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Salento: gli ambientalisti denunciano “L’allarme Xylella è un bluff. Si ritirino e blocchino i 2 milioni di euro per il biocidio”

Due milioni di euro. Stanziati per risolvere un problema che in realtà sta trovando naturale cura senza alcun intervento, quello degli ulivi colpiti dalla Xylella.

“Quel batterio è una sottospecie della Xylella fastidiosa, che per i danni fatti da altre sottospecie soprattutto in America è stata inclusa come patogeno da quarantena in Europa. E, l’Europa, pertanto in sua presenza invita i paesi membri ad attivarsi per eradicare il batterio o per contenerlo. Mentre qui tutto questo lo si voleva fare, da parte dei tecnici scesi in scena, nella maniera più radicale e forsennata possibile, in forme estremiste pazzesche mai viste prima, ovvero eradicando la foresta degli ulivi del Salento e facendo un deserto piro-chimico avvelenato di ogni cosa! Per di più i cittadini mobilitatesi da subito, davanti a una sentenza troppo efferata da parte di uno studio durato pochi giorni, hanno scoperto che gli stessi enti, che oggi volevano imporre la quarantena da Xylella diffondendo terrore in tutt’Europa, in Italia e nel Salento, avevano tenuto tre anni fa, un corso, e proprio in Puglia, per formare tecnici sull’applicazione della quarantena da Xylella fastidiosa.(..) Ora dovremmo ribattezzarlo il batterio della risurrezione!? Di fronte agli olivi che risorgono più onorevole sarebbe un scusate ci siamo sbagliati, invece crediamo sia anche possibile assistere ancora a disonorevoli arrampicate falso-scientifiche ed illogiche sugli specchi!”.

Intanto proprio le associazioni, in attesa di far chiarezza, chiedono l’intervento della Regione. In particolare auspicano, alla luce di quanto avvenuto, che si ritirino e blocchino i 2 milioni di euro per il biocidio dei ruscelli, e che la Regione Puglia li destini invece per i rimboschimenti! (fonte leccesette.it)

Insomma sullo sfondo, forse l’ennesimo magna magna?

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