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28
Mag 14

Delinquente “di origini campane”: quando l’origine territoriale diventa un marchio

bruCiclicamente ritorno sul tema, mi perdonerete, ma è una caratteristica dell’informazione italiana a cui neanche i giornali meridionali e napoletani riescono a sottrarsi. A volte cerco di far finta di nulla, ma dopo un tot di notizie date con lo stesso sistema devo riprendere l’invettiva.

Una tendenza per la quale se a delinquere è un italiano d’origine e residente a nord del Garigliano resta italiano. Se residente a nord di Roma ma d’origine meridionale se ne menziona l’origine. Anche se è extracomunitario se ne specifica l’origine.

Terroni e cittadini extraeuropei sono accomunati da questa sorta di “colonna infame” della stampa italiana.

L’occasione è un tweet de Il Mattino: “Spariti 244mila euro per i bimbi ciechi: indagata donna di origini campane”. E poi si aggiunge l’immancabile e inevitabile “ma da anni residente a Vicenza“,

Il cinguettio riprende in realtà un approfondimento del giornale di Vicenza che non ne modifica il senso.

Così, quando il delinquente è straniero, è marocchino, albanese, cingalese, o, se diventato italiano, se ne rimarca comunque l’origine(d’origine slava, nord africana). Non accade ad esempio in Francia, dove un delinquente è delinquente e basta senza la necessità di citare, nei titoli, la provenienza territoriale.

Come successe qualche mese fa a quel quotidiano, che nel descrivere una baby gang scrisse, “formata da un italiano, un serbo e un napoletano”

Fateci caso, caso anche voi è un gioco interessante. Succede solo se il reo è di origine meridionale, un pò come se i redattori fossero una sorta di redentori dello spirito lombrosiano.

Qualcuno ha letto dai titoli dei rotocalchi l’origine territoriale degli attori coinvolti nello scandalo Expo, ad esempio?

Ovviamente il singolare fenomeno non avviene per gli esempi virtuosi. Paolo Sorrentino vince l’Oscar? L’origine è italiana.

Senza polemica, per il gusto di rilevare una domanda: cosa aggiunge alla notizia l’indicazione del luogo di nascita di una tipologia di individui rispetto ad un’altra?

Italia, that’s all folk…

 


19
Mag 14

Campionario semiserio di luoghi comuni sui meridionali

immagine tratta dal web

Un piccolo estratto dal campionario semiserio di luoghi comuni sui meridionali, elaborato da Gigi di Fiore sul proprio Blog. Un campionario di stereotipi frutto di ignoranza che si sono ormai sedimentati partorendo mostri:

Altro che Italia! Questa è Affrica. I beduini a riscontro di questi cafoni sono fior di virtù civile (Luigi Carlo Farini)

Oggi le spedisco i deputati e i senatori (meridionali). V.E. vedrò che roba. Ma è malleabile. Sappia tirarne il meglio che potrà a vantaggio dell’Italia. Di ministeriabili non ne veggo uno (Costantino Nigra)

I militari napoletani? Non so per verità cosa si potrà fare di questa canaglia (Alfonso La Marmora)

I meridionali si lavano poco e per questo sono sempre scuri e puzzolenti.
I meridionali sono quasi tutti mafiosi e camorristi.
I meridionali non pagano le tasse e vivono sulle spalle dell’altra Italia.
I meridionali truffano le assicurazioni e per questo devono pagare di più le polizze delle loro auto.
I meridionali non hanno voglia di lavorare e campano con il nostro sudore.

