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12
Ott 16

Caro ambasciatore a Londra, quanta ipocrisia. Raccontiamo agli inglesi delle discriminazioni made in Italy?

Caro ambasciatore (napoletano) a Londra Terracciano  quanta ipocrisia. Di cosa parlo? Della richiesta, rivolta con cipiglio, al governo inglese,  di modificare i form in cui si chiedeva ai genitori italiani emigrati in UK di indicare la propria appartenenza etno-linguistica (napoletano,sardo o siciliano). Terracciano avrebbe scritto, secondo quanto ho letto su La Stampa, “siamo un Paese unito dal 1861”.

Beffardo ricordarlo proprio all’Inghilterra. Paese, determinante nella sponsorizzazione e nella realizzazione dell’unità oltre che nella scelta del sovrano che avrebbe dovuto fare la nuova Italia.

Quanta ipocrisia, tutta tipicamente italiana. Quante voci che si levano dai media, indignati contro una scelta che ha i prodromi della sua realizzazione proprio da noi, nel “paese d’ ‘o sole”, dove da oltre 150 anni, l’appartenenza geografica (napoletano, siciliano) sovente costituisce motivo di insulto, pregiudizio o, peggio, discriminazione.

Sono anni che denuncio su questo blog chi fa informazione con una certa pruderia distinguendo il napoletano dal novero degli italiani. Vi incollo qualcosina di vecchio qui sotto:

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Pillole di cronaca locale, di qualche anno fa, che crea ed alimenta lo stereotipo del negro, del frocio, del rom e del napoletano.

A cominciare dai cori negli stadi che da qualche anno sono stati anche derubricati dalla fattispecie di “discriminazione territoriale”. Per fare un favore alle società ora si tacitano le coscienze con una semplice sanzione pecuniaria.

Mi piacerebbe raccontare al Foreign Office, cui si stanno rivolgendo gli italici risentiti strali, dei vent’anni di un partito xenofobo e razzista (proprio contro i meridionali) al governo del Paese che lei, ambasciatore, rappresenta, oppure delle piccole discriminazioni e del pregiudizio che alberga nell’appartenenza territoriale: dall’rc auto pagata più del doppio solo perché si è napoletani (mandando affanculo principi di civiltà giuridica come la personalità della responsabilità penale), dal costo del denaro più alto perché si  vive in Calabria, dalle aziende di noleggio auto che ti impediscono di recarti da Milano a Napoli o te lo consentono pagando sovrapprezzi non richiesti alle altre tipologie di utenti residenti a nord del Garigliano (leggi qui, ancora qui, ed anche qua), o di quelle aziende di telefonia che ti chiede condizioni di pagamento del canone diverse a seconda della residenza, delle case e delle camere “non si affitta ai meridionali,  e poi  di quell’operaio di Casal di Principe non assunto nell’Emilia post terremoto perché ..casalese, fino alle black list delle agenzie interinali che chiedevano, correva l’anno 2011, di non assumere “gay e meridionali” come raccontava anche una inchiesta de La Repubblica (se volete approfondire basta cliccare sui link che vi ho incluso, giusto per gli esegeti ed i fondamentalisti delle fonti).

Allora, caro ambasciatore, cara stampa italiana, cara opinione pubblica bigotta, ma di cosa stiamo parlando? E se gli inglesi avessero preso esempio dagli italiani?


15
Mar 16

PD vs PD : è scontro sulla RC auto per i virtuosi meridionali

  
Ve ne avevo parlato la scorsa settimana i senatori piddini stanno stravolgendo il senso di una norma, promossa dagli stessi deputati del PD, che avrebbe dovuto perequare le tariffe Rc Auto, mettendo fine ad una discriminazione che vede soccombenti gli automobilisti virtuosi del Sud.

Lo scontro tra le diverse anime del PD ormai è aperto, la denuncia è di due senatori (Cuomo e Sollo) del partito di Renzi dalle pagine del proprio sito:

“Poco fa si è chiuso, in Commissione Industria, il termine per la presentazione dei subemendamenti al ddl sulla concorrenza. Il dato politico che emerge con chiarezza è la volontà del relatore, esponente del mio stesso Partito, di cancellare con un’inaccettabile colpo di spugna la ‘Tariffa Italia’ che introduceva elementi di equità e giustizia in ordine alle tariffe assicurative”. Lo dicono i senatori dem eletti in Campania Vincenzo Cuomo e Pasquale Sollo.

