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27
Giu 15

Con la scritta “Terun” la Regione Lombardia accoglie le imprenditrici pugliesi

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La classe non è acqua e la buona educazione uno non se la può dare, materia dell’animo e dell’ambiente familiare. Di certo non è di casa presso la Regione Lombardia dove una delegazione di imprenditrici pugliesi è stata accolta, come dimostra la foto che vedete, dalla inequivocabile scritta in verde : “Terun”.

La denuncia è de la consigliera di parità della Puglia, Serenella Molendini, che sul gruppo Facebook degli Stati regionali delle donne ha scritto: “Sono a Milano nell’auditorium della Regione Lombardia per l’incontro sulle imprese femminili. Un incontro molto boicottato… Questa mattina nella sala adiacente abbiamo trovato questa scritta”

Complimenti.


18
Mag 15

Affidare la Salerno-Reggio Calabria a Maroni? Ma anche no!

Maroni si è offerto di terminare i lavori sulla salerno Reggio Calabria, visto che noi “terroni” non ce la faremmo. Eppure le aziende appaltatrici sono quasi tutte settentrionali.

Divertentissima replica di Pino Aprile sul proprio profilo Facebook:

 Il leghista di “Prima il Nord”, presidente della Lombardia, ne spara un’altra delle sue: affidare ai lombardi le grandi opere, compresa la Salerno-Reggio Calabria. Per la serie: siamo migliori (hanno tre gambe, due cervelli, sei braccia? Solo due gambe, un cervello, due braccia? E allora sono come tutti gli altri; solo un po’ più ladri e tangentisti, se gliene capita l’occasione: proprio come tutti gli altri).

Il sostenitore di un programma razzista (“Prima il Nord”) non sa che la Salerno-Reggio Calabria è appaltata solo ad aziende del Nord, al più del Centro?

I lombardi (certi lombardi: mai generalizzare!) sono gli stessi che hanno sputtanato l’Italia con l’unica Expo della storia fatta su costosissimo e non bonificato terreno privato, senza riuscire a completarla per l’inaugurazione, ma costata quanto una finanziaria, non collaudata, con i capannoni (i pochi aperti) che perdono i pezzi che cadono addosso ai visitatori; ed investitori, la Sicilia, che trovano il loro edificio zozzo, incompleto, senza manco le indicazioni per arrivarci; e le grandi opere annunciate (dalle Città della salute, della ricerca, eccetera) mai fatte?

E i lombardi sono gli stessi che hanno consentito di costruire una cittadella in Milano, il Santa Giulia, su una delle più antiche e fetenti discariche, grazie a deroghe delle norme, concesse dagli enti locali?

E sono quelli della Brebemi: l’autostrada costata l’iradiddio, in un tempo biblico, e ora percorsa da un’auto ogni morte di Papa (tanto che ci giocano a pallone i ragazzi) e sotto la quale hanno sepolto di tutto?

E sono quelli dell’alta velocità ferroviaria Milano-Torino a costi spaventosamente più alti che nel resto d’Europa, e su cui dovevano correre, per non andare in deficit, 300 treni al giorno, mentre ne passano solo 36?

Quel Maroni e quei lumbard sono gli stessi che per fare l’aeroporto di Malpensa, dove non voleva andare nessuno, hanno fatto fallire l’Alitalia e lo hanno costruito così bene che, se piove un po’ troppo, vengono giù i controsoffitti e l’aerostazione si allaga?

 


10
Feb 15

Lista Falciani: tra le regioni con presunti evasori coinvolti, Lombardia in testa

elaborazione Ansa pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno

elaborazione Ansa pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno

Lombardia in testa, seguita  da Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. 5728 persone coinvolte e depositi oltre i 10 milioni di dollari. Le cifre degli “italiani” coinvolti nella Lista Falciani.