I meridionali si sono mangiati i soldi del terremoto e della Cassa per il Mezzogiorno
I meridionali sanno solo piangersi addosso, perchè sono pigri e indolenti.
I meridionali accusano sempre gli altri delle loro disgrazie.
I meridionali arrivano sempre in ritardo ovunque.
I meridionali che pretendono di rileggere il loro passato sono neoborbonici
I meridionali che rivendicano la loro storia sono revisionisti nostalgici

I meridionali che puntano il dito sugli squilibri con il Nord sono sudisti

Continua


17
Mag 14

I “non sono mai stati razzisti” e le teorie sulle “processioni terribili” dei calabresi emigrati

Prosegue la rubrica, LEGAto al dito, sottotitolo “e chi sò scord”, volto esplicitamente a dissacrare l’aura di volemosebbene, della lega mai razzista nei confronti dei meridionali.

E’ l’estate del 2010, sulle frequenze di Radio Padania. Si parte con la telefonata “Quando i calabresi qui a Carmagnola portano il loro santo in spalle è qualcosa di terribile”, si passa al fatto che la loro forte identità ne ha impedito l’integrazione, fino ad uno spiacevole episodio di cronaca in cui si superano.

Era l’estate del 2010 quando in un bar di Hannover, un cittadino tedesco aveva ucciso due ragazzi, un siciliano ed un sardo per motivi banali legati a questioni calcistiche.

Così analizza la questione la radio dei “nonsonomaistatirazzisticolsud”. A quei tempi il direttore della emittente era l’attuale segretario della Lega che viene a chiedere voti al Sud e si stupisce se viene accolto male.

senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali ‘ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.


14
Mag 14

“Lo chiamavano piccolo terrone di m…”

Dall’Unione Sarda:

Altro che asilo nido, il Baby Village di San Giorgio su Legnano (Milano) era un lager in miniatura. Questo è quello che emerge dal racconto fatto da Stefano, il padre di un bimbo che per punizione veniva chiuso in una stanza al buio e piangeva disperato. A suo figlio la direttrice e maestra dell’istituto diceva: “Sei solo un piccolo terrone di merda”. Lo chiamavano “puzzolente” perché associavano la sua figura a quella del padre, che lo andava a prendere “ancora sporco del lavoro, del mio lavoro, del sudore della mia fronte con la quale pagavo a questa gente la retta”.

 

Ma tanto terrone non è un’offesa, no?


12
Mar 14

Gli sterili proclami dei cacciatori di voti contro la discriminazione Rc auto

Ve li ricordate i candidati che durante la campagna elettorale elemosinavano voti al sud, con teatrale e twittarola indignazione sul problema della discriminazione sulle tariffe assicurative?

Bene. Tenete presente che in parlamento hanno votato tutt’altro.

La notizia è riportata dal Blog di Beppe Grillo:

Nel corso della recente discussione del decreto “Destinazione Italia”, il Movimento 5 Stelle tramite il portavoce al Senato Sergio Puglia ha proposto una tariffa-premio per gli assicurati che non hanno denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. Agli automobilisti virtuosi sarebbe stata riconosciuta l’applicazione del premio più basso previsto sull’intero territorio nazionale.

La norma avrebbe eliminato una buona parte delle discriminazioni tariffarie in tema RC auto messe in atto dalle compagnie assicurative.

 

Inutile far notare che hanno tutti votato contro questo emendamento, tranne chiaramente il Movimento di Grillo che proponeva l’emendamento. E il virtuoso automobilista di Napoli, o Palermo, classe prima, mai incidenti in vita sua, continuerà a pagare tanto quanto un automobilista indisciplinato, con incidenti provocati negli ultimi 5 anni, residente ad altre latitudini.

Non temete. A ridosso delle europee si ripresenteranno per mostrare indignazione contro questa palese sperequazione.

That’s all folks…

 


10
Mar 14

E se domani? Per esempio gli asili…

Così concludeva Grillo dal suo blog sabato, evocando ipotesi di secessione.

L’Italia è nei fatti un paese già fortemente diviso ed iniquo, con una parte che, dedita al chiagneffotti di professione e di partito, si lamenta e l’altra che incassa, si colpevolizza e se parla, viene accusata di piagnisteo e nostalgismo sudista.