“Una scelta che deploriamo e che contrasteremo in aula- continuano Cuomo e Sollo- Ancora una volta il Mezzogiorno viene schiaffeggiato attraverso provvedimenti che pare siano dettati da interessi di parte. Si cancellano le norme che eliminavano odiosi discriminazioni tariffarie su base territoriale e tutto ciò é tanto più inaccettabile perché tali interventi peggiorativi provengono dal Partito Democratico in Commissione”.

“Continueremo questa battaglia – concludono i due senatori dem – nella consapevolezza che il Sud non vale questo trattamento ingiusto ed inaccettabile. Davanti all’interesse dei cittadini e a battaglie di giustizia non si invochino discipline di partito, soprattutto se devono mascherare giochi di potere sulla pelle dei cittadini meridionali”.

La battaglia ormai diventa una questione di politica ed interessi territoriali. Come del resto accade da sempre.


18
Feb 16

Cara Infostrada questa è discriminazione territoriale

  
Un po’ di tempo fa vi avevo raccontato delle condizioni differenti di noleggio auto nel caso siate residenti in regioni come Campania o Calabria,  con un surplus da pagare più alto rispetto agli altri clienti.

Una sorta di discriminazione territoriale, dettata da discutibili logiche territoriali.

Delle discriminazioni geografiche che riguardano la RC auto ed il costo del denaro più alto invece dovreste ormai essere ben informati.

Questa però mancava e la denuncia,  pubblicata su un gruppo Facebook napoletano (ripresa anche dal magazine Identità Insorgenti)  è del signor Domenico Lettiero.

Ecco cosa scrive :

Da un po’ di tempo sono in cerca di un’offerta ADSL che sia economica, che non abbia costi di attivazione e che abbia un servizio decente. Infostrada sembrava avere tutte queste caratteristiche, soprattutto quando ha abbassato il prezzo dell’offerta “base” a 19.99 euro al mese. Ormai decisomi a sottoscrivere tale offerta mi sono catapultato sul sito della società e ho inserito i dati richiesti, al momento della scelta del pagamento ecco una sorpresa amara, non c’era la possibilità di scegliere come metodo di pagamento il bollettino postale, anche se tale metodo era dato come disponibile sul sito.

Chiamo il servizio commerciale di Infostrada e mi viene detto che per tutti i nuovi contratti non è possibile scegliere il pagamento tramite bollettino. Insospettito da una certa titubanza che traspariva dalla voce dell’operatrice rivado sul sito e questa volta inserisco come indirizzo di residenza una strada di Roma ed ecco che mi si aprono gli occhi, l’opzione è presente. Richiamo il servizio commerciale ed espongo i fatti, già abbastanza avvelenato, la signorina del call center mi conferma la cosa: Infostrada per la Campania deroga al contratto che offre al resto della nazione “perché da voi in molti non pagano”.

Faccio gentilmente presente alla signorina che è una cosa inaccettabile e vergognosa e mi viene detto di farli contattare da un mio legale, perché loro non possono farci niente. Cerco online contatti per fare reclamo verso Infostrada e trovo una mail pec, prima di scriverla chiamo un amico legale e gli spiego i fatti, mi dice che è una perdita di tempo scrivere una mail pec perché lui in anni di carriera non ha mai ricevuto una sola risposta da suddetta società.

Ora io non ci tengo davvero più a diventare cliente Infostrada e questi che espongo sono fatti facilmente verificabili da tutti provando, come ho fatto io, a registrare due contratti uno con residenza in Campania, e un altro da Roma in su. E sapete che c’è di nuovo? Consiglio a chi risiede in Campania e sia allo stesso tempo cliente di tale società di rescindere il contratto, così magari si accorgeranno di quante persone oneste e pagatrici esistono qui da noi.

Il consiglio per tutti coloro che si trovano in questa situazione è di rivolgersi ad una associazione di consumatori e di inviare alla società in questione una Pec oer chiedere chiarimenti e sopratutto il rispetto di parità di condizioni territoriali.


24
Ott 15

Rentalcars: se sei nato e residente in Campania il tuo noleggio costa di più

Un anno fa circa diedi notizia di una compagnia di noleggio auto, la Sixt, che prevedeva condizioni più gravose ed onerose,  per i clienti che risiedevano in talune aree i del Sud (Campania e Calabria ad esempi).

