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Stereotipi sul libro di prima media: la casa editrice si scusa coi napoletani

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Ve ne avevo parlato qualche settimana fa (qui trovate la notizia), dei genitori avevano segnalato all’associazione Unione Mediterranea una serie di luoghi comuni sui sorrrentini ed i trevigliesi comparsi su un libro di testo di prima media, “Terra dei popoli”, editrice “La Scuola”.

Oggi il colpo di scena, secondo quanto riferito dalla Lista Civica Mo:

La casa editrice La Scuola si scusa con i meridionali per il libro di scuola media La Terra dei Popoli, che lei stessa oggi definisce “pieno di luoghi comuni” e “un caso di cecità editoriale”. Il caso è nato da una denuncia online dei meridionalisti di MO!, la lista civica che sarà presente alle prossime regionali in Campania. “Siamo soddisfatti – dice Marco Esposito, candidato presidente di MO! – perché adesso ci sarà maggiore attenzione su questo tema. In ogni caso continueremo a raccogliere le segnalazioni di studenti, genitori e insegnanti all’indirizzo [email protected]

In Terra dei Popoli si leggono affermazioni di tale tenore: Il trevigliese? “Abita a metà strada tra Bergamo e Milano (…) Del bergamasco possiede certamente il senso del lavoro, un lavoro molto intenso, svolto con semplicità e orgoglio, senza minimamente lamentare la fatica; parsimonioso ma non tirchio, risparmia ma sa rischiare; del milanese manifesta una certa ambizione, senza però possederne la cultura e l’apertura”. Il sorrentino? “Di carattere aperto come tutti i popoli meridionali, i sorrentini sono simpatici e chiacchieroni, amanti della vita e in particolare della vita all’aperto (…) Non è vero che rifuggono dal lavoro: piuttosto non sono in possesso di una mentalità che sa quando e come rischiare, così che le aziende private sono poche e prevalgono lavori di tipo statale (…) E’ gente che canta e vuole essere allegra, nelle bellezze di una natura straordinaria”. E via di questo passo, tra i molisani che hanno “mentalità poco imprenditoriale ma carattere aperto” e i lombardi che “sanno organizzarsi e costruire” anche se “di non molte parole e alle volte un po’ riservati”.

La casa editrice che ha dato l’ok al libro si è scusata, spiegando a www.repubblica.it di aver “rotto i rapporti con gli autori”. “E’ un testo vecchio, e stiamo già lavorando a quello nuovo. Terra dei popoli è stato un momento di cecità editoriale”, ha detto Ilario Bertoletti, direttore editoriale dell’editrice che ha sede a Brescia. Bertoletti non era alla guida de La Scuola quando uscì il libro di geografia: “E’ accaduto in un momento di cambiamento del management”, dice. Il suo giudizio è netto: “E’ evidente che è pieno di luoghi comuni”.

Possa essere l’inizio di una vera inversione di tendenza che parta proprio dai libri scolastici.

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