la pena e come ho dimostrato) alla reciprocità

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