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Pino Aprile: …e io credo che ce l’abbiano pure con me

Sulle pagine napoletane del Mattino di oggi (e non capisco perché si toglie la possibilità di poter essere letto anche da chi vive altrove) Pino Aprile compie una acutissima analisi su quanto sta accadendo di recente. Ovvero della gran mobilitazione di intellettuali di un certo spessore e gruppi editoriali di pari livello, per difendere con grandi mezzi , idee deboli. La crociata al “sudismo” con dotti interrogativi finanche sulla natura della vasca da bagno, preceduti in questo dal professor Bellavista. Ogni giorno anche da questo blog ne rileviamo molti aspetti, di stucchevoli e ridicole diatribe.

Per chi può, l’invito è a leggere dama quotidiano napoletano l’analisi dello scpiglierò gliene. In voce un brevissimo estratto che funge da chiosa e da intima confessione:

“Credo ce l’abbiano pure con me, nonostante abbia sempre rifiutato candidature e proposte politiche. Di sicuro, con i neoborbonici, che da vent’anni scovano docu- menti ignoti agli accademici; mai uno diloro è entrato in politica e son tutti repubbli- cani, tranne alcuni che sognano il ritorno d’o Rre (e ho amici in Friuli che rivogliono Cecco Beppe; meno uno che preferirebbe i Borbone, avendone appreso dal figlio che ha studiato a Napoli). Ma per far politica serve un nemico («Stiamo per farvi qualco- sa di terribile», disse Georgy Arbatov, agli americani, per spiegare la perestrojka: «stiamo per togliervi il nemico»). Se non ce l’hai, lo inventi. Facendo danni: una mamma, a Napoli, è disperata per la figlia, fidan- zata con un bravo ragazzo, purtroppo non camorrista, drogato…, ma neoborbonico! La sorella, che vive a Milano, le fa i dispetti: sua figlia sta con il Trota.”

E prosegue, lo scrittore pugliese, ponendosi degli interrogativi sulle modalitá e i tempi scelti per questa studiata strategia e delle ragioni che la sottendono:

“Perché intellettuali molto potenti sostengono tesi così deboli («Tutta colpa del Sud»), con mezzi così grandi? Un «ritornello vittimista» che ingigantisce alcune inne- gabili colpe, per oscurarne altre più grandi, presenti e storiche. Ormai, qualunque sia l’argomento, se non concludi con «tutta colpa delle classi dirigenti meridionali», sei sudista, forse sudicio.
Il sospetto è che il coro nordista (chi di sudismo ferisce, di nordismo perisce) miri a creare clima e opinione pubblica per la secessione da Nord, ma «per colpa del Sud».”

E l’affondo finale di Pino Aprile a concentrarsi sui problemi veri del Mezzogiorno e sulla cosiddetta questione meridionale :

“Allora, maestrini padani e nordisti di complemento levino finalmente la voce contro il decreto che condanna a morte le università del Sud, per difetto di latitudine; l’assegnazione dei fondi per combattere l’evasione scolastica, che schi- va la Campania, la regione più colpita, e inonda la Lombardia; la distribuzione del 97 per cento dei soldi per le scuole terremotate al Nord e il 3 per cento al Sud (dove ce ne sono la gran parte); le reti ferroviarie, elettriche, autostradali europee a Nord, da terzo mondo a Sud… Devo continuare?
Più dura il complice silenzio su questi temi, più fondato il sospetto che l’assoluzione in blocco delle classi dirigenti del Nord e la condanna in blocco di quelle del Sud preludano ad altre scelte politiche ed economiche a danno del Sud.”

Il resto lo trovate a mezza pagina sul quotidiano napoletano. Dopo il meteo, l’oroscopo e le ricette.
In attesa della replica dei gruppi editoriali di altre latitudini. A voi il presente sembra più coerentencol passato raccontato dai “suddisti bobbonici meridionalisti” o con quello raccontato dai profesori e dai giornalisti “con la patente”?

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