Oggi un lettore mi segnala la Rentalcars che si supera e prevede anche in questo caso condizioni diverse da chi risiede (o addirittura è nato)  in Campania piuttosto che nel resto d’Italia.

Già, perchè la condizione di residenza potrebbe essere quanto meno giustificabile dalle condizioni ambientali (come ci suggeriscono i lombrosiani di estrazione geografica) ma quella di nascita no, perchè  vuol dire che la compagnia in questione ha assunto una presunzione di potenziale di delinquenza nei miei confronti soltanto in base al luogo di nascita. Leggete le condizioni: (“i clienti italiani nati e residenti in Campania”) in pratica se siete nati altrove dalla Campania ma residenti nella medesima, ad esempio a Napoli, napoletani non di nascita ma soltanto di residenza, non dovrete soggiacere a condizioni diverse rispetto a tutti gli altri clienti italiani. Due Italie, eccole qua.

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«I clienti Italiani nati e residenti in Campania che desiderano noleggiare nella Regione, dovranno lasciare un deposito di 2000,00 € per tutte le categorie d’auto. I clienti Italiani nati e residenti in Campania che desiderano noleggiare nella Regione e che non intendono acquistare la “Car Protection Plus”, dovranno lasciare un deposito di 2000,00 € che verrà bloccato sulla carta di credito per coprire eventuali danni e furto. I clienti che hanno già una limitazione della responsabilità per danni e furto inclusa nel prezzo o che acquistano la “Car Protection Plus”, dovranno lasciare un deposito di 1500,00 €. La franchigia per furto è di 200,00 € escluse tasse se il furto totale o parziale avviene in Campania, Puglia, Calabria o Sicilia.


11
Lug 15

Torino 2015, non si affitta ai siciliani

Questa lettera è apparsa ieri su un quotidiano nazionale che dimostra quanto per qualcuno, molto forti siano ancora i pregiudizi tra “italiani” (?!?!?). Annunci del genere non si trovano solo a Torino o in Piemonte, proprio l’anno scorso ne avevamo documentato un caso analogo a Parma.

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29
Ott 14

Altro che ferrovie, vi tagliamo anche il cofinanziamento per i fondi UE

Ci saranno pure invalicabili catene montuose che impediscono a questo governo di attuare un serio piano infrastrutturale che colleghi Bari a Napoli con una modesta “alta velocità”, ma di certo le discriminazioni e disparità di trattamento attuate, sempre da questo governo, verso cittadini e imprese di Sicilia, Calabria e Sicilia per il cofinanziamento dei fondi europei sono di gran lunga più insidiose.

L’Italia ha chiuso con Bruxelles l’accordo di partenariato sull’utilizzo dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020, pari a un importo complessivo di 43 miliardi di euro. Di questi, 32,2 miliardi proverranno dai fondi della politica di coesione, 10,4 da quelli per lo sviluppo rurale e 537,3 milioni per il settore marittimo e della pesca. I fondi europei serviranno a cofinanziare i progetti regionali approvati, con la condizione che siano accompagnati da un piano di rafforzamento amministrativo.

All’appello, tuttavia mancano i Programmi operativi di Campania, Calabria e Sicilia. I Por delle tre regioni meridionali, infatti, insieme a quelli di una regione svedese, non sono ancora stati notificati a Bruxelles, gli unici non ancora trasmessi agli uffici della Commissione.

Quello che è certo, ventilato da tempo ed annunciato dal ministro che ha la fobia dell’orografia, lo stesso che dice che la questione meridionale è in realtà una questione nazionale, è  che nei tre programmi di Sicilia, Campania e Calabria  il cofinanziamento nazionale per i prossimi sette anni sarà dimezzato: dal 50 al 25% dell’importo che arriverà dall’Europa.

Questo vuol dire che le cifre messe a disposizione all’Unione Europea difficilmente potranno essere spese. I fondi europei infatti, vengono erogati sempre dietro una copertura finanziaria dello Stato a cui quei fondi vengono indirizzati. Per tutte le regioni il cofinanziamento è pari al 50% (l’altro 50% è carico della UE). Per Sicilia, Campania e Calabria la percentuale scende al 25.

Secondo le rassicurazioni verbali di Delrio (c’è da fidarsi?) le risorse, per le tre Regioni, dovrebbero essere comunque conservate attraverso il Fondo sviluppo e coesione.

Caustico il commento del professor Gianfranco Viesti: “è inaccettabile disparitá per cittadini e imprese”.


