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22
Mar 17

De Magistris querela il sindaco di Cantù

Così il sindaco di Napoli contro quello di Cantù, Bizzozero, dopo il vergognoso post su “Napoli Fogna” che quest’ultimo ha partorito ieri:

Già ieri pomeriggio nell’immediatezza della notizia del delirante post del sindaco di Cantù ho convocato nel mio ufficio il capo della nostra Avvocatura municipale per conferire ampio mandato per presentare all’Autorità giudiziaria querela per diffamazione.
Ne dò notizia solo oggi perché credevo che le parole di questo personaggio non meritassero una ribalta mediatica, che sta ora montando, ma solo gli atti formali della nostra Avvocatura e le Aule di un Tribunale per vederlo condannato al più presto.
E’ davvero vergognoso che un eletto del popolo possa permettersi di usare un linguaggio simile nei confronti della nostra Città. La rozzezza umana di fronte alla nostra cultura e alla nostra bellezza. Prima di parlare di Napoli il Sindaco di Cantù prenda una brocca d’acqua pubblica bene comune e si sciacqui la bocca.


17
Mar 17

Caro Corsera, impietoso il confronto tra Roma e la Napoli di oggi

Interessante spunto di riflessione di un lettore del Corriere della Sera che invia, alla Rubrica epistolare tenuta da Paolo Conti, la seguente missiva, mettendo a confronto Roma e Napoli:

Caro Conti,

da qualche anno il confronto tra Roma e Napoli vede quest’ultima prevalere su ordine, pulizia, decoro, iniziative per migliorare la città e lotta al degrado. Roma ricorda sempre più la New York degli anni 80, col degrado fatto a sistema o la Napoli di una decina di anni fa immersa nella monnezza. Napoli oggi è ordinata, il centro è in gran parte pedonalizzato (pedonalizzazione vera, non quella nominale del centro di Roma), decorosa. La metropolitana è un fiore all’occhiello, curata, pulita, quasi ci si dimentica di essere in Italia. I graffiti sono assenti sia sulla struttura sia nei vagoni. Bellissimo il lungomare, anch’esso in gran parte pedonalizzato dal sindaco De Magistris e molto frequentato dalla città che prima lo ha criticato e adesso non potrebbe più farne a meno. Il confronto con il lungotevere o il lungomare di Ostia è impietoso. Come disse Joyce, Roma sembra un tizio che vive esibendo ai viaggiatori il cadavere della propria nonna. Un cadavere che ultimamente inizia a puzzare. L’augurio è che Roma possa cambiare passo e riprendere il suo posto tra le città più belle del mondo.

Andrea Zurechn


06
Gen 17

Durissima lettera di De Magistris a Saviano

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Dal proprio profilo Facebook, il sindaco di Napoli risponde a Roberto Saviano che accusava la città di Napoli di immobilismo e mancato cambiamento.

La sensazione è che ormai lo scrittore inizi a perdere credibilità proprio perchè racconti una città de relato, non vivendola e macinando guadagni proprio su quella narrazione, con i savianisti sovente (basta guardare i commenti ai propri post) inclini ad un forte pregudizio (o razzismo) antinapoletano.

Ecco la lettera del sindaco:

Caro Saviano, mi occupo di mafie, criminalità organizzata e corruzione da circa 25 anni, inizialmente come pubblico ministero in prima linea, oggi da sindaco di Napoli. Ed ho pagato prezzi alti, altissimi. Non faccio più il magistrato per aver contrastato mafie e corruzioni fino ai vertici dello Stato. Non ti ho visto al nostro fianco. Caro Saviano, ogni volta che a Napoli succede un fatto di cronaca nera, più o meno grave, arriva, come un orologio, il tuo verbo, il tuo pensiero, la tua invettiva: a Napoli nulla cambia, sempre inferno e nulla più. Sembra quasi che tu non aspetti altro che il fatto di cronaca nera per godere delle tue verità. Più si spara, più cresce la tua impresa. Opinioni legittime, ma non posso credere che il tuo successo cresca con gli spari della camorra.

