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15
Gen 17

A Napoli si cammina più che a Roma e Milano

Molto interessante questo grafico che mette a confronto le maggiori metropoli europee in materia di mobilità urbana.

A Napoli, per gli spostamenti, si usa la bicicletta più che a Roma e Madrid (certo la percentuale è bassa rispetto a metropoli come Berlino) e, soprattutto, si cammina molto più che a Roma e Milano.

La scarsa diffusione del mezzo pubblico, invece, spinge all’uso dell’auto.

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17
Dic 16

Mentre “altrove” avvisi di garanzia e arresti, a Napoli #unpopoloincammino contro la camorra

State tranquilli, questa notizia non l’ha data alcun telegiornale. Perché la Napoli “pulita” non fa notizia e non è funzionale. Neppure quella che manifesta contro la camorra.

Da Identità Insorgenti:

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foto Identità Insorgenti

Mentre i fedeli al Duomo invocavano San Gennaro che oggi non ha concesso il prodigio, a poche centinaia di metri, piazza Dante, centinaia di persone scendevano in piazza con altri preti, quelli dei quartieri Sanità e Forcella, uniti sotto il nome di Un Popolo in Cammino. Una marcia contro le camorre dai alcuni di quei quartieri che ne sono più infestati, quelle di cui non sentirete parlare dai Saviano, dai Santoro, o dalla stampa nazionale.

La racconta così Ivo Poggiani, presidente della 3 Municipalità, proprio quella che include la Sanità: “Un tranquillo venerdì di dicembre:

MILANO: Il sindaco Sala si autosospende perché coinvolto nell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta relativa ai maxi-appalti di Expo, il colossale grande evento che tenne in ostaggio la città lo scorso anno, senza alcun beneficio per i cittadini, ma solo come grande vetrina e fonte di profitto dei soliti noti.

ROMA: arrestato per corruzione, Marra, già uomo di punta del potere della Capitale durante il governo Alemanno e difeso a spada tratta dal sindaco a 5 stelle Virginia Raggi.

NAPOLI: migliaia di persone sfilano in corteo per denunciare la connivenza tra camorra, malapolitica ed imprenditoria, per chiedere che la violenza nei quartieri di periferia si interrompa e per ottenere giustizia e verità per tutte le vittime, dai morti innocenti che si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato a tutti coloro che si sono ammalati perché la camorra ha smaltito nel loro territorio i residui industriali delle imprese, anche e soprattutto di quelle settentrionali.

A volte le coincidenze servono a descrivere in modo straordinariamente efficace la realtà. Mentre la politica nazionale (tutta, inclusa la presunta rivoluzione dei 5 stelle) è al tracollo, presa tra la gestione di affari colossali, le inchieste, gli interesi di bottega, nella nostra città abbiamo deciso che non siamo più disposti ad aspettare.
A Napoli da tempo esiste qualcuno che non ci sta più e che alza la voce, in strada, nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni.
Hanno provato a ricattarci, a toglierci risorse, a chiederci di inginocchiarci ai poteri forti. Ma a Napoli non siamo più disponibili.

Oggi Napoli è il più grande laboratorio di democrazia del paese: i razzisti e i leghisti che si sono affannati per rimandare un’immagine degradata della città, farebbero bene a prendere appunti.
Adelante!”

A noi piace aggiungere che forse è questo il miracolo di oggi, una comunità che si ritrova in piazza contro la camorra. Una comunità che prova a riprendersi i territori lordati dalla criminalità organizzata e a lanciare un segnale esterno che non sia la consueta narrazione tossica della città. Una Napoli che rialza la testa e che dimostra di saper marciare a testa alta.

15
Nov 16

Fondi per la manutenzione delle strade: le città con meno disoccupati beccano più soldi

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Sulle pagine de “Il Mattino” Marco Esposito torna a parlare di fabbisogni e servizi essenziali, smascherando le evidenti disparità nel riparto di risorse per la manutenzione di 130 mila chilometri di strade provinciali. Il servizio pubblico preso a campione mette a confronto i criteri di assegnazione dei fondi per la Città metropolitana di Milano e la Città metropolitana di Napoli, la prima con meno strade da manutenere e più soldi da spendere, la seconda con più strade da mettere a posto e la metà di fondi da gestire. <<La Determinazione dei fabbisogni standard per le Province e le Città metropolitane>> nasconde in 88 pagine-spiega Esposito-delle vere e proprie trappole per il Mezzogiorno. Le strade gestite dalla Città metropolitana di Milano ammontano a circa 800 chilometri;  quella di Napoli gestisce 1.629 chilometri, il doppio. Eppure a Milano vengono assegnati 27 milioni per la manutenzione mentre alla Città metropolitana di Napoli appena 15 milioni. Come si spiega una tale disparità?

