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22
Mar 17

Il sindaco di Cantù rilancia: Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile.

Talvolta è molto meglio tacere. Questo non vale per il sindaco di Cantù che affetto da grafomania razzista (e pure idiota) rilancia: “Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile.”

L’invito è a segnalare ai gestori di Facebook la pagina di quest’uomo che ricordiamolo, indossa una fascia tricolore e che, satollo di stereotipi e luoghi comuni, lede la dignità e l’identità di una città.

Credo sia pure superfluo commentare. La gravità dello scritto di questo signore, lo ripeto, sta nel suo essere un rappresentante delle istituzioni di questo Paese.

NAPOLI S’INDIGNA?
LA VERITÀ SPESSO FA MALE MA RESTA LA VERITÀ E OCCORRE SEMPRE DIRLA, COSTI QUEL CHE COSTI
Se avessi scritto che Napoli è una città pulita, civile e ordinata, nella quale non esistono illegalità, né criminalità, né degrado ambientale o sociale, né esistono parassiti, raccomandati, furbetti o approfittatori; se avessi scritto che Napoli è una città modello dalla quale tutti dovrebbero prendere esempio; avrei raccolto migliaia di messaggi di sostegno, ma non avrei detto la verità.
La verità è un’altra. Io l’ho detta e mi sono preso insulti infiniti.
Ma qual è il problema di fronte a questa verità oggettiva? Da fastidio l’uso del termine “fogna infernale”? Ne facciamo dunque una questione di termini utilizzati? Di forma? Trovate un altro termine. A me i termini non importano.
Io preferisco la sostanza. E la sostanza è evidente.
Napoli è una città sporca, inquinata, criminale, mafiosa, corrotta, degradata, clientelare, parassitaria e incivile.
L’immagine perfetta per la sostanza del paese di cui è parte (e di cui, purtroppo, facciamo parte anche noi) che è anch’esso esattamente così ovunque. Napoli è solo più avanti di altri in questo.
Però i napoletani non amano sentirselo dire.
Preferiscono sostituire la realtà con le descrizioni di pura fantasia (modello “Un posto al sole”, telenovela pagata da mamma RAI ossia dai soldi lombardi) oppure preferiscono ricordare i tempi di Franceschiello, oppure ti indicano il mare (inquinato) o il Vesuvio (cementificato) o i loro monumenti simbolo dell’antica civiltà. Come se non sapessimo che anche a Bombay non mancano testimonianze di antica civiltà e che a Roma inventarono gli acquedotti e le fognature. Ma provate a girare oggi per le baraccopoli di Bombay o per le strade di Roma.
E come reagiscono allora i Napoletani davanti alla verità messa brutalmente davanti agli occhi di tutti?
Non certo come fa chi vuol cambiare le cose (oggettivamente orribili) ma solo insultando chi ricorda loro come sta realmente la situazione.
Atteggiamento tipico di un paese in cui ne accadono di tutti i colori ma …. meglio non parlarne o parlarne in modo “diplomatico”, edulcorando e indorando.
Non mi intendo di psicologia ma credo che tutto questo si chiami rimozione (metodo perfetto per chi non vuole risolvere i problemi).
Funziona ovunque. Basta viaggiare in una qualunque città del terzo mondo per rendersene conto: nascondono i peccati sotto il tappeto (o per lor meno ci provano) e cercano di mostrare al mondo ed ai turisti solo il buono.
Ma per quanto mi riguarda c’è pure di peggio: c’è che ormai anche noi ci stiamo assuefacendo a questo andazzo e rischiamo di rendere anche Milano identica a Napoli (e per certi aspetti ci siamo già).
Tutto questo, ovviamente, non ha nulla a che fare col razzismo ma dare del razzista a chi fa notare come stanno realmente le cose è il modo più classico per nasconderle. Se non vuoi beccarti del razzista racconta palle alla gente. E invece chiunque viva in Lombardia o a Napoli (non importa che si chiami Cattaneo, Esposito, Yang o Mohamed) dovrebbe essere preoccupato per questa orribile situazione. E dovrebbe prendere Zurigo ad esempio per la propria città e non il terzo mondo (da cui, non a caso, la gente fugge).
C’è qualcuno che vuol continuare a raccontare le favole ai bambini e suonare l’orchestrina mentre il Titanic affonda? Faccia pure.
Tutto è una fogna ma …. GOOOOOOAAAAAAL!
Claudio Bizzozero
Sindaco libero
del Comune departitocratizzato di Cantù
P.s. tutte le foto sono tratte da siti partenopei ma non è stato facile scegliere tante sono le immagini dell’orrore.


