Crea sito

Rocco Hunt (finalmente) zittisce Klaus Davi

Rocco Hunt non è un ragazzo politicizzato, ha una ventina d’anni e non fa parte della generazione cresciuta nei collettivi e nei centri sociali, ma ho trovato decisamente efficace la chiarezza con la quale a Sanremo in poche battute ha parlato del lavoro nero e sfruttato al Sud, zittendo Giletti e gli incravattati che difendevano lo Stato (tipo Klaus Davi, non nuovo a certe uscite ndr), dalle comode poltrone garantite di mamma Rai. Il fervore col quale parla di se stesso che a sedici anni si svegliava alle 5 di mattina per andare a lavorare in pescheria, o dei suoi amici che portano le pizze a domicilio per venti euro al giorno, ha la straordinaria nitidezza delle risposte ai questionari, con i quali gli operaisti negli anni sessanta provavano a tracciare il profilo della nuova classe operaia della catena di montaggio.

A sinistra più di qualcuno ha storto il muso, accusandolo di “gentismo”, ma quel qualcuno farebbe bene ad andarsi a leggere quei questionari. Ci troverà lo stesso livello prepolitico ma inequivocabile di denuncia di una condizione di subalternità e sfruttamento. Uscite dai salotti e invece di obiettare che lui non è un operaio (nel senso che è ormai uno che ha avuto successo), ricordatevi che per un Rocco che ce la fa, ci sono migliaia di suoi coetanei che pure oggi si sono svegliati alle 5 di mattina o vi porteranno la pizza a casa stasera per delle paghe da fame, in una condizione iperprecaria e sfruttata, senza sicurezza e contributi previdenziali. Uscite dai salotti, perché se l’inchiesta operaia la fa un ragazzo di vent’anni che viene dal nulla e l’opposizione la fa Salvini, la sinistra non ha davvero più ragione di esistere in questo paese.

Rosario dello Iacovo

Tags: , , , ,

Comments are closed.