Crea sito

Sindaco Cantù: napoletani scusate, amm’ pazzjat

Stamattina, accompagnato dal suono di unghie che strusciano su lisci specchi verticali, ho letto la lettera di scuse ai napoletani, da parte del sindaco di Cantù. Leggete. Toni da volemose bbene deamicisiano in salsa verde, dai toni completamente opposti alle epistole secondo Bizzozero di una settimana fa (pentimento sincero o formula atta ad evitare la querela di diffamazione proposta dal Sindaco di Napoli?):

Cara Napoli, scrivo a te perché mi sa che coi tuoi cittadini per me in questo momento è un po’ dura parlarci direttamente.
Ti scrivo perché ti devo delle scuse. Non le devo ai tuoi cittadini, perché non ho espresso alcun giudizio su di loro e non l’ho fatto perché penso che in ogni luogo al mondo, a Napoli come a Milano, a Londra come a Calcutta, a New York come a Rio, ci siano buone persone e cattive persone. Perché penso cioè che tutto il mondo è paese.

Devo delle scuse a te direttamente. E sai perché? Perché ti ho usata. Mi devi perdonare se l’ho fatto, ma proprio non sopportavo che ti stessero sbeffeggiando in quel modo ignobile e che nel contempo così tanti tuoi cittadini lo tollerassero ed anzi persino approvassero.
Non comprendevo come potesse, un milione di persone, non reagire di fronte a chi stava così platealmente leccando loro il culo (scusami il termine, ma così ci capiamo meglio) quando in realtà voleva prenderli per il culo.
Mi chiedevo come fosse possibile che, a parte pochi giovani dei centri sociali e il tuo sindaco, così tanti tuoi cittadini cominciassero a credere in quei ciarlatani da quattro soldi, falsi e traditori.
Ma è mai possibile, mi dicevo, che anche i napoletani (notoriamente più svegli di noi lombardi) possano farsi pigliare per il culo da ‘sti cialtroni che per venticinque anni hanno preso per il culo noi?
Non ci potevo proprio credere! Mi montava una rabbia che … non puoi immaginare!
E poi quando ho sentito quel ridicolo “Napoli è casa mia” … e beh … a quel punto non ci ho visto proprio più e mi son detto: “tutto ha un limite! adesso la maschera a ‘sto soggetto gliela tiro giù io!”.
Forse sono stato un po’ presuntuoso, vero?
Ma sai com’è quando ci si incazza proprio di brutto? Ecco … stavo così.
Solo che … un piccolo insignificante sindaco lombardo di provincia, come cazzo fa a smascherare un lanciatissimo leader di partito che io mi guardo bene dal votare ma che adesso si mettono in tanti ad applaudire e a votare pure al sud? Io non ho un partito a cui appoggiarmi. E su chi allora posso contare? Beh (mi son detto) … sui napoletani!
Sì ma … come faccio a farmi ascoltare da un milione di persone per le quali io sono un perfetto sconosciuto, un insignificante sindaco di una piccola cittadina del profondo nord, con una popolaziobe di 40.000 abitanti, pari ad un piccolo quartiere di Napoli?
Direi … decisamente … un’impresa impossibile.
A meno che … riesco ad attivare l’arma in assoluto più forte che i napoletani possiedono: il loro “patriottismo”, che è una delle caratteristiche più evidenti ed invidiabili dei napoletani e che nessun altro in Italia possiede come loro (a parte forse i senesi).
Tucca tutto ad un napolerano ma non la sua patria. E per un napoletano, la patria è Napoli. Allora io … sai cosa faccio?
Do’ uno schiaffo a Napoli e glielo do’ così forte che è sicuro che i napoletani mi sentono.
Certo, se do’ uno schiaffo a Napoli mi devo preparare a prenderne un milione di schiaffi e pure calci in culo e sputi in faccia e pernacchie e chi più ne ha più ne metta. Minimo … mi danno del razzista. Ma minimo è!