Oltre tremila verifiche, 741 milioni di redditi non dichiarati portati in Svizzera e sottratti
al fisco. Poi un migliaio di italiani che hanno scudato i propri depositi facendo rientrare un forziere di un miliardo e 600 milioni, obbligando così decine di procure italiane, complice anche la prescrizione, ad archiviare centinaia di inchieste.
5.439 i nomi di italiani presenti nella prima lista Falciani, che le nostre
autorità hanno acquisito 5 anni fa.. Ma l’ i n ch i e s t a Swissleaks annuncia sorprese e nuovi italiani (con vip in testa) che potrebbero finire sotto la lente di ingrandimento degli investigatori e che avrebbero sottratto redditi a tassazione.

La lista Falciani è un elenco di nominativi dell’ ex banchiere Hervè Falciani, persone  coinvolte in un’operazione di evasione fiscale su grandissima scala, che secondo gli inquirenti si sarebbe sviluppata con l’acquiescenza del colosso bancario britannico Hsbc


28
Gen 15

Lombardia: dopo l’autostrada per pochi intimi, la tratta tav più costosa al mondo

Ci risiamo, la Lombardia si ricandida per una nuova opera degna di spreco di risorse pubbliche (vuoi vedere che pure in questo caso c’è stata distrazione di fondi Fas?). Dopo l’autostrada per pochi intimi, detta anche l’autostrada che funge da campo di calcetto, ovvero l’autostrada percorsa più da fantasmi che da automobilisti, le Brebemi, ecco a voi la tav Brescia-Verona.

Secondo la Voce.info:

Lo Stato (il concedente) ha già soccorso la Brebemi – la nuova, fallimentare, autostrada che collega Brescia-Bergamo-Milano – con un finanziamento non previsto e “fuori gara” di 360 milioni pubblici (300 dallo Stato e 60 da Regione Lombardia). La promessa era che l’infrastruttura si sarebbe autofinanziata con il project finacing. Adesso è la volta della ferrovia alta velocità Brescia-Verona. Non ci sono ancora numeri certi, trasparenti e definitivi sul costo totale della tratta, ma c’è da temere che i 2,050 miliardi preventivati nel 2003, quando il Cipe approvò il progetto preliminare, aumenteranno a dismisura, come è già accaduto per le altre linee di alta velocità nazionale. Già ora sono diventati 3,954, secondo il contratto di programma 2012-2016, siglato tra il ministero delle Infrastrutture e le Ferrovie dello Stato.

 

In realtà il conto potrebbe essere addirittura più salato. Sempre secondo il rotocalco, infatti, i costi finali per questa opera (sommando le ben note distorsioni nazionali) ammonterebbero  a 5.104 milioni di euro, circa 70 milioni di euro/km.

SETTANTA MILIONI DI EURO AL CHILOMETRO????? Battuta anche la media tav italiana, già in cima alle classifiche mondiali dei costi, con i suoi 40 milioni al chilometro.

E pensare che il buon Delrio ha messo in discussione pure la linea a modesta alta velocità Napoli-Bari per la “natura orografica del territorio” o, come direbbe Peppe il contrabbandiere della piazzetta, “a tav non si può fare perchè stanno le montagne”. Amen.

Ecco qui la classifica tratta da La Voce:

Fonte: “High-Speed Rail in Europe and Asia: Lessons for the United States”, Reason Foundation, Policy Study, Baruch Feigenbaum, Usa, May 2013

E, come ripeto spesso, giù al Sud per andare da Reggio a Bari in treno ci vogliono ancora 9 ore…Delrio lo sa?


31
Ott 14

Terra dei Fuochi extraterritoriale: rifiuti tossici dall’Australia in Lombardia

Terre dei Fuochi…extraterritoriali, fuori ai confini meridionali. Succede in Lombardia dove un’inchiesta del Corriere della Sera mette in evidenza un traffico di rifiuti tossici proveniente da Australia e Paesi dell’est.

La denuncia è del procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che aggiunge: «Viaggiano in cargo o di notte sui vagoni. Il distretto bresciano e quello contiguo milanese sono il punto di riferimento di tutto il traffico di rifiuti di ogni tipo e di ogni genere che si è spostato da Sud a Nord». Le associazioni ambientaliste parlano di oltre 30 milioni di tonnellate di scorie accumulate sul territorio bresciano dal dopoguerra ad oggi. «Secondo i nostri studi – spiega lo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti – a pieno regime da queste parti si producono anche fino ad un milione di tonnellate di scorie all’anno»(fonte Corriere della Sera).