22
Mar 17

De Magistris querela il sindaco di Cantù

Così il sindaco di Napoli contro quello di Cantù, Bizzozero, dopo il vergognoso post su “Napoli Fogna” che quest’ultimo ha partorito ieri:

Già ieri pomeriggio nell’immediatezza della notizia del delirante post del sindaco di Cantù ho convocato nel mio ufficio il capo della nostra Avvocatura municipale per conferire ampio mandato per presentare all’Autorità giudiziaria querela per diffamazione.
Ne dò notizia solo oggi perché credevo che le parole di questo personaggio non meritassero una ribalta mediatica, che sta ora montando, ma solo gli atti formali della nostra Avvocatura e le Aule di un Tribunale per vederlo condannato al più presto.
E’ davvero vergognoso che un eletto del popolo possa permettersi di usare un linguaggio simile nei confronti della nostra Città. La rozzezza umana di fronte alla nostra cultura e alla nostra bellezza. Prima di parlare di Napoli il Sindaco di Cantù prenda una brocca d’acqua pubblica bene comune e si sciacqui la bocca.


21
Mar 17

Il sindaco lumbard duro e puro: “Napoli fogna”. Se questo è un sindaco…

So’ cos’ ‘e pazz!! Tutto in nome della libertà di parola (pace all’anima sua) viene concesso a questo signore (che tra l’altro è pure un sindaco) di affermare tranquillamente che “Napoli è una fogna”.

E allora visto che Facebook è un bel programmino privato, di proprietà del signor Zuckerberg, convinciamolo a chiudere il profilo di questo signore capace di esprimere pubblicamente (nonostante “uomo delle istituzioni”) opinioni altamente lesive della dignità e dell’identità di un popolo.

Lo ripetiamo, costui è (nientepopodimeno che) il sindaco di Cantù: ci sarà qualcuno che ne chiederà le dimissioni come è stato fatto per De Magistris che ha autorizzato un corteo le cui intenzioni erano proprio quelle di opporsi al leghismo/xenofobo/razzista strisciante?

In fondo il pensiero di Bizzozero è lo stesso della base del partito di Salvini, pronto a blandire i meridionali con specchietti e cocci rotti. Con promesse di emancipazione (ma non troppo) dallo status di selvaggi a cui i teorici del leghismo duro e puro li hanno da sempre confinati.

Questo il testo della sua pagina:

“SALVINI: “NAPOLI È CASA MIA”. FOSSI STATO PRESENTE GLI AVREI SEMPLICEMENTE DETTO CHE CASA MIA INVECE È CANTÙ E LA LOMBARDIA È LA MIA TERRA, MENTRE NAPOLI PER ME RESTA UNA FOGNA INFERNALE (EMBLEMA DELL’INTERA itaGlia) DALLA QUALE MI TENGO BEN LONTANO. Salvini lo ha dichiarato in diretta ieri sera a “QUINTA COLONNA” su Rete 4 e nessuno dei presenti gli ha detto nulla. Io avrei dovuto essere lì in trasmissione a quell’ora ma stranamente, verso le 15.00, mentre già ero a metà del viaggio per Roma, mi hanno telefonato dalla redazione per dirmi che sarei slittato nella seconda metà della trasmissione (cioè dopo la comparsata salviniana). Vi sembra un caso? A me per niente. Così il candidato premier naziunal partenopeo l’ho solo incrociato. Lui usciva dallo studio ed io entravo … e confesso che mi ha fatto una sola impressione: mi è sembrato molto basso … anzi … più che basso direi … piccolo. UN PICCOLO INSIGNIFICANTE LEADERUCCIO NAZIUNAL PARTENOPEO che ha paura dei confronti pubblici con chi sa che lo metterebbe in difficoltà. Che un personaggio così insignificante rappresenti Napoli e la fogna italica non mi sorprende. I napoletani fanno benissimo a votarlo: è perfetto per loro. Che rappresenti invece noi lombardi … mi sembra invece una nostra gravissima responsabilità e sorprendente che alcuni fra noi ancora lo votino”

Giustamente, scrive Drusiana Vetrano su Identità Insorgenti:

Dove sono i Mentana di turno adesso? Dove sono i Gasparri che sbraitano delle dimissioni di de Magistris? Dove sono i Renzi, i de Luca, i piddioti che nei giorni scorsi hanno solidarizzato con Salvini?

Dove siete tutti voi, soloni del pensiero “democratico”, quando ad essere insultato da pezzi di Stato-seppur microscopici- è un intero popolo? Invocatela ora la legge Mancino. Non ce la fate, eh? E allora la invochiamo noi, chiedendo le dimissioni del sindaco di Cantù. Immediate e senza esitazioni.