Se utilizzassi le tue categorie mentali dovrei pensare che tu auspichi l’invincibilità della camorra per non perdere il ruolo che ti hanno e ti sei costruito. E probabilmente non accumulare tanti denari. Ed allora, caro Saviano, mi chiedo: premesso che a Napoli i problemi sono ancora tanti, nonostante i numerosi risultati raggiunti senza soldi e contro il Sistema, come fai a non sapere, a non renderti conto di quanto sia cambiata Napoli. Ce lo dicono in tantissimi. Tutti riconoscono quanto stia cambiando la Città. Napoli ricca di umanità, di vitalità, di cultura, di turisti come mai nella sua storia, di commercio, di creatività, di movimenti giovanili, di processi di liberazione quotidiani. Prima città in Italia per crescita culturale e turistica. Napoli che ha rotto il rapporto tra mafia e politica. Napoli dei beni comuni. Napoli del riscatto morale con i fatti. Napoli autonoma. Napoli che rompe il sistema di rifiuti ed ecomafie. E potrei continuare. Caro Saviano, come fai a non sapere, come fai a non conoscere tutto questo. Allora Saviano non sa i fatti, non conosce Napoli e i napoletani, allora Saviano è ignorante, nel senso che ignora i fatti, letteralmente: mancata conoscenza dei fatti. Non credo a questo.

Sei stato da tanto tempo stimolato ad informarti, a conoscere, ad apprendere, a venire a Napoli. Saviano non puoi non sapere. Non è credibile che tu non abbia avuto contezza del cambiamento. La verità è che non vuoi raccontarlo. Ed allora Saviano è in malafede ? Fa politica ? È un avversario politico ? Non ci credo, non ci voglio credere, non ne vedrei un motivo plausibile. Ed allora, caro Saviano, vuoi vedere che sei nulla di più che un personaggio divenuto suscettibile di valutazione economica e commerciale? Un brand che tira se tira una certa narrazione. Vuoi vedere che Saviano è, alla fin fine, un grande produttore economico. Se Napoli e i napoletani cambiano la storia, la pseudo-storia di Saviano perde di valore economico.

Vuoi vedere, caro Saviano, che ti stai costruendo un impero sulla pelle di Napoli e dei napoletani ? Stai facendo ricchezza sulle nostre fatiche, sulle nostre sofferenze, sulle nostre lotte. Che tristezza. Non voglio crederci. Voglio ancora pensare che, in fondo, non conosci Napoli, forse non l’hai mai conosciuta, mi sembra evidente che non la ami. La giudichi, la detesti tanto, ma davvero non la conosci. Un intellettuale vero ed onesto conosce, apprende, studia, prima di parlare e di scrivere. Ed allora, caro Saviano, vivila una volta per tutte Napoli, non avere paura. Abbi coraggio. Mescolati nei vicoli insieme alla gente, come cantava Pino Daniele. Nella mia vita mi sono ispirato al magistrato Paolo Borsellino al quale chiesero perché fosse rimasto a Palermo, ed egli pur sapendo di essere in pericolo rispose che Palermo non gli piaceva e per questo era rimasto per cambiarla. Chi davvero – e non a chiacchiere – lotta contro mafie e corruzione viene dal Sistema fatto fuori professionalmente ed in alcuni casi anche fisicamente. Caro Saviano tu sei un caso all’incontrario.

Più racconti che la camorra è invincibile e che Napoli è senza speranza e più hai successo e acquisisci ricchezza. Caro Saviano ti devi rassegnare: Napoli è cambiata, fortissimo è l’orgoglio partenopeo. La voglia di riscatto contagia ormai quasi tutti. Caro Saviano non speculare più sulla nostra pelle. Sporcati le mani di fatica vera. Vieni qui, mischiati insieme a noi. Ai tanti napoletani che ogni giorno lottano per cambiare, che soffrono, che sono minacciati, che muoiono, che sperano, che sorridono anche. Caro Saviano, cerca il contatto umano, immergiti tra la folla immensa, trova il gusto di sorridere, saggia le emozioni profonde di questa città. Saviano pensala come vuoi, le tue idee contrarie saranno sempre legittime e le racconteremo, ma per noi non sei il depositario della verità. Ma solo una voce come altre, nulla più. E credimi, preferisco di gran lunga le opinioni dei nostri concittadini che ogni giorno mi criticano anche ma vivono e amano la nostra amata Napoli. Ciao Saviano, senza rancore, ma con infinita passione ed infinito amore per la città in cui ho scelto di vivere e lottare.


