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Pubblicità ai Frecciarossa 1000? Un insulto ai “terroni”

Dalla pagina Terroni di Pino Aprile:

I Malfattori (ovvero gente che fa, agisce male) delle Ferrovie razziste italiane si divertono: spendono i nostri soldi per sputare in faccia ai terroni e fare pubblicità a quel Frecciarossa 1000 (più o meno il numero degli accidenti che gli mandiamo ogni volta che vediamo un treno; o non lo vediamo, come più spesso accade: a Matera non l’hanno ancora visto dal 1861 e siamo nel 2015).

Ci ricordano, così, che in questo Paese, alcuni hanno diritto solo a pagare per le comodità di una parte dei loro connazionali, perché “Prima il Nord” (anzi: soltanto il Nord); poi hanno diritto a essere insultati e sbeffeggiati. Per questo, i Malfattori delle Ferrovie razziste italiane il Freccia 1000 lo hanno chiamato “Mennea. La freccia del Sud”, per ricordare ai terroni che a Sud, quel treno, non ci andrà mai.

I Malfattori delle ferrovie razziste italiane spendono in pubblicità apparentemente inutile altri soldi di tutti gli italiani, anche quelli esclusi dall’apartheid ferroviaria, solo perché si sappia che ai terroni non spetta niente: 2 ore e 20 minuti per fare più di settecento chilometri da Milano a Roma; 14 ore e rotti per farne meno di 300 in Sicilia.

I Malfattori delle Ferrovie razziste italiane può darsi che non l’abbiano fatto nemmeno apposta (?) e agiscano inconsapevoli della rabbia, del disagio, della ribellione montante a Sud, ogni volta che sugli schermi appare la pubblicità del loro maledetto treno 1000 accidenti che gli piglino.

Chi si vede negato il diritto alla mobilità comicamente garantito (!?) dalla Costituzione e vede come si dilapidano i soldi pubblici per far “guadagnare” altri 20 minuti sulla tratta Milano-Roma, ogni volta che appare la pubblicità del Freccia 1000 si augura che il treno si fermi, e “gli altri italiani” conoscano il privilegio di percorrere 300 chilometri in più di 14 ore, passando da carrozze bestiame ad autobus, poi su un altro convoglio del Pleistocene, per tre-quattro volte in 300 chilometri.

Il Freccia 1000 è una delle più solide prove del progetto politico dei poteri che “hanno” l’Italia, di spezzarla in due: una parte che emigri in una zona euro-forte del Nord Europa, e una parte da abbandonare con Grecia, Portogallo, Spagna e gli altri Paesi Pigs (così li chiamano: Paesi Pigs, significa Paesi Porci) in una Europa minore e terrona.

I Matteo Renzi (il Bomba: fanfarone di Firenze), i Graziano Delrio, il Distratto di Reggio Emilia (per 10 anni sindaco della città, non si è mai accorto che diventava “il bancomat della ‘ndrangheta”) non sono che fattorini di quei poteri; e possono fare cose immonde, senza temere nulla, perché si sentono protetti dai veri padroni (la ragione per cui, uno che in un Paese quasi decente, sarebbe stato processato, in senso manageriale, per quel che ha combinato, Mauro Moretti, ex sindacalista che ha “meritato” di diventare amministratore delegato di Trenitalia, viene addirittura promosso a capo di Finmeccanica!).

Solo così si può spiegare che questo (s)governo assegni 4800 milioni di euro per le ferrovie da Firenze in su; ne spenda 1.800 per il Freccia 1000 (accidenti che gli piglino) e ne destini solo 60 (sessanta!) da Firenze in giù.

A Schifolandia, questa gente sarebbe già sui forconi del popolo inferocito.

Avviso agli onesti e inconsapevoli che salgono sul maledetto Freccia 1000: sappiate che quei venti minuti in meno hanno un prezzo orribile, che un cittadino perbene non può accettare. Un minimo di protesta civile: non prendete il Freccia 1000; le altre Frecce (beati voi che potete; a noi, al Sud, le hanno rubate) impiegano solo venti minuti di più: risparmiate soldi e quasi non vi accorgete della differenza in tempo.

Il presidente della repubblica, il siciliano Mattarella, ha fatto il viaggio inaugurale sul Freccia 1000, accidenti che gli piglino: non dico a lei, presidente, ma sarà presidente di tutti, quando andrà con “il treno degli altri”, a Palermo. E non resterà zitto

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2 comments

  1. ferrovie razziste?? si nei confronti del nord. Tutto il personale di fs è meridionale, e soprattutto, tutto il management è meridionale ( e proprio per questo le fs non funzionano; se ci fossero dei lombardi, capaci di far impresa, trenitalia sarebbe meglio delle ferrovie svizzere): ad trenitalia Vincenzo SOPRANO, ad fs Michele ELIA, tutti e due del sud.
    Dov’è il razzismo?

    • nella mancanza di collegamenti da e verso il sud, ti spiego da anni che non è perchè uno è meridionale gode dell’esimente di antirazzismo