Crea sito


20
Giu 17

Scambio/regalo cittadinanza italiana

Regalo/scambio cittadinanza italiana (versione economica italonapoletana) usata, tenuta bene. Include pregiudizi, insulti razzisti, formiche addosso in caso di ricovero ospedaliero, richieste di racket e anni di scudetti alla Juve (arrubbati).

All’interno starter pack dell’emigrante già configurato e pronto per la partenza. Per eventuali scambi, per naturale affinità, si preferisce cittadinanza spagnola, greca, albanese, magrebina, arabo/israeliana. No perditempo. Astenersi polacchi e ungheresi e Mino Raiola.


16
Giu 17

“Infame” e “Terrone di merd*a” (Video)

Torna la cara vecchia lega, per bocca di quel simpaticone del senatore Centinaio che, tra una pausa e l’altra delle comparsate televisive, dove spazia da Rai 3 a La 7, fino a pontificare Urbi et Orbi, in versione post meridiana, finanche su Rete 4, trova anche il tempo di offendere un avversario politico col più classico degli epiteti razzisti paTani: “terrone di mer*a”.

Per la gioia e la felicità di tutti i meridionali che votano lega che, appassionati di burro e dei suoi molteplici usi lenitivi, finiranno sicuramente per perdonare il buontempone patano.

Chissà se costoro, strenui difensori terroni dello ius soli, capiranno che quello difende Centinaio è uno status che non gli appartiene e non gli apparterrà mai e che continueranno a restare, senza riserve, italiani di serie B. Con la benedizione della Lega di Centinaio.


13
Mag 13

Ius Soli? Al Sud funzionava così…

 

Il tema dello ius soli è di grande attualità. Ma come veniva gestito in quello che era il Regno delle Due Sicilie?

Con la legge del 1817 e col decreto del 1846 Ferdinando I e Ferdinando II di Borbone regolamentarono una materia di grande attualità:l’acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri e dei loro figli.

“Ferdinando I, Per la grazia di Dio, Re del Regno delle Due Sicilie, di Gerusalemme,Infante di Spagna, Duca di Parma, Piacenza, Castro, Gran Principe ereditario di Toscana”,

“Volendo dare un attestato della nostra benevolenza verso di quegli stranieri i quali pe’ loro talenti, pe’ loro mezzi, o per via di contratti vincoli si rendono giovevoli allo Stato, con accordar loro il godimento di quei diritti, che dalla naturalizzazione risultano …Abbiamo risoluto di sanzionare, e sanzioniamo la seguente legge”.

Nell’articolo I si precisa che “potranno essere ammessi al beneficio della naturalizzazione del nostro regno delle Due Sicilie”, nell’ordine:

1. Gli stranieri che hanno renduto, o che renderanno importanti servizi allo Stato;
2. Quelli che porteranno dentro lo Stato de talenti distinti, delle invenzioni, o delle industrie utili;
3. Quelli che avranno acquistato nel regno beni stabili, su i quali graviti un peso fondiario almeno di ducati cento all’anno.

Al requisito indicato né suddetti numeri 1, 2, 3 debbe accoppiarsi l’altro del domicilio nel territorio del regno almeno per un anno consecutivo.
4. Quelli che abbiano avuta la residenza nel regno per dieci anni consecutivi, e che provino avere onesti mezzi di sussistenza; o che vi abbiano avuta la residenza per cinque anni consecutivi, avendo sposata una nazionale.

Successivamente aggiungeva

Veduto l’art.11 delle leggi civili, così concepito:
 
“Qualunque individuo nato nel Regno da uno straniero potrà nell’anno susseguente alla di lui maggiore età reclamare la qualità di nazionale; purché residendo
nel Regno, dichiari l’intenzione di fissarvi il suo domicilio;
ed abitando in paese straniero, prometta formalmente di stabilire il domicilio nel Regno, e ve lo stabilisca nel decorso di un anno dall’atto della suddetta promessa”
 
“Promosso il dubbio intorno al metodo come un individuo nato in Regno da genitori stranieri, ed inscritto ne’registri dello stato civile, debba nel corso dell’anno ventiduesimo di sua età proporre la sua dimanda per conseguir la nazionalità del Regno delle Due Sicili
e, giusta il trascritto articolo 11 delle leggi civili;