E io me li prendo tutti ‘sti insulti! Razzista compreso (che ci ho pure la laurea in diritti umani)! E mi prendo pure le magliette con la mia faccia sul cesso! E pure gli sberleffi di attori e cantanti (a pensare che io sono cresciuto a pane e Bennato)!
Ma poi è certo che la volta successiva che dico qualcosa … cazzo se mi sentono! Al limite, se non mi crederanno, continueranno a insultarmi e in più mi daranno del falso paraculo … ma almeno ci avrò provato a parlare con loro.
E allora eccomi qua. Non che non sia stata dura è! Per un attimo mi son detto che forse era il caso di mollare. Con Giulio (Golia) stavo quasi per farlo e raccontargli tutto, ma poi ho tenuto duro. Tanto a quel punto il dado era ormai tratto e perciò meglio resistere e provarci fino in fondo. Ho pure fatto finta che il blocco di fb durasse più del dovuto, perché mi sembrava che dovessi far crescere ancora un po’ la pressione.
Oh ma …. quante cazzo me ne avete dette?
E per fortuna che non conosco il dialetto napoletano!
Non oso immaginare il significato di certe espressioni!
E adesso però ci siamo. Mi sa che questo post lo leggerete eccome! Mi darete del paraculo? Continuerete ad insultarmi? Non so. Vedremo. In ogni caso un risultato di sicuro l’avrò comunque raggiunto: avrò comunque prodotto al signor Salvini un bel danno politico. E questo è quello che più mi interessava … e pwr questo vale la pena prendersi insulti.
Allora cari amici (si, AMICI perché io non sono mai stato leghista né razzista e a qualcuno era venuto il dubbio e mi aveva scritto: “ma come cazzo hai fatto tu a studiare diritti umani?”) … vediamo di capirci.
Non vivete in una fogna e questo è chiaro. Altro che fogna! Una città per certi aspetti bellissima la vostra (e a radio Kiss Kiss l’ho pure detto). Averne di città con una storia millenaria come la vostra, una natura unica e prorompente, monumenti che fanno paura tanto sono belli.
Che vi manca per trasformare tutto questo ben di Dio in un paradiso?
Perché sì … io ho un esagerato per attirare la vostra attenzione (e a quanto pare ce l’ho fatta però) ma … neanche tanto, quanto a criminalità e tutto il resto che di negativo c’è ed è innegabile. Un paradiso lo era di sicuro prima che arrivassero i Savoia ma adesso … sinceramente … qualcosa che non quadra c’è. E mi pare che su questo si possa essere d’accordo no?
Non so come la vedete voi, ma io penso che in realtà vi manchi una sola cosa … proprio quella cosa a cui mi avete dimostrato di tenere tanto: la vostra patria.
Perché voi vivete a Napoli, ma Napoli non è più la vostra patria. Ve l’hanno tolta 150 anni fa, derubandola, massacrandola, violentandola. Ve l’hanno tolta pezzo per pezzo. Proprio come hanno fatto con la nostra qui. Che per noi si chiama Lombardia.
E la loro (non nostra) guerra l’chiamata guerra di indipendenza (anche allora si usava dare strani nomi alla guerra) quando in realtà era solo una guerra coloniale. E i vostri partigiani li hanno chiamati briganti. E il nostro Cattaneo l’hanno fatto scappare in Svizzera.
Hanno fatto finta di unirci noi e voi, 150 anni fa, ma in realtà il loro intento era di metterci gli uni contro gli altri.
E ci sono riusciti, a quanto pare.
Noi a chiamarvi “terroni di merda” e voi a chiamare noi “polentoni ignoranti”.
E basta un niente per scatenarci gli uni contro gli altri. Basta una parola: “fogna”.
E via che si parte. Insulti a non finire. Da una parte e dall’altra. Perché quella rabbia lì, quella vostra contro i polentoni di merda e quella nostra contro i terroni di merda, ce l’hanno messa dentro goccia a goccia, giorno dopo giorno, perché faceva comodo a loro tenerci nemici, gli uni degli altri.