20
Set 14

Zaia: serve un meccanismo nei concorsi che dia la precedenza ai veneti

“Un meccanismo da cambiare in fretta, perché¨ così si mortificano le aspirazioni di tanti nostri giovani, entusiasti e ben preparati, e le eccellenze umane che il territorio sa esprimere e che su quel territorio hanno diritto di lavorare, soprattutto in sanità , dove preparazione e professionalità del personale sono peculiarità del sistema sanitario e formativo del Veneto. Prima di altri, negli ospedali veneti devono poter lavorare i giovani veneti, se poi c’è posto per altri, ben vengano”.

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto commenta il fatto che, per un concorso a due posti di infermiere nell’Ulss 6 di Vicenza e nella 15 Alta Padovana, ci siano ben 7.000 iscritti, moltissimi dei quali provenienti dal sud, anche con viaggi organizzati nei minimi particolari.

Come a dire, grazie per quando ci siete serviti come emigrati ad incrementare il nostro pil, ma c’è crisi…abbiamo tanti disoccupati, fateci il piacere statevi a casa vostra.

Coerente con il modus operandi del Ministro che quando gli competeva, tendeva a promuovere prodotti del Nord, a prescindere, anzichè quelli dell’intero territorio nazionale come avrebbe dovuto.
Caro Zaia visto che volevo valorizzare pure io il mio territorio ma le aziende del tuo, con la connivenza dell monnezza locale, ci hanno piazzato sotto qualche tonnellata di monnezza tossica, non è che per favore te la verresti a riprendere? Grazie…

Insomma, alla faccia del merito,  al quanto sai, Zaia sostituisce il “di dove sei”..

Ps: scusateci se per qualche anno siamo emigrati un pò


12
Set 14

Fondi Europei: la gestione del Governo, a due velocità

In un intervento sul proprio profilo Facebook, il giornalista Marco Esposito spiega bene la nuova gestione fondi europei, figlia del taglio del cofinanziamento statale per le regioni meridionali.

Esposito racconta, in maniera lineare, le evidenti discriminazioni che però non tutti i cittadini conoscono. Ma partiamo da principio:

I fondi Ue hanno una regola: l’Europa te li dà se lo Stato che li riceve partecipa al finanziamento dei progetti autorizzati in misura variabile  (50% se è uno stato ricco e 25% se è uno stato povero). I soldi europei non rientrano nel famoso “patto di stabilità”, cioè possono essere spesi senza sfondare le soglie di deficit annuo (3% del Pil). Il cofinanziamento invece oggi è una spesa che fa aumentare il deficit.

 

Così esordisce il giornalista de Il Mattino che poi prosegue:

Molti paesi europei stanno dicendo all’Europa: ma se non ce la faccio a spendere il cofinanziamento per il vincolo del deficit al 3% non spendo neppure i fondi europei con danni per la crescita e gli investimenti: è più giusto che tutti i fondi europei (quelli che arrivano dalla Ue e quelli che mette lo stato nazionale) siano fuori dal patto di stabilità. Un ragionamento sensato in fase di crisi come adesso. E che sembra che la Ue stia per accogliere.

 

L’Italia del tandem Renzi/Del Rio si organizza:

Per prima cosa tagliano il cofinanziamento dal 50% finora utilizzato in tutta Italia al 25%; ma il taglio riguarda solo le regioni del Sud. In questo modo risparmia 12 miliardi di euro (2014-2020) che, dice Derlrio, finiranno in un nuovo fondo sempre a disposizione del Sud che quindi non perderebbe un centesimo. Nel frattempo l’Italia lascia al 50% il cofinanziamento dei fondi europei destinati al Centronord.

 

Tutto come prima, allora? Ma neanche per sogno:

se l’Ue dice sì alla regola della libera spesa dei fondi europei (quelli provenienti dalla Ue e il cofinanziamento) il Nord Italia per ogni euro che riceve da Bruxelles ne aggiunge uno da Roma e tutto l’investimento è liberamente spendibile. Al Sud, con il cofinanziamento al 25% dell’investimento per ogni euro che arriva da Bruxelles Roma mette appena 33 centesimi, ovvero un terzo di prima e un terzo del Nord.

Poi Roma, per accontentare il Sud, dichiara che in un fondo “parallelo” ci saranno i tanti 67 centesimi risparmiati dal cofinanziamento per ogni euro ricevuto da Bruxelles, per un totale di 12 miliardi.