Marco Esposito, dalle pagine del Mattino, ad esempio parla della situazione degli asili, facendo un confronto tra Napoli e Torino.

Adesso ci sono i dati. Una valanga di numeri pressoché illegibili, in base ai quali dal 2014 in poi saranno ripartiti i soldi tra 6.702 Comuni. Con criteri bizzarri: nei confronti tra città simili si scopre che il federalismo fiscale viene applicato con due pesi e due misure.

Quando il Sud spende troppo, si applica con rigore (come giusto) il costo standard, quando il Sud spende poco – come per gli asili nido e le scuole – a sorpresa vale la famigerata «spesa storica», proprio quella che il federalismo fiscale prometteva di superare. Con risultati paradossali: per gli asili nido i fondi che saranno assegnati a Torino sono il triplo di quelli che spettano a Napoli, in base al discutibile principio che Torino fino a oggi ha speso di più. Napoli è fortemente svantaggiata anche rispetto a Roma e a Milano.

Se considerate che tutto ciò avviene in aree e regioni in cui mancano strutture suppletive, non può che favorire una emorragia costante di giovani soprattutto che, privi anche del welfare familiare e dalle reti sociali, si trovano a dover emigrare per poter coiungare lavoro ed educazione dei figli.


27
Feb 14

“E’arrivato il napoletano che puzza di …” condannati i vicini di casa

E certo è solo uno sfottò, come no, ripetetemelo ancora.

La notizia viene riportata da Condominioweb un sito che tratta di problematiche relative alle questioni condominiali.

Appartenere ad una specifica regione d’Italia, può essere un elemento di discriminazione? Sì. E’ questa la triste verità che dobbiamo commentare alla luce di un recente intervento della Corte di Cassazione, che condanno una coppia di coniugi che aveva offeso i propri vicini per il solo fatto di essere nati al Sud. Decisiva, ai fini delle condanna, è stata ricostruzione dell’episodio: un uomo rientra a casa, poi si ferma a parlare con un vicino, ma, a sorpresa, diviene bersaglio di un insulto con la seguente frase: “ecco che è arrivato il napoletano che puzza di m…”». Ma non basta, si va oltre. Ad aumentare la dose di sdegno interviene il marito, il quale, con un fare caricaturale, inizia a ballare la tarantella (ballo tipicamente di origine napoletana).Offesa la dignità. Esito scontato, ci verrebbe da dire. Insulti a sfondo razziale, offesa all’onere della persona. Il Giudice di pace, sanziona I due coniugi, complessive 900,00 euro. Ma secondo coppia rea di aver insultato il loro vicino, manca l’offensività nelle parole rivolte a un vicino di casa. Obiezione, ovviamente, respinta dalla Corte di Cassazione che rigetta il ricorso condannando i coniugi al pagamento delle spese del procedimento.
La miccia è una banale questione di parcheggio che fa emergere le frizioni già preesistenti con la famiglia di origine meridionale che abitano al piano terra. Le frasi che “volano”, di fronte anche a persone non residenti nel condominio, sono di questo tenore: “ solo dei terroni possono parcheggiare in quel modo…siete una categoria di m…”. Secondo il Giudice veronese, in queste offese è riconducibile anche l’aggravante dello sfondo razzista che scatta quando l’agente esprime in maniera inequivocabile un sentimento di “ grave pregiudizio e un giudizio di disvalore” nei confronti della categoria dei cittadini italiani del Meridione intesa come popolazione distinta per origini e tradizioni. Quindi l’offesa è “appesantita” dall’aggravante ex articolo 3 della legge 133/93 per avere commesso il fatto per «finalità di discriminazione o di odio etnico o razziale».
La notizia non ha avuto grande eco perchè in questo paese  politically correct a seconda della moda e dei costumi del momento, come ripeto stesso, v’è una gerarchia di razzismi. Da quello più trendy a quello fuori moda.

