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Stipendi da fame e disoccupazione ma evasori, dove è il trucco?

Di Maurizio d’Angelo

Come mai l’evasione fiscale risulta più alta al Sud, pur essendo questo più povero del nord?
E’ molto semplice e la chiave di lettura ce l’offre – vds. articolo su Repubblica di oggi – cito testualmente:” il papà del DbGeo (la macchina dell’Agenzia delle Entrate che ha scandito l’Italia in otto zone)” il quale, tomo tomo, cacchio cacchio, dichiara: (torno a citare testualmente…) “E’ vero, l’indicatore che abbiamo scelto per misurare la pericolosità fiscale, la tendenza a pagare le tasse è assai sotto la media nelle Regioni meridionali……si tratta della propensione ad evadere, dunque del rapporto tra le somme non pagate e quelle dichiarate. Se guardiamo all’entità dell’evaso, il Centro-Nord la fa da padrone“. Adesso proviamo a dirlo con parole nostre: in aree dove esiste alta disoccupazione, sottoccupazione, prevalenza di famiglie monoreddito c’è una miriade di piccoli evasori…… invece in altre zone dove c’è piena occupazione (i.e. lavoro dipendente con ritenuta alla fonte e la grande maggioranza, ovviamente, dei pensionati da lavoro, anche costoro ritenuti alla fonte) abbiamo una miriade di “onesti per forza” . In questa miriade di forzati dell’onestà fiscale, parliamo di milioni di persone, le centinaia di migliaia di evasori non alterano il dato complessivo di una rassicurante prevalenza di fiscalmente onesti. Chiaro fin qui ? Ma, ecco che adesso viene il bello: fatto 100 il valore totale dell’evasione fiscale, i milioni di “sudici” valgono 10….mentre i centomila “nordici” valgono 90. E poi gli scartiloffisti, i magliari, saremmo noi, i maledetti “sudici”.

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