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Quando gli svizzeri emigravano…al Sud

Quando gli svizzeri emigravano...al Sud

C’è stato un tempo in cui l’eldorado dell’emigrazione aveva invertito le comuni e stereotipate coordinate geografiche.

La notizia, riportata da Il Denaro, è venuta alla luce in occasione del numero speciale della rivista di cultura “Arte & Storia di Lugano”, dedicata al capoluogo partenopeo e presentata a Napoli, lo scorso inverno, presso il Maschio Angioino, con il patrocinio del Comune di Napoli e del consolato generale di Svizzera a Napoli, guidato da Claude Duvoisin.

Ecco quanto ancora si legge:

Luogo di principale attrazione: Napoli, verso cui, ad ondate, tanti Svizzeri, soprattutto Svizzeri tedeschi di tutte le estrazioni sociali emigrarono con diversi obiettivi personali. Verso la metà dell’Ottocento, nella capitale del Regno delle due Sicilie quella svizzera era tra le più numerose comunità estere”. Ripercorrere la storia di questa presenza significa analizzare parti importanti della storia partenopea, ma anche di storia svizzera, che si intrecciano intimamente con le vicende personali e familiari di coloro che lasciarono la loro patria nordica per recarsi, in cerca di fortuna, a Napoli. “La prima ondata migratoria — spiega il console svizzero – avviene nella seconda metà del Settecento, quando alcuni mercenari elvetici si misero al soldo dei Borboni. Contemporaneamente e parallelamente iniziava un’altra ‘filiera migratoria’, quella di tipo puramente economico, che portò intere famiglie svizzere a occupare — in qualità di imprenditori, ma anche come forza lavoro – interi comparti economici della zona, dalle industrie (soprattutto tessili) alle banche, dall’hotellerie al commercio. E, insieme a questi, non si può dimenticare la schiera di intellettuali, artisti e scrittori svizzeri, che, al seguito dei loro connazionali, si recarono a Napoli e ne fecero fonte di ispirazione della loro opera, al punto che tre edifici simbolo della città, come il Palazzo Reale, il Maschio Angioino e la chiesa di San Francesco da Paola, sono opera di architetti della Svizzera italiana. Ancora oggi a Napoli vive un’ampia comunità svizzera, in parte discendente degli emigranti ottocenteschi”.

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