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Reggio 1908: quando lo Stato patteggiò con la ‘ndrangheta

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È da tempo che il magistrato Nicola Gratteri lo ammette senza mezzi termini, come Rocco Chinnici prima di lui: le mafie hanno tratto giovamento e linfa dall’Unita d’Italia diventando, di fatto, sistema.

Chi mi legge da tempo sa di quante volte ho scritto che settori dello Stato Centrale e mafie si sono spartiti il controllo del territorio in aree lontanissime dalla Torino, capitale di un regno troppo piccolo per “gestire” le problematiche e le tensioni di quello che non era solo un Regno ma una Nazione, quella Napolitana.

E questa mattina lo conferma anche Gratteri, presentando il suo ultimo libro Padrini e Padroni ad Agorà: lo Stato, in occasione del terribile terremoto di Reggio e Messina del 1908, affidò alle mafie locali la gestione dei fondi per la ricostruzione, con la promessa che i ras malavitosi indigeni avrebbero tenuto calma e tranquilla la popolazione.
Controllo del territorio appunto, come fu fatto a Napoli affidando di fatto l’ordine pubblico (Vedi Salvatore De Crescenzo) ai camorristi.

“In questo libro riusciamo a retrodatare i contatti della ‘ndrangheta con la massoneria più o meno deviata al 1869. Raccontiamo anche l’importanza dei boss calabresi che ritornano in Calabria dagli Stati Uniti dopo il terremoto del 1908: sfruttano le risorse stanziate per la ricostruzione di Reggio, potendo contare sull’appoggio dei maggiorenti in quasi tutti i paesi e a Reggio Calabria in particolare. La logica che salda questi rapporti è quella della reciproca utilità: voti in cambio di favori.

Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti – molti dei quali tornati dall’America per l’occasione – causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale.

Chiudo con un video eloquente di Gratteri sulle modalità di realizzazione dell’unificazione.

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