Secondo il Corsera i rifiuti tossici provenienti dalla Slovenia e dagli altri paesi dell’Est,  arrivano in container ma anche su rotaie in Lombardia, attraversi quelle delle linee ferroviarie in parte dismesse dei distretti industriali. I rifiuti provenienti dall’Australia arrivavano in container trasportati con delle navi attraverso l’Oceano Indiano e il canale di Suez. Si tratta prevalentemente di carichi di ceneri e scarti di demolizione con concentrazioni di cianuri, fluoruri e bauxite

Ora alcune domande nascono spontanee. Cosa diranno quelle aziende di produzione alimentari che ci tenevano ad evidenziare la provenienza non campana dei propri prodotti, perchè coltivati esclusivamente nel Nord Italia? (Vedi quella nota azienda di conserve di pomodori). Cosa rimprovereranno ai cittadini delle aree coinvolte? Che sono stati omertosi e conniventi così come hanno riferito ai cittadini delle aree del casertano e del napoletano?


13
Ott 14

Brebemi: l’autostrada deserta come un campo di calcio (video)

“Autrostrada deserta al confine del mare”, cantava Antonello venditti una ventina di anni in uno slancio predittivo. SIamo in Lombardia, il mare non c’è, ma l’autostrada deserta si. Così deserta che alcuni giovani ci hanno improvvisato sopra, una partita di calcio.

L’ennesimo spreco made in Italy, un’opera priva di apparente utilità, che ha drenato risorse e fondi ad altre aree del paese.

Quanti asili avremmo potuto costruire con quei soldi? Ed intanto l’altra parte del paese ancora campa con linee ferroviarie ad un solo binario (quando c’è), con autostrade che s’arrestano dove s’è fermato Cristo e con linee infrastrutturali ferme a 60 anni fa.

Quanto è costata l’opera? 1,6 miliardi di euro (più 800 milioni di oneri finanziari), cioè 25,8 milioni al chilometro.

Secondo quanto riferisce la descrizione, il video mostra tre ragazzi bergamaschi che fanno riferimento all’area dei centri sociali, in pieno giorno, si sono messi a giocare a calcio su una Brebemi completamente deserta. L’iniziativa, che si inserisce in una serie di mobilitazioni contro Expo, sembra dare ragione a chi, dall’inaugurazione, polemizza contro un intervento ritenuto inutile e costoso, soprattutto considerando l’elevato impatto ambientale della nuova autostrada lombarda.


31
Mar 14

Lombardia: aspirine e nutella pagate dai contribuenti

LIbri su libri, deduzioni sillogismi che imputano ai terroni il non sapersi scegliere una classe politica in grado di risollevarli. Deduzioni che, fino ad un certo punto, è impossibile smentire.

Ma dei vibratori altoatesini e delle mutande verdi piemontesi si tace quasi avessero maggiore dignità.

Il Corsera di oggi aggiunge, in maniera dettagliata le spese pazze dei politici in Lombardia. A dimostrazione che il problema etico non ha alcuna origine territoriale.

