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12
Ago 17

Tutto a posto, una medaglia e una stretta di mano certificano che a Napoli “è bellissmo”

Diciamo la verità, il masterpiece giornalistico della settimana agostana è stato una lettera in cui si riconosceva la non bestialità dei napoletani e la bellezza di Partenope. ‘O sole, ‘ o mar, e quant’è bella Napoli, benvenuti al Sud, ‘a pizza, ‘o mandulino, la zizzona di Battipaglia, uè uè.
 
E a dirlo è stata una ragazza trevigiana. Bene, bello. La lettera diventa virale, la pubblicano pure il corriere del Mezzogiorno, il Mattino e tutti i blog e i sitarielli presi dall’orgasmo del riconoscimento di civiltà.
 
Pure ‘o Sinnaco si è eccitato per la cosa e ha regalato le medaglia della città di Napoli alla ragazza. A quel punto l’avrei data pure al salumiere Ciro Scarciello, che forse se la meritava pure lui e a tutti gli imprenditori che denunciano il pizzo.
E l’avrei data anche a tutti i ragazzi che alle 15 dei giorni festivi si imbarcano sugli autobus da Piazza Garibaldi con i borsoni del calcetto (che pure serve per trovare lavoro) carichi di mozzarella e lacrime, costretti ad emigrare. I primi ambasciatori di Napoli nel mondo.
Intendiamoci, fin quando il feedback resta nell’alveo della espressione intima e personale va benissimo. Ma quando assume tinte istituzionali può diventare grottesco, perché finisce per dare l’impressione di voler premiare la narrazione oleografica e compiacente.
 
Una medaglia, appunto. Un po’ come se Martin Luther King avesse dato una medaglia a una ragazza dell’Alabama che avesse scritto che i “negri” non sono poi così selvaggi come sembrano. E che nelle piantagioni di cotone per qualche mese si può pure vivere bene, perché l’aria è pura e si sta a contatto con la natura.
 
Nel frattempo, a Napoli, continuiamo a pagare l’RC auto più cara d’Italia e il costo del denaro è più alto che a Treviso. Ma a chi lo denuncia da anni non viene data alcuna medaglia.
E allora, visto che pure Michael Jackson è morto,
“Caro Bob Dylan

Tu che canti in casa Reagan
Quando c’è Gromiko oppure Gorbaciov
I soldi di quattro teste nucleari, falli mandare qui for Italy

Appena puoi mandaci i danari
Perché senza danari son cazzi amari
E allora tu mandaci i danari
Anche i tuoi personali e di Diana Ross”

(agli Squallor avrei dato il Nobel, altro che una medaglia)

‘O sole, ‘o mare…

04
Ago 14

Ad Avigliano risuonano le note del Sud con la musica del mandolino

Partirà lunedì 4 agosto prossimo la terza edizione del Festival del Mandolino di Avigliano dal titolo “Suoni Meridiani – rassegna delle realtà a plettro nel sud”; organizzata dall’Associazione Orchestra a Plettro “Domenico Manfredi”, dal centro studi “Politeia” e dal Comune di Avigliano con la collaborazione di ISud e Associazione Briganti.

La direzione artistica è stata affidata anche quest’anno al professore Mauro Squillante, docente presso i Conservatori di Bari e Salerno. La rassegna aprirà proprio con un concerto dell’Orchestra a Plettro “Domenico Manfredi” nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo di Città. Il 5 agosto il festival di sposta a Lagopesole dove si esibiranno i 14 Strings Duo, con Tiziano Palladino (mandolino) e Isidoro Nugnes (chitarra) che rappresenteranno Molise nella stupenda Cappella del Castello Federiciano. Il 6 agosto vedrà invece Piazza 16 dicembre, a Sant’Angelo di Avigliano, allietata dalla musica dell’orchestra Plettromediterraneo di San Giorgio Albanese, in rappresentanza della Calabria, colorare di rosa la rassegna, difatti questa compagine è caratterizzata dalla presenza di sole donne mandoliniste. Il Ristorante Di Tuccio, di Avigliano tra i supporter della manifestazione, sarà invece la location del programma dell’8 agosto con i rappresentanti dalla Puglia Gaetano Ariani (mandolino), Valerio Fusillo (mandola) e Mauro Squillante (mandoloncello) raggruppati in “The Drak Side Of The Manolin”.

Il 10 agosto è la volta di “Ad Esempio Resto Al Sud” il convegno a cura dell’associazione Briganti che vedrà radunati attorno ad un tavolo esperti, storici, imprenditori, comunicatori e meridionalisti per parlare della questione meridionale e del ruolo della cultura come punto di partenza per il Sud. A conclusione segue nel Cortile di Palazzo di Città il concerto dei rappresentanti della Sicilia: Duo a pizzico “PanHormus” con Giuseppe Costantino (chitarra) e Pietro Marchese (mandolino). Il 12 agosto è dedicato alla Campania con l’Ensemble mandolinistico di Salerno e con la partecipazione del soprano Tiziana Galdieri. L’ultima giornata, il 13 agosto, sempre nel cortile del Municipio di Avigliano Mauro Squillante accompagnerà Francesco Diodovich (chitarra) e Leonardo Lospalluti del laboratorio di orchestra e musica d’insieme con il contributo dell’orchestra a Plettro degli allievi della II Campus Internazionale di Mandolino e Chitarra “Domenico Manfredi”.

«La musica a plettro appartiene alla nostra terra in maniera epidermica, è nel nostro dna culturale, qui sono stati sviluppati i linguaggi, è stata creata l’estetica e si è formata la parte più importante del repertorio mandolinistico, e qui si è abbandonato tutto in tempi in cui la colonizzazione culturale aveva portato con successo all’annichilimento della nostra identità. Da sempre è evidente l’importanza dello strumento a plettro come matrice comune del linguaggio culturale nelle tradizioni e costumi del popolo del Mediterraneo – spiega professor Mauro Squillante, direttore artistico del festival – e proprio partendo da questo presupposto attualizzo la storia affermando con forza che non dobbiamo essere appendice dell’Europa ma cuore del Mediterraneo.

Ce lo insegna la musica, siamo molto più uniti all”ūd arabo, o al bouzouki greco, alla chitarra portoghese, al Saz turco, alla Bandurria spagnola ecc. che a strumenti della tradizione musicale europea. Gli strumenti a plettro sono una connotazione del mediterraneo e parlano della nostra terra. Per questo abbiamo provato a raggruppare tutti questi elementi attorno ad un repertorio con radici comuni ed è emerso un dato stupefacente che ci porta all’affermazione spontanea che “noi con l’Europa non ci azzecchiamo niente e il nostro mondo è il mediterraneo e da qui possiamo far nascere nuove opportunità. L’idea del festival nasce ad Avigliano grazie ad un’amministrazione sensibile e attenta alle politiche culturali. Un vero passo in avanti che gratifica e rende onore alla storia decennale dell’Orchestra a Plettro del comune Lucano, tra le più antiche del Sud, difatti la costituzione risale al secondo dopo guerra con il maestro Domenico Manfredi».