03
Dic 16

Ryanair sceglie Napoli e De Magistris gongola

Un investimento da 300 milioni e l’obiettivo di raggiungere il milione di passeggeri nel primo anno: Ryanair sceglie Napoli e De Magistris gongola:

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26
Nov 16

Zero euro per i tarantini? Scontro nel Pd: Boccia s’incazza e De Magistris: “Vergogna” #siamotuttitarantini

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La commissione Bilancio della Camera ha bocciato l’emendamento alla legge di Bilancio che avrebbe consentito di spendere 50 milioni di euro, per affrontare le criticità sanitarie provocate dall’inquinamento dell’ Ilva nella città di Taranto.

L’ emendamento non è stato proprio ammesso, perché ‘non autorizzato da Palazzo Chigi’. E le promesse fatte ai tarantini?

La proposta è stata fermata, secondo quanto ha riferito l’ agenzia Ansa, per un problema sulle coperture, perché le risorse sarebbero state sottratte a quelle per la stabilizzazione dei medici.

Di parere opposto il Governo che se la prende sulla mala gestione della sanità da parte del governatore pugliese Emiliano (sempre PD):

La violenta polemica innestata in queste ore sulla mancata destinazione di risorse alla sanità della città di Taranto risulta infondata e fuorviante: non è vero che il Governo si è opposto a sostenere, anche con la destinazione a questo scopo di ulteriori risorse finanziarie, il rafforzamento delle strutture sanitarie nell’area di Taranto“.

Lo dicono i parlamentari del Pd Salvatore Tomaselli e Federico Massa, i quali precisano che “è vero esattamente il contrario: le risorse ci sono ed il Governo ha confermato l’impegno ad individuare le modalità per spenderle rapidamente“.

Lo stesso sottosegretario De Vincenti – proseguono – ha confermato la convocazione per il prossimo 12 dicembre del Tavolo istituzionale per Taranto in cui verranno verificati, tra gli altri, proprio gli interventi in materia sanitaria. Nello specifico il Governo ha ribadito l’impegno a concordare con la Regione Puglia apposite deroghe al decreto ministeriale 70 sull’organizzazione dei servizi sanitari regionali in modo da rafforzare i presidi sanitari nell’area di Taranto“. Dunque “gli interventi ci saranno e saranno effettivamente destinati e vincolati all’area tarantina“, assicurano Tomaselli e Massa. (fonte: Quotidiano di Taranto)

Il governatore Emiliano intanto replica: “Talmente assurdo che potrebbe sembrare che il Governo ce l’abbia con me”.

E pure il parlamentare pugliese Boccia (che di certo non è un nemico di Renzi) tuona:

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De Magistris intanto accusa:

Dalla manovra finanziaria il Governo cancella i 50 milioni di euro che dovrebbero finanziare le strutture sanitarie per i bambini con problemi respiratori a causa dell’inquinamento provocato dall’acciaieria Ilva a Taranto. Il Governo non solo non pensa alla bonifica dei nostri territori ma non cura nemmeno chi si ammala. Che il popolo prenda coscienza della noncuranza di questo Governo. Ci vuole una sana e costituente ribellione civile popolare e democratica nei confronti di un governo che per la banca del papà della Boschi – madrina della deforma costituzionale – trova i soldi, che per le armi per contribuire alle guerre trova i soldi (64 milioni al giorno), ma che invece per la salute dei più deboli non trova denari, ma mostra solo viltà. Vergognatevi !

 


19
Nov 16

De Magistris: basta discriminazioni ai danni del Sud

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Dal proprio profilo Facebook, il sindaco di Napoli si scaglia contro le discriminazioni sulla spesa pubblica in Italia che si fanno beffa dei principi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione:

Ogni giorno, in ogni settore della spesa pubblica, il Sud viene discriminato e penalizzato rispetto al Nord. E’ ora di cancellare definitivamente questa falsa credenza secondo la quale il Mezzogiorno è la patria dell’assistenzialismo e della spesa pubblica. Se mai lo è stato, non è più così da molti anni.