La formula per la ripartizione di risorse  viene calcolata dalla Sose (società del Ministero del Tesoro) e approvata dalla Commissione tecnica sui fabbisogni standard (Ctfs). Il parametro per l’assegnazione dei fondi è stabilito in base al numero di chilometri da manutenere, e pertanto, a Napoli come <<fabbisogno base>>  viene destinato almeno il doppio del finanziamento necessario per Milano. Ma è qui che scatta lo stratagemma per fregare il Sud. I tecnici della Sose hanno applicato due bonus aggiuntivi di finanziamento: il primo  proporzionale ai chilometri di strada in montagna, l’altro legato al numero di occupati sul territorio, che da solo vale più di tutte le somme destinate per la riparazione dei tratti stradali.  Come chiarisce l’inchiesta, per ogni chilometro di strada in montagna scatta un bonus di 2.744 euro. Nonostante la presenza del Vesuvio e del Faito, per la Città metropolitana di Napoli non è previsto nessun incentivo, garantito per le Province meno montane di Pavia, Rimini e Cesena. E’ calcolato invece in 17,87 euro il gettone aggiuntivo per ogni occupato: per riparare le buche, Milano riceve 34mila euro per chilometro, la città campana solo 9mila euro.

“Cosa c’entri il tasso di occupazione con la riparazione delle buche non si capisce. Ma gli occupati guarda caso, hanno il non trascurabile merito di essere presenti più al Nord che al Sud e così tornando al confronto Milano-Napoli con quasi 1,4 milioni di occupati la città lombarda riceve un bonus di 25 milioni, ossia 10 volte il fabbisogno di base, mentre Napoli deve accontentarsi di 10 milioni”, conclude Esposito. (fonti: Il Mattino, Marco Esposito, Unione Mediterranea)


18
Ago 16

Apartheid Italia: se volete noleggiare un auto, non potete andare in terronia

Che cos’è Car2go? Un servizio attivo soprattutto in alcuni comuni come Roma e Milano, di car sharing, ovvero di condivisione dell’automobile per poter spostarsi, ammortizzare i costi ed inquinare meno, a fronte di un abbonamento mensile

E’ l’unico servizio attivo in Italia? No, ce ne seono svariati. Ma di certo è l’unico che, a Milano, vi vieta specificamente di muovervi da Milano verso Sud. Non qualsiasi Sud, ma proprio quello comunemente identificato entro i confini della Terronia.

Ah e non potete neanche andare all’estero. Quindi, di fatto, usando un sillogismo, per Car2GO Milano, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata sono equiparate ..all’estero.

Ecco cosa è espressamente vietato dai nuovi contratti:

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E’ la prima volta che gli utenti che viaggiano verso Sud sono penalizzati da questa sorta di apartheid? No, affatto. Ma fino ad ora si era assistito a forme di “scoraggiamento”, pagando una soprattassa. Un pizzo.

Nello specifico ci avevano già  provato due servizi di noleggio auto, la Rental Cars e la Sixt (cliccando sui link potrete leggere gli articoli in merito) che prevedevano tariffe più alte o condizioni più sfavorevoli per chiunque si muovesse nelle suddette regioni.

Mi chiedo dove stia guardando il garante per la concorrenza ed il mercato, oltre a tutti i parlamentari meridionali che si svegliano solo durante i periodi elettorali o quano necessitano di click per far andare avanti la baracca.

Intanto, qualche azienda edile sta pensando di costruire un muro alto alto alto fino al soffitto, all’altezza del Rubicone.


13
Mag 16

Salvini, che fa, concilia? E poi diceva che Napoli era la capitale delle multe evase…

foto del 2013

foto del 2013

Basta ascoltarli dal sior Giletti dopo il ragù della domenica, o la sera da Del Debbio, quando tra  un bicchiere di vino e due fave, l’italiano medio si sfoga coi fannulloni e gli immigrati, soffocando la voce della coscienza di ognuno, che ogni tanto ricorda le piccole/grandi illegalità di ciascuno.
Insomma, i superni custodi della moralità e della legalità a trazione rigorosamente territoriale.
Per costoro, anche con eleganti artifizi televisivi e giornalistici, i giusti, gli onesti, gli operosi sono al Nord. Gli irregolari, gli illegali, i delinquenti hanno la residenza in tutti i Sud del mondo. Isole comprese. Eppure, come vado sempre scrivendo, accade sempre che per i severi censori della pagliuzza nell’occhio altrui, la trave finisce sempre per conficcarsi nel…silenzio di gran parte della stampa prona ed asservita.
 