 si parla delle numerose ricevute fiscali finite al centro delle indagini. Lo scontrino dell’acquisto a 2 euro e 70 di un vasetto di Nutella ad agosto 2011 è finito nella nota spesa di Carlo Spreafico (Pd), così come la ricevuta di pagamento di 2.190,29 euro che ha saldato Gianmarco Quadrini, capogruppo dell’Udc, per caviale e pesce. Giuseppe Angelo Giammario (Pdl) si è fatto rimborsare 120 bottiglie di vino Refosco da 1.094 euro mentre il collega di partito Gianluca Rinaldin ha speso 265,5 euro per pasteggiare con due commensali sorseggiando Brunello di Montalcino. Ci sono poi la misera coppetta piccola di Giangiacomo Longoni (Lega) e i due banchetti per circa 250 persone pagati 5.000 euro in totale dal Pd il 18 e 19 settembre 2008 di cui è chiamato a giustificare l’allora capogruppo Carlo Porcari.
Tra le voci di spesa curiose spunta anche un’aspirina, ma in molti chi hanno ritenuto fosse corretto addebitare alla Regione, quindi a chi paga le tasse, costosi iPad, iPhone, televisori a cristalli liquidi e stampanti. Ma tutti, nessuno escluso, hanno concordato nel chiedere il rimborso di ciò che hanno mangiato, da soli o in compagnia. L’elenco delle ricevute fiscali è sterminato.
La Procura sottolinea come queste spese siano state ‘anomale’, ‘eccessive’ e ‘inopportune’. (fonti: Corriere della Sera, Il Mattino)

Ed ancora:

Tra le voci di spesa curiose spunta anche un’aspirina, ma in molti chi hanno ritenuto fosse corretto addebitare alla Regione, quindi a chi paga le tasse, costosi iPad, iPhone, televisori a cristalli liquidi e stampanti. Ma tutti, nessuno escluso, hanno concordato nel chiedere il rimborso di ciò che hanno mangiato, da soli o in compagnia. L’elenco delle ricevute fiscali è sterminato.

Chissà cosa ne pensa Francesco Mauro Minervino il quale, intervistato dal Fatto Quotidiano sul caso Scopelliti, afferma che “la Calabria ha la peggiore classe politica d’Occidente ed è il laboratorio di tutti i mali d’Italia”.


04
Mar 14

La mafia del cummenda colluso: ecco la banca per evadere il fisco

Non più tardi di una settimana fa scrivevo questo post, prendendo spunto da alcuni dati sulla prsenza mafiosa al nord, per cercare di dimsotrare che se le mafie si sono ben che radicate in quel di padania, non è soltanto colpa di un fenomeno di importazione. o meglio data quella premessa, “i locali” si sono adeguati al business che il sistema offriva.

E mettevo in evidenza alcuni punti:

  • Basta spluciare le sentenze per rendersi conto che , ormai, una parte dei condannati (e degli indagati) soprattutto tra politici e professionisti, non ha alcuna origine meridionale ( e la vicenda dello sversamento dei rifiuti tossici lo dimostra)  a sancire il fatto che pecunia non olet, soprattutto in tempo di crisi, e non si va troppo per il sottile quando si tratta di business. E che non è affatto un fenomeno regionalistico.
  • Quando qualcuno ha provato a far notare al lor signori su al Nord che le mafie si stavano bellamente infiltrando, un partito colorato di verde si piccò ma di brutto brutto brutto, dicendo che la mafia era roba da terroni e al Nord non esisteva. E la piovra ringraziava e faceva affari.
  • Si rimprovera (per qualcuno non proprio a torto, poi però pensi alla strage di Portella della Ginestra, di Capaci, di via d’Amelio e t’accorgi che occorre avere una potenza di fuoco pari a quella mafiosa perchè le chiacchiere sulla cultura e la mentalità vengono demolite dalla potenza del welfare state mafioso sui territori che controlla)  a noi meridionali, il fatto di non esserci mai ribellati alle mafie (però poi si scopre che la quasi totalità dei martiri della mafia sono meridionali, così come imagistrati che la combattono e le forze dell’ordine che compiono gli arresti).Tali rimproveri provengono con pruriginoso fastidio da quella intellighenzia radical chic cui mi verrebbe da chiedere perchè la stessa accusa non muove ai cittadini di altre zone del paese dove ormai la mafia è già bella che radicata. Biasimano il Sud per aver scelto una classe politica mafiosa (in realtà per quanto riguarda gli ultimi anni il porcellum, che calava dall’alto liste preconfezionate senza possibilità di scelta, era dichiaratamente padano), ma  come la mettiamo con la classe politica scelta dai cittadini del Nord?  Perchè hanno permesso tutto ciò? Per favore non adducete come motivazione il fatto che la maggior parte degli elettori sono emigranti e figli di emigranti chè allora vi meritate mutande verdi…Perchè l’onestà e la legalità non hanno origini territoriali o genetiche, come diceva Lombroso.