I criteri, ad esempio, con i quali in questi anni sono stati applicati il federalismo fiscale e sanitario sono stati pensati per penalizzare sistematicamente le regioni del Sud. Ma non solo. Dai trasporti, agli asili, all’Università, il governo nasconde nei criteri di ripartizione dei fondi dei veri e propri trucchi per favorire il Nord. Stiamo parlando di una ripartizione annuale di 123 miliardi di euro di spesa pubblica. Una cosa enorme.

Nella sanità, ad esempio, che assorbe la fetta più grossa, i fondi vengono ripartiti in modo proporzionale all’età media degli abitanti delle Regione ed essendo molto più alta al Nord, questo criterio danneggia fortemente il Sud colpendo in particolare la Campania, col paradosso che i cittadini che hanno una speranza di vita media più bassa e che quindi avrebbero bisogno maggiore di assistenza, vengono penalizzati.

Per i contributi alle Università pubbliche sono stati introdotti criteri come il numero di frequentatori di progetti Erasmus o la capacità di raccolta di fondi privati che, inevitabilmente, favoriscono le Università del Nord.

Per la manutenzione stradale invece della misurazione dei KM di strada, come sarebbe ovvio, il fondo viene ripartito in base al numero degli occupati della Regione! Anche in questo caso le regioni del sud, dove la disoccupazione è molto più forte, vengono fortemente penalizzate.

Insomma, ci si fa beffa del principio costituzionale per cui “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza giuridica e sociale…”

Noi, nel nostro piccolo, stiamo provando a rimuovere questi gli ostacoli con una grande lotta sociale, popolare e democratica. In questi anni le oligarchie di tecnocrati, affaristi e mafiosi di Stato, stanno opprimendo la democrazia del nostro paese e stanno provando ad affossare il Sud.


18
Ott 16

Candidato a sindaco a Coquimbo, in Cile: “Ecco perché mi ispiro a de Magistris e perché amo Napoli”

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di Lucilla Parlato per Identità Insorgenti

Un lettore mi segnala che c’è un politico cileno che si ispira a de Magistris e che è candidato a Coquimbo de Cile, dove il prossimo 23 ottobre ci saranno le elezioni amministrative, come primo cittadino.

Potenza dei social trovo subito la sua pagina fb e gli scrivo. E subito capisco che Ricardo Ledezma Jemènez è più meridionale di me: in una lingua mista italiano-spagnolo-napoletano, infatti, riusciamo a comunicare e a mettere in piedi quest’intervista in cui gli chiediamo del suo rapporto con Napoli, anzitutto, e dei motivi per cui si ispira al primo cittadino di Partenope.

Allora Ricardo è vero o no quello che si dice qui a Napoli di te? Raccontaci chi sei…

Sono Ricardo Ledezma Jimenez, dirigente socialista e candidato sindaco di Coquimbo in Cile. Sono un piccolo imprenditore, marinaio e pescatore qui. Nella mia vita ho girato il mondo e nel 2007 sono venuto a Napoli in cerca di lavoro e opportunità. La vostra bella città mi ha aperto le porte e in quell’anno ho cominciato il mio lavoro come aiuto pizzaiolo in una catena importante di Napoli che si chiama Vesi.

Ed è così sei diventato un tifoso di Napoli e del Napoli?