E così, spingendoci ad odiarci reciprocamente sempre di più, usando pure le deportazioni, più o meno forzate, sui treni della speranza, da 150 anni possono tranquillamente farsi gli affari loro e noi e voi muti e ubbidienti verso di loro, è fra noi a prenderci a sputi in faccia. Lo vedo bene quanto razzismo antimeridionale ci hanno messo in vena qui e quanto razzismo antisettentrionale hanno messo in vena a voi lì. Basta leggere e ascoltare i commenti nostri e vosti di questi giorni. Non l’ho certo prodotto io tutto questo razzismo nostro è vostro! Ce l’abbiamo dentro tutti, noi e voi, ed è assurdo negarlo. Io l’ho solo fatto riemergere sollevando il coperchio.
Mi chiedete: “loro chi?”. Ma quelli che da un secolo e mezzo vengono lì a prendervi per il culo esattamente come prendono per il culo noi qui. Quelli che sono interessati ad una sola cosa: i vostri e i nostri voti.
Io vi ho dato una sberla si. Mi scuso. Quando vuoi far sentire quel che hai da dire e vedi che quelli con cui parli … manco ti sentono … ti inventi quel che puoi.
Voi però me ne avete ridate un milione di sberle … e ben più forti.
Diciamo che siamo pari. Più o meno.
Adesso però me la spiegate una cosa?
Come cazzo è possibile che un milione di persone che basta che le tocchi e fanno squadra come manco gli All Black, che persino nelle condizioni più assurde che uno possa immaginare riescono ad inventarsi di tutto, che hanno insegnato la bellezza, l’arte, la buona cucina, la filosofia, la musica e l’ospitalità, al mondo intero per secoli … come cazzo fanno a tollerare da così tanto tempo di essere derubati, sfruttati, schiavizzati e presi per il culo in questo modo?
Io dico “fogna” e voi vi scatenate (e io non sono un cazzo di nessuno).
Quelli vi trattano come schiavi da 150 anni e voi niente.
No, davvero …. dovete proprio spiegarmelo!
Perché se me lo spiegate, poi capisco anche come sia possibile che 10 milioni di miei conterranei lombardi possano farsi prendere per il culo da quegli stessi che prendono per il culo voi.
Oh … adesso potrebbe pure essere che voi continuate ad insultarmi e a minacciarmi per un’altra settimana … che mi diate in più pure del paraculo … fate pure … me la sono cercata … ma potrebbe invece essere che noi e voi ci si metta davvero finalmente insieme a riprenderci in mano le redini del nostro presente e del nostro futuro. Noi qui e voi lì. E se si muove Napoli …
Ho un amico canturino che anni fa ha messo su un’impresa insieme ad un amico napoletano e adesso … vendono panini in tutto il mondo.
Perché non provarci anche in politica?
Oppure si vuol continuare col “polentoni ignoranti” e “terroni di merda”?
E già che ci siamo: per tre mesi sono ancora sindaco e qui al nord non ce ne sono tanti fuori di testa come me. Ma c’è un sacco di gente con le palle che girano e che si è proprio rotta di farsi prendere per il culo.
Li da voi invece avete il vostro di sindaco, che così a occhio non mi pare affatto male.
Magari un incontrino ce lo potreste pure organizzare, no?
E chissà …. da cosa nasce cosa..
Oddio … Cantù non è certo Napoli, ma noi siamo il cuore della Brianza! Non abbiamo il mare ma … anche il lago non scherza. E, scusate la superbia, non mi sembra poco.
Noi qui. Voi là.
Magari ci facciamo pure aiutare dai veneti, dai sardi, dai siciliani … hai visto mai che ‘sta volta ci si può provare davvero?
Oppure? Oppure mi son preso dei grandi insulti e non succede niente. Come sempre da 150 anni. Però io potrò sempre dire: ci ho provato … e ho rischiato di mio … in prima persona.
Claudio Bizzozero
(e questa volta mi firmo solo così … che tanto ormai ci conosciamo)

 

 

Comments are closed.