 

Poichè, tuttavia  quei 12 miliardi, sono fuori dai  Fondi Ue, succede che: rientrano sicuramente nel deficit e quindi mettono a rischio il parametro del 3%. In parole semplici: non si potranno spendere o lo si potrà fare in modo molto diluito nel tempo.

Carta vince, carta perde, signori..fate il vostro gioco

 


29
Ago 14

Enel: discriminazione territoriale per i Comuni del Sud?

La denuncia viene dal sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli,che  contesta all’Enel un trattamento discriminatorio nei riguardi dei dei cittadini morosi a seconda dell’appartenenza territoriale.

Dichiara Ciminelli «Mentre in Lombardia i costi della corrente sono più tollerabili, in Calabria, così come in Puglia, Basilicata e Sicilia, nelle stesse condizioni di morosità, si paga esattamente il doppio».

Ciminelli ha scritto, inoltre, al Presidente facente funzioni della Regione Calabria, al Presidente della Provincia di Cosenza, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Autonomie Locali e alla stessa Enel Spa, per aprire il dibattito su quella che si annuncia sin da ora come «una nuova battaglia di civiltà che riparte dall’alto jonio e che coinvolgerà  tutte le regioni interessate, contro una legge nazionale palesemente discriminatoria nell’ambito dei rapporti contrattuali tra gli enti locali ed Enel».

La battaglia vede il sostegno anche dello scrittore Pino Aprile che dal proprio profilo Facebook quest’oggi ha scritto:

Vi ricordate che vi avevo parlato dell’Enel che, grazie a una leggina provvidenziale (per l’Enel), per le bollette pagate in ritardo, ai Comuni del Sud si chiede molto di più che a quelli del Nord? C’è una graduatoria: il minimo, nella regione più ricca, la Lombardia; il massimo, nella più povera, la Calabria. Il sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli, ha avviato una vertenza e mi ha chiesto di sostenerlo. Lo faccio con convinzione. Ieri ho partecipato a una riunione di amministratori e cittadini della Piana di Amendolara (c’erano una decina sindaci). Si va contro la legge, con tutti i mezzi politici e legali possibili, che consente questa iniquità

Insomma, il trattamento farebbe compagnia a quello differenziato sul costo del denaro e a quello sulle tariffe RC auto. Niente di nuovo…


05
Giu 14

Firma anche tu contro la discriminazione territoriale assicurativa

Se c’è un tema per cui da sempre questo blog si batte è quello contro la ingiustificata ed incostituzionale differenziazione (discriminatoria) territoriale sulle tariffe RC Auto.

Il comune di Napoli si schiera con un comitato per la raccolta delle firme per la presentazione di una progetto di legge di iniziativa popolare contro questa forma di discriminazione.

Ecco il comunicato:

l Comune di Napoli da tempo ha denunciato gli abusi tariffari delle compagnie di assicurazione, sensibilizzando sulla questione le istituzionali nazionali ed europee.

Inoltre, da alcuni anni ha messo in campo la Rca Napoli Virtuosa, la tariffa assicurativa agevolata per i cittadini in regola con le imposte locali.

La nostra battaglia di civiltà però non finisce qui! Siamo parte di un Comitato che ha presentato un Progetto di legge che, se approvato, consentirà ai cittadini napoletani un risparmio annuo dai 500 ad oltre 1.000 euro. Tre i punti rilevanti dell’iniziativa:

  1. A parità di sinistrosità o di virtuosità non ci possono essere tariffe diversificate su base territoriale;

  2. Tuteliamo il reddito dei cittadini, perché l’applicazione di un principio di giustizia sociale consentirebbe un risparmio molto consistente per tanti nuclei familiari;

  3. Combattiamo l’illegalità, perché il pretestuoso caro-assicurazione sta facendo lievitare il numero di coloro che non sono in regola.

I più recenti dati pubblicati dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni parlano chiaro: un automobilista nella I classe Bonus/Malus (massimo sconto) e con massimale minimo di legge passa da € 485 se residente a Milano a € 1200 se residente a Napoli. Un cittadino che risiede in un Comune del Sud Italia paga, quindi, per il premio assicurativo – a parità di sinistrosità – fino al triplo rispetto ad un cittadino che risiede in altre province italiane, ciò in aperta violazione del principio di uguaglianza.

Qui il testo di legge e la lista dei Municipi dove è possibile firmare.