Si. Da Vesi, col mio lavoro, ho conosciuto di persona tanti tifosi del Napoli che mi hanno fatto diventare uno di loro e tante persone che mi hanno fatto apprezzare la vostra identità. E poi ho fatto amicizia con tanti personaggi. Ad esempio un attore che si chiama Michele Cantalupo, che ha fatto vari film su Napoli che qui in Cile guardano tutti… Me piace tropo questa grande città e questa escuadra di Napoli.
E de Magistris? E’ vero che ti ispiri a lui?
Me piace anque sua persona, e piace anche a molti tifosi del Napoli. Lo so perché ormai ho molti amici là da voi… Io mi sono ispirato a Luigi de Magistris perché lui è indipendente come me anzitutto. Lui ha restituito a Napoli il suo volto migliore, con il lungomare più bello del mondo e ormai Napoli è di nuovo una città piena di turisti. Ma io penso che sia stato bravo a far ristenire i cittadini orgogliosi dell’appartenenza. Mi piacerebbe che lui sapesse cosa penso di lui. Napoli e Coquimbo sono due città marine e io vorrei che anche qui si ritrovasse l’orgoglio: mi piacerebbe che anche qui si rifacesse un lungomare bello come quello di Napoli.  
Com’è la situazione in Cile e a Coquimbo?
Oggi la mia citta vive un momento difícile per que persona qui gobernan la mía citta come il mio paíse han fatto corrupción, irregularita. La mia città era una città turistica ma dopo lo tsunami del 2015 qui non hanno fatto un buon lavoro, nemmeno le persone che dirigono il nostro comune. Questa è la mia opportunità per il riscatto di Coquimbo: sono una persona dal cuore grande ma principalmente onesto. Sono un marinaio che dopo quel 2007 a Napoli si è imbarcato in una grande compagnia, l’Msc mediterranean shipping company. Questa grande compagnia mi ha dato la possibilità di lavorare altri anni e alla fine… sono arrivato sempre a questa bella città di Napoli. Per questo ce l’ho nel cuore e l’ho portata con me in Cile
E il sindaco lo hai conosciuto di persona?
No, ma lo aspetto qui: Luigi de Magistris guarde cuestas parola mía y cualqun giorno conocerlo
In bocca al lupo per la tua avventura politica, allora Ricardo…
Un grande saluto a tutti napolitano. E sempre FORZA NAPOLI come FORZA COQUIMBO, il mio colore. Saluto a Claudio Poli, un amico, sempre napoletano…  e il 23 ottobre mi aspetto il meglio per la mia città: spero di diventare sindaco di Coquimbo di Cile.

07
Ott 16

De Magistris: ecco che spariscono i soldi promessi al Sud

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Dura accusa lanciata dal sindaco di Napoli, Luigi De Magistris al sottosegretario alla presidenza De Vincenti:

Ci risiamo. Quando si tratta di dare al Sud quello che è dovuto o quello che viene promesso, ecco che i soldi spariscono. Il sottosegretario alla presidenza De Vincenti con un giro di parole ha spiegato che «non è scontato che sia un bene introdurre una decontribuzione differenziata ad hoc per il Mezzogiorno». Traduzione: niente soldi al Sud per sostenere nuove assunzioni.

Eppure questo investimento per il Mezzogiorno lo aveva promesso il presidente del consiglio Renzi ed era previsto dalla legge di stabilità 2016. Eppure il governo sa bene che al Sud abbiamo una disoccupazione giovanile così alta che i nostri ragazzi sono spesso costretti a scappare altrove, non per libera scelta ma per necessità. E l’ubriacatura del Jobs Act, che ha elargito fiumi di denaro pubblico alle imprese senza assicurare in misura proporzionale un futuro lavorativo ai giovani, quella l’abbiamo pagata tutti, al Sud come al Nord. Quando si tratta di contribuire siamo sempre un unico Paese; quando si tratta di ricevere, siamo quelli per i quali “non è detto che sia un bene”.

Chissà come si orienteranno i deputati e i senatori meridionali della maggioranza: se faranno resistenza dinanzi a questo nuovo scippo, se saranno capaci di far pesare la voce del Mezzogiorno, o se si volteranno dall’altra parte per fedeltà alle segreterie dei loro partiti. Così, mentre il governo passa le sue giornate in giro per il Paese a spiegare quanto è bella la sua riforma costituzionale, al Sud cresce la povertà, i lavoratori vengono licenziati, chi ha studiato fugge via. E invece l’articolo 119 della Costituzione repubblicana vorrebbe che lo Stato investisse “risorse aggiuntive” per rimuovere gli squilibri economici e sociali e per promuovere la coesione e la solidarietà sociale. La Costituzione parla proprio di quelle risorse che oggi il governo vuol evitare di spendere per il Sud.
Allora da cittadino libero dico solo una cosa: che vadano a studiarsela la Costituzione, invece di deturparla.


