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Quando i “tanos” identificano l’Italia

Non sempre, soprattutto oltre i confini italiani, il termine “napoletano” (o napolitano) è ed è stato una etichetta, piuttosto discriminatoria, tendente ad identificare un soggetto dalle discutibili abitudini (come sovente avviene oggi nel nostro paese).

In gran parte di Argentina ed Uruguay, infatti, col termine “tanos” ancora oggi vengono definiti tutti gli italiani emigrati. Il motivo? La presenza massiccia dei meridionali , chiamati convenzionalmente “Tanos” (diminutivo di Napolitano), con cui si etichettavano tutti coloro che provenivano dal porto di Napoli e, in seguito, quanti provenivano dall’intera penisola italiana.

Con tutto il bagaglio di tradizioni che poi è finito per diventare parte integrante della storia culturale, degli usi e dei costumi delle nazioni moderne dove gli emigrati si sono trasferiti.

 

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