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Somma Vesuviana: manifesti della lega coperti con “Brigante se More”

Somma Vesuviana: manifesti della lega coperti con

Meraviglioso scatto d’orgoglio di Somma Vesuviana contro l’ascarismo di chi ha scelto di candidarsi in Campania con la Lega.

Se a qualcuno piace l’insulto padano e il sentirsi chiamare terrone, a tantissimi, altri, la maggioranza, privi di senso masochista ma carichi d’orgoglio, certe scelte non vanno giù

Ed ecco una reazione che come un’onda nei prossimi anni travolgerà chi fa finta di non vedere e non sentire. Perchè il popolo meridionale, trattato con partenalistico atteggiamento coloniale, è stanco.

Dopo Napoli, quindi, anche a Somma Vesuviana, medesime insegne coprono il volto di politici che dimenticano il senso di appartenenza alla propria terra.

“Brigante se more”.

Non si tratta di nostalgico neoborbonismo (o almeno non solo) come i soliti detrattori si affretteranno a scrivere e ad affermare per minimizzare il fenomeno.Quella bandiera è duosiciliana, in essa è racchiusa tutta la storia del mezzogiorno, dai Normanni ai Borbone, passando per Federico II. E’ l’unica bandiera al mondo che, anzichè dividere, ha unito in sè passato e presente.

E’ la riaffermazione di una identità calpestata e taciuta davanti al costante colonialismo culturale, economico e politico. E’ la reazione al razzismo ed alla xenofobia di una classe dirigente che ha governato questo paese (non di bifolchi che sono fuori dal parlamento) ponendo in essere misure lesive della dignità e della produttività meridionale. E’ la risposta agli insulti che quotidianamente siamo costretti a subire senza alcuna tutela. Perchè, nella classifica dei razzismi, quello verso i meridionali è più terrone degli altri.

“La miseria del Mezzogiorno era storicamente inspiegabile per le masse popolari del Nord. Queste non capivano- afferma Gramsci- che l’unità non era stata creata su una base di eguaglianza , ma come egemonia del Nord sul Sud nel rapporto territoriale città-campagna, cioè che il Nord era una piovra che si arricchiva a spese del Sud e che l’incremento industriale era dipendente dall’impoverimento dell’agricoltura meridionale”. (Antonio Gramsci)

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