Ps ozioso: ma “I Promessi Sposi” (romanzo storico) con tutto il carico di mafioseria (dai bravi, all’innominato, fino a don Rodrigo) dove era ambientato? E la mafia del Brenta?

Oggi a conforto di quanto scrivevo una settimana fa ecco la notizia: la ndrangheta aveva messo su un vero e proprio sistema creditizio parallelo che da una parte riciclava denaro dall’altra veniva usato da imprenditori locali, in Lombardia, per evadere il fisco.

E’ una retata anti-ndrangheta che sembra avere aspetti incredibili. La squadra Mobile di Milano ha chiuso – queste le prime indiscrezioni – una specie di ‘banca autonoma’ della ‘ndrangheta. Era a Seveso (in provincia di Monza e Brianza) ed era gestita da un’organizzazione capace sia di riciclare con facilità il denaro di imprenditori che volevano evadere il fisco, sia di prestare soldi e di reinvestire in aziende sane. Gli ordini di cattura riguardano 34 persone.

“Come la banca d’Italia”. Il perno sul quale ruota l’indagine è Giuseppe Pensabene, ex soldato della famiglia Imerti nella guerra di ‘ndrangheta, diventato però al Nord un usuraio-ragioniere, capace di tenere a freno le armi e usare la testa. In un’intercettazione viene definito “come la banca d’Italia” ed era anche il reggente della Locale di Desio, il clan in larga parte sgominato dall’inchiesta Infinito. L’espressione viene ripresa anche dal gip Simone Luerti che nell’ordinanza di custodia cautelare scrive di Pensabene e del suo gruppo criminale: “Hanno operato come una vera e propria banca clandestina”.

Imprenditori collusi. Coinvolto, e non è la prima volta, il mondo delle attività produttive: già un anno fa Boccassini aveva lanciato un avvertimento in questo senso. Una decina sarebbero, infatti, gli imprenditori arrestati, proprio con l’accusa di riciclaggio o di concorso in associazione mafiosa. Come sinora non hanno parlato loro, così nessuna denuncia è stata presentata da altri imprenditori o commercianti vittime di usura: alcuni si erano messi al servizio del clan. Pochi i dettagli che trapelano dal blitz, ma sembra anche che, per la prima volta in maniera così vasta, ci siano sequestri preventivi di beni mobili e immobili del valore di alcune decine di milioni di euro, sia in Lombardia che in Calabria, ai danni delle persone finite nell’inchiesta firmata dai magistrati D’Amico e Ilda Boccassini.

Il meccanismo della frode al fisco. A servirsi della sua banca clandestina con addentellati anche all’estero (in Svizzera e nella Repubblica di San Marino) erano numerosi imprenditori incensurati. Alcuni si sono rivolti al clan con questo schema: emettevano assegni alle sue società e, in cambio di una percentuale del 5 per cento, riavevano indietro il denaro contante. Facevano, cioè, figurare spese corpose, ma inesistenti nella realtà, per frodare il fisco. (La Repubblica)

Allora, amici del Nord, ancora convinti che sia un fenomeno solo da terroni? Ancora certi che sia un fenomeno genetico ed endemico, come sostiene una folta schiera di intellettualoidi e giornalisti? Badate che anche al Sud fu fenomeno d’importazione e tenuto a bada fino al 1861, anno dopo il quale divenne “sistema” organizzato oltre le logiche da “banda di strada”. Io dico, con rabbia, che ormai ci siete dentro fino alla testa, nonostante i proclami di dirigenti con l’elmo cornuto in testa…


22
Gen 14

Basilicata: pattumiera dei rifiuti industriali provenienti dalla Lombardia

Cronache dal Sud, immondezzaio con la benedizione delle mafie. Oggi è la volta della Basilicata:

