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Svimez: utilizzare i cassintegrati per il recupero delle aree portuali del Sud

L’idea e la proposta sono della Svimez: utilizzare i cassintegrati in deroga del settore edile per il recupero delle aree  aree industriali retroportuali di Napoli, Salerno, Catania, Taranto, Messina, Termoli, Torre Annunziata e Gioia Tauro attraverso opere di bonifica degli edifici dimessi, costruzione di infrastrutture, filiere e servizi logistici ad alto valore aggiunto che aumentino il valore delle merci in transito generando ricchezza. Un’operazione che costerebbe alle casse dello Stato, secondo stime SVIMEZ, da 1 a 3 miliardi di euro, con un rientro pari al doppio del costo dell’investimento.

Magazzinaggio, assemblaggio, controllo qualità, etichettatura, confezionamento, imballaggio, in parole semplici logistica un settore che incide sul totale del Pil, in paesi come la Cina ad esempio, per il 10%.

Cifre importanti che determinano anche il costo dei prodotti e che potrebbero trasformare i porti del Sud, come avviene già in altri settori, in luoghi geograficamente strategici vista la posizione al centro delle direttrici internazionali tra l’Europa e l’Africa, e tra il Mediterraneo e l’Estremo Oriente dove una politica che incentivi le imprese delle costruzioni ad assumere cassaintegrati permetterebbe di valorizzare professionalità temporaneamente “ferme” inserendole in un contesto produttivo potenzialmente strategico, offrendo prezzi competitivi. Recuperando allo stesso tempo aree urbane che versano in stato di abbandono.

Meno assistenzialismo, più investimenti per creare opportunità reali.

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