21
Giu 16

Da Barcellona gli auguri a De Magistris (che Salvini si sogna)

Ve li ricordate i leghisti, quando corteggiavano il popolo catalano senza mai essere “considerati” neanche di striscio? Anzi, ogni volta che il movimento paTano mostrava solidarietà e vicinanza, quello catalano prendeva le distanze da Bossi, Salvini e compagnia bella, definendoli xenofobi e razzisti.

La stessa sorte non è stata riservata al neosindaco di Napoli. Trattato da demagogo, populista e Masaniello (con accezione negativa), riscuote maggior successo proprio in quella Barcellona a cui si ispira come modello di autonomia e autogoverno.

Ecco il tweet inviato al sindaco partenopeo:

 


21
Giu 16

Il buana bianco italiano ha parlato: a Napoli ha vinto la plebe

fotto tratta da Google Immagini

Il buana bianco radical chic ha iniziato a parlare, anzi a tacere, su Napoli all’indomani del ballottaggio, quando si è reso conto che il proprio editore di riferimento, che fosse stato a Roma o Milano piuttosto che a Genova, aveva fallito e non era rappresentato.

A quel punto la città di Partenope, coi suoi movimenti anticamorra, con i suoi giornalisti con la scorta ma senza fiction di successo alle spalle,  è diventata quanto era e forse diventerá, una enclave in terra straniera.

Il silenzio calato su Napoli è poi divenuto una scrollata di spalle, carica di sdegno: hanno vinto i lazzari, quelli  che si accontentano del populismo, i napoletani ignoranti, incivili, una epifania del popolo bue che si è identificata in Luigi De Magistris. Hai voglia a spaccare , inoltre, il capello sull’astensionismo, orde di giornalisti con la poltrona in redazione offerta dal commendator Zampetti ignorano, tronfi di erudismo da Facebook, che con quella percentuale viene normalmente eletto pure il sindaco di New York o il presidente USA.

Si tratta di analisti del talk show, professionisti del blablabla, residuati bellici 68ini o imbonitori orfani del berluscoleghismo. E già, perché quando intere masse di elettori portavano acqua al mulino di un diplomato per corrispondenza che si era inventato la Padania, parlavano di costoro, di questi elettori, come di grandi faticatori con partita iva e fabbrichetta, vittime dello  stato centrale. Gente che meritava rispetto, da viva e da morta, pure se predicava razzismo e cazzate a volontà. Ma erano funzionali, funzionali al buana bianco che non capisce l’anomalia napoletana. E non può controllarla, se non con le forze di oppressione  del territorio che dai tempi di Tore de Crescenzo , noi persone perbene chiamiamo camorra.

Il buana bianco italiano, infatti, sa bene che tra i consiglieri comunali eletti a Napoli ci sono giovani che da anni combattono sul territorio contro Gomorra.

E non gli va bene, storcono il naso e si arruffano le barbe col tipico atteggiamento della sinistra radical chic, quella sinistra che è fascista e classista nell’animo, quella sinistra snob che firma petizioni per salvare il villaggio di pescatori in Patagonia ma non ha mai visitato le periferie di Scampia, Pianura o Secondigliano. Non gli va giù che quella plebe per cui fomentava rivoluzioni ed otteneva poltrone nei consigli di amministrazione (per sè o per i suoi) abbia preso coscienza di sè, della propria storia fatta di sangue e sfruttamento, ora che non serve più come carne da macello per il commenda padano che finanzia i partiti e si fotte i fondi pubblici.

Fatevene una ragione, questa Napoli senza padrini a Roma o Milano ha deciso di fare da sola, fottendosene dei vostri giudizi razzisti e livorosi, fottendosene del vostro anticamorrismo di professione che  ingrassa conti in banca e cela relazioni pericolose sacrificate alla ragion di Stato, fottendosene dei vostri commissari  alle emergenze che arricchiscono capi famiglia, aziende d’oltre Garigliano e ascari locali. Fottendosene della marginalità a cui avete voluto condannarla da un secolo e mezzo, sotterrando verità e soffocandone l’orgoglio. Il capro espiatorio dei peccati e dei vizi italici, ha deciso di farsi artefice del proprio destino.

JATEVENNE.

PS: ovviamente da Barcellona arrivano le congratulazioni, a dimostrazione del razzismo latente, tutto indigeno, verso la città di Napoli