13
Feb 14

“Cicciona napoletana”: la nuova frontiera del bullismo a trazione territoriale

Bullismo da prof, a denominazione d’origine territoriale.

Accade ad Ancona, la storia la raccona Il Mattino.

“Cicciona Napoletana”: l’avrebbe chiamata così la professoressa, e lei, colpita nell’orgoglio, ha smesso di mangiare. Per dieci giorni. Fin quando non è svenuta in classe nel pomeriggio di ieri. E’ l’episodio accaduto nella scuola media Donatello di Ancona: protagonisti una professoressa e una ragazzina di 13 anni.
I fatti sono stati confermati anche dalle compagne di classe della ragazza.
“Ha perso 10 chili in pochissimo tempo” – racconta ancora la mamma. “Un calo elevatissimo per una ragazzina in fase di crescita”. Nei giorni scorsi, poi, era stata ancora la madre a voler parlare con il vicepreside Marco Domenichelli, insegnante di Religione, che ha avviato un’inchiesta interna. “Una cosa inaudita – spiega ora il vicepreside – stavamo compiendo accertamenti. Non vorrei che ci trovassimo di fronte a una battuta interpretata male”.
Ecco come, ancora una volta, l’italiano non perde il vizio di associare l’elemento territoriale all’insulto. Che così diventa denigratorio anche territorialmente, perfino più grave perchè colpisce lap ersona e le sue origini. Con tutto il retroterra di cultura ed usi che comporta. Ed è pefino più grave se a porlo in essere è un “educatore”.
Non mancano i tafazzisti napoletani,ovviamente edallora, proprio sul sito del Mattino, si possono leggere commenti del genere “offesa gratuita, professoressa “inadeguata”, ecc. d’accordo, ma guardandoci con un po’ di attenzione mi sembra che in questa città ci sia un po’ di generalizzata tendenza alla pinguedine …”. Amici della Lorenzin, supporter della cattive abitudini alimentari dei campani, gente che guarda il dito e non la luna..

07
Feb 14

“RC auto?Finalmente una legge che salva le tasche al sud” disse il biscazziere con le tre carte

Nell’ormai consueto orgasmo da buona notizia, quello che resta del giornalismo peninsulare si spertica nelle lodi lodi lodi (dopo il decreto per la terra dei fuochi) sul nuovo decreto Rc Auto.

Finalmente i terroni smetteranno di lamentarsi, abbiamo abbassato le tariffe anche a loro.

Disse il biscazziere mentre mostrava l’asso di bastoni nella sinistra, e con la destra riassettava l’asso di coppe e di denari. Questa vince, questa perde, dov’è l’asso di denari?

“Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%: chi pagava un premio Rc Auto di mille euro all’anno avrà dunque una decurtazione a 770 euro”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, che sottolinea come il provvedimento sia “teso a ridurre i costi dell’assicurazione auto, consentendo l’apposizione di alcune clausole contrattuali che mirano a vanificare le richieste fraudolente di risarcimento e ad assicurare riduzioni del premio assicurativo”.

A parte che affermare “il totale delle riduzioni previste”, vuol dire semplicemente che la riduzione può arrivare al 23% ma anche no, non si risolve il problema fondamentale (ed anticostituzionale) di tariffe rc auto differenziate su base esclusivamente territoriale.

Il governo afferma che “Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%”, ma su quale base si calcola questo risparmio del 23% se non esiste una tariffa unica nazionale? Morale? Chi pagava meno continuerà a pagare di meno e non perchè è più virtuoso di un altro, solamente perchè ha la residenza in Veneto piuttosto che in Campania (bene inteso per ottenere lo sconto fino al 23% ci manca poco che tu debba comunicargli chi porti a bordo, la taglia ed il numero di scarpe, e se soffri di stitichezza).