Nel ’97 il sostituto procuratore Franca Macchia sottolineò come in una Basilicata dove non esisteva una realtà industriale particolarmente attiva e un bacino d’utenza locale interessato, vi erano “ben due discariche di rifiuti tossico-nocivi poste a distanza ravvicinata e luogo di destinazione finale di rifiuti di origine prevalentemente industriale”. Rifiuti tossici che partivano dalla Lombardia finivano in discariche lucane, evidenziando un fenomeno di partecipazione allo smaltimento abusivo da parte di molti soggetti che si configurava “inequivocabilmente – dirà la Macchia – come un’attività criminale a carattere organizzato”. La Basilicata veniva definita un “terminale ideale”. I rifiuti tossici pur essendo partiti dal Nord Italia e arrivati in Basilicata non erano stati certamente smaltiti presso le discariche autorizzate, i gestori negavano di averli ricevuti. Venne ipotizzato un reato continuato e una pluralità di episodi che autorizzavano a ritenere che i soggetti si fossero “inseriti professionalmente nella gestione del traffico dei rifiuti”.

Qualche anno dopo, siamo nel 2000, la Commissione territoriale sulla Basilicata ribadì i numerosi sequestri di discariche abusive, da quella Ecobas, nel comune di Pisticci, a quella di Ferrandina, dove venne rinvenuto anche amianto. “Esistono però – concludeva il capitolo dedicato alle infiltrazioni nelle aree non tradizionalmente mafiose senza specificare i soggetti coinvolti – presenze e attività di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti che non consentono più di parlare di isole felici”. La Commissione descrisse altri gravi episodi che confermavano una regione “meta dei trafficanti di rifiuti” che vi trovavano terreno ideale per i loro smaltimenti illeciti. Una regione con la più alta produzione di rifiuti speciali pericolosi, e la scomparsa, presumibilmente dovuta a una “gestione illecita”, di oltre 400 mila tonnellate su 600 mila. “Desta, inoltre, preoccupazione – continuava – il fatto che molte delle discariche poste sotto sequestro nel corso del ’97 erano in mano pubblica, come nel caso di Montalbano Ionico, di alcuni comuni della provincia di Potenza e di Cirigliano, poiché denota la superficialità e la disattenzione, quando non fenomeni di collusione, da parte degli apparati amministrativi preposti al controllo del ciclo dei rifiuti”(Basilicata24)

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07
Dic 13

Pro Sesto: stadio gratis per chi è nato da Roma in giù

Singolare iniziativa del presidente della Pro Sesto, squadra che milita in serie D, dopo la squalifica ricevuta perchè i propri tifosi avevano intonato cori di discriminazione territoriale.

«La Pro Sesto non discrimina. Faremo entrare gratis allo stadio chi è nato da Roma in giù». Salvo Zingari, presidente della Pro Sesto, esprime «grande amarezza, delusione e sconcerto» per il provvedimento che ha colpito il club lombardo.

«Questi cori e quello striscione sono da condannare senza “se” e senza “ma”. Lo affermo in maniera inequivocabile: gli sforzi societari e quelli sportivi dei giocatori che scendono in campo non tollerano il non rispetto delle persone sia esso di diverso colore che di diversa collocazione geografica»

«Una presa di distanza, la mia, che diventa ancora più netta se si considera che il sottoscritto è nato a Palermo ed è fiero e orgoglioso delle sue origini meridionali e se si pensa che a Sesto San Giovanni la popolazione è composta per l’80% da immigrati del sud, buona parte dei quali provenienti proprio da Napoli e dalla Campania», afferma ancora. «Tutti i nostri tifosi che partecipano allo spettacolo della nostra Prima Squadra sanno molto bene che esistono delle norme del Codice di Giustizia Sportiva e noi, ogni partita, le ricordiamo attraverso lo speaker. Chi non le segue danneggia non solo la Società, ma anche gli altri tifosi che ogni volta si stringono intorno alla Pro Sesto. E da qui nasce la mia amarezza, la mia delusione il mio sconcerto» (fonte: la Stampa)

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