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Spaccanapoli: così si racconta una città. Il video della puntata.

Domenico Iannaccone, giornalista/giornalista e non giornalista impiegato, come reciterebbe una citazione cinematografica scelta non a caso, ieri sera ha riabilitato la stampa italiana, raccontando Scampia e le periferie di Napoli, senza celebrare processi, ne’ emettere sentenze. E senza lucrare sui problemi di una città che pure esistono e sono concreti. Senza i luoghi comuni ed i pregiudizi. Senza l’impalpabile e retorcia oloegrafia che diventa una rappresentazione banale. Iannaccone ha fatto inchiesta, come, nella tv in bianco e nero, faceva Sergio Zavoli. Entrando nel ventre di Napoli e vivendolo, con silenzi e sguardi. Sovente con pudore. Raccontando la semplicita’ della sua gente, la voglia di riscatto e la speranza di chi ha ambizioni, lavorando onestamente.

La sintesi più bella della puntata, contro i razzismi ed i criptoleghismi italiani, è di un bambino africano, adottato da una famiglia di Piscinola che i suoi figli ce li aveva già. Ti senti fortunato? – gli chiede Iannaccone – Si – risponde Loki – perchè i miei amici sono in Africa ed io invece sto a Napoli.

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