Questo assunto, contrario ai più elementari principi di diritto (forse perfino l’ordalia è più equa), crea differenziazioni paradossali. Il signor Procolo, virtuoso automobilista puteolano, mai un incidente in 30 anni di guida, continuerà a pagare due o tre volte in più del signor Ambrogio stessa anzianità di patente, ma con l’addebito di un paio di incidenti causati nella propria storia automobilistica.

È questo il principio fortemente discriminate che elude e deroga ogni garanzia sulla responsabilità esclusivamente personale delle azioni che ciascuno di noi compie. O forse il mio vicino di casa, condannato per furto, condivide con me la sua pena?

Sarebbe come a dire che a Parma il latte dovrebbe costare di più a causa dello scandalo della Parmalat che ha ridotto sul lastrico tanti piccoli risparmiatori. Vi sembra paradossale? Bene allora via appaia paradossale anche il fatto che un onesto cittadino senza aver mai procurato un incidente, paghi lo stesso premio assicurativo di un altro, che in una differente area geografica, del medesimo paese nonostante truffe o danni provocati paga di meno.

Il principio, che attualmente sottende la differenziazione sull’ammontare dei premi assicurativi, è nient’altro che lombrosiano e presuntivo di una tendenza alla delinquenza su base municipale.

Sempre che non sia la prova provata che il Paese sia formalmente lo stesso. Io non credo.


20
Gen 14

Se anche Bologna fa l’idiota…

…..vuol dire che la cifra morale e culturale,di questo paese ha raggiunto davvero livelli preoccupanti (se ancora tra l’altro ve ne fosse qualche ragionevole dubbio). Bologna la dotta, Bologna città da sempre aperta all’accoglienza ed all’antirazzismo.

Perché quand’ anche si trattasse di una minoranza di idioti, si tratta di una esperienza pur sempre reiterata visti i cori in Italia-San Marino dove di tifosi napoletani non v’era l’ombra, così come la squadra di calcio partenopea. Era più o meno un anno fa:

E così ieri l’idiozia è ancora andata di scena. Emuli di esempi volgari e razzisti, che hanno avuto patria ed origine altrove, alcuni tifosi bolognesi hanno dapprima rovinato un bel momento, voluto dal presidente onorario felsineo, Gianni Morandi, che intendeva celebrare entrambe le città, diffondendo la canzone Caruso scritta ed interpetata dà Lucio Dalla ( innamorato parossisticamente di Napoli). Dalla curva dei tifosi ospiti, dei “Lucio, Lucio” per il cantante bolognese. Dall’altra, quella dei tifosi di casa, fischi e le solite becere esortazioni al Vesuvio.

Fino all’esposizione di questro striscione: “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere” (e pure sulla consecutio temporum ci sarebbe da spendere qualche parola)

Peccato….e smettetela di chiamarlo sfottò o maleducazione. E’ altro.

Oggi la presa di posizione di Gianni Morandi dal proprio profilo Facebook:

 Ieri allo Stadio di Bologna è successo qualcosa di inqualificabile e di cui mi sono vergognato. Prima dell’inizio della partita sono comparsi striscioni intollerabili contro la squadra e la città di Napoli e mentre le note di CARUSO con la voce di Lucio risuonavano nell’aria, una parte della curva dei tifosi rossoblu ha cominciato a fischiare. Non credevo che il tifo fosse degenerato a questo punto. Sono lontani i tempi quando lo Stadio di Bologna veniva preso ad esempio per la civiltà e la sportività del pubblico presente, che sapeva addirittura applaudire la squadra avversaria quando giocava meglio della nostra. Non so quanti fossero ieri quegli incivili, capaci di un simile comportamento, razzista ed offensivo. Spero fossero pochi, ma certamente io non mi riconosco in loro, che oltraggiano la figura di Lucio e insultano gli avversari con questa maleducazione deficiente. E essere il presidente onorario, anche se è una carica simbolica e forse inutile, non mi piace più.