Così si scopre che il magister legis, Matteo Salvini, colui che, tre anni fa, dopo una bevuta di limoncello si metteva “sereno al volante” al volante (come da lui stesso twittato) non vuole neanche pagare le multe che gli vengono comminate dal Comune di Milano.
 
Matteo Salvini e il suo autista sono in corsa per le amministrative di Milano. E in città vanno proprio forte, a 87 chilometri all’ora per l’esattezza. Quando beccano la multa però non fanno i milanesi che pagano, ma mettono in mezzo gli avvocati del partito. Tutto per non sborsare 165 euro di sanzione al Comune che si propongono di amministrare e salvare i punti della patente del dipendente della Lega. Il risultato è un surreale ricorso che fa leva sul “ruolo istituzionale” e sul “rischio sicurezza“. La multa risale al 9 novembre scorso, di prima mattina, mentre l’auto di servizio della Lega passava a gran velocità su viale Enrico Fermi, dove il limite è 70, diretta alla sede della Lega lì a due passi.
 
Salvini, capolista a Milano nonché candidato a leader di tutto il centrodestra, sta dietro. Davanti c’è Aurelio Locatelli, lo storico autista dei big del Carroccio con licenza di agente di pubblica sicurezza che, scarrozzando Salvini, s’è guadagnato pure lui la sua candidatura. E allora: nessuno rallenti la corsa elettorale dei due compagni di viaggio uniti dal partito, dal motore a scoppio e da un singolare ricorso. In via Bellerio la pensano così ma prendono l’imperativo un po’ troppo alla lettera. Su procura del segretario, i legali del Carroccio hanno infatti chiesto di annullare la sanzione con un ricorso di sei pagine depositato l’11 marzo scorso. Non contestano affatto la violazione, certificata da telecamere ben note ai milanesi, ma rivendicano una sorta di “immunità” da codice della strada per il leader. Il passaggio forse più ardito verte su ragioni imperative di sicurezza. I legali ricordano che il loro assistito ha subito “recenti e gravissimi attacchi alla sua persona e alla vettura su cui viaggia” e per questo la sua auto “è regolarmente preceduta e scortata da vetture condotte da agenti delle Forze dell’Ordine”, sostenendo una sorta di diritto transitivo a commettere violazioni. È vero, argomentano, che l’auto della Lega è una vettura privata e come tale non può eludere limiti e divieti, come una volante che invece può farlo nei limiti di prudenza e diligenza e “nell’espletamento dei servizi di istituto”, cioè accendendo la sirena. Ma – scrivono – “tale obbligo può ritenersi assolto nella misura in cui l’auto di proprietà della Lega Nord viene affiancata e/o preceduta costantemente da una vettura della PS con apposito dispositivo attivo”. Ammesso che sia così, c’è un problema: le foto scattate al varco elettronico mostrano l’auto di Salvini in perfetta solitudine sul ponte. Nessuna volante, né davanti né di fianco. Così, la multa per ora resta e tocca vedere che cosa ne farà il Prefetto, mentre si scopre un’altra funzione di estrema utilità della scorta ai politici: far da paraurti alle multe che si meritano, perfino nelle città che vorrebbero amministrare.(fonte: Il fatto Quotidiano)
 
Sei mesi fa di Napoli diceva: “capitale delle multe evase”: i santoni del relativismo etico su base d’appartenenza geografica.

23
Gen 16

Omofobia? Ecco le luci di Napoli e quelle di Milano

Mentre  Napoli De Magistris (che ha aperto ai registri sulle unioni civili tra i primi comuni in Italia) accende Piazza Plebiscito (Largo di Palazzo) con i colori dell’arcobaleno, in sostegno alle unioni civili, a Milano il leghista Maroni trasforma il Pirellone in uno spot per il “Family Day”.

Dopo una settimana di pipponi su Sarri/Mancini e sull’incomprensibile croce addosso ai napoletani accusati (in una grottesca proprietà transitiva che si è spostata dalle becere parole del mister alla città) di omofobia, ecco un bel quadretto.

Ci sarà pari indignazione con annesse analisi socio/antropologiche?

PS: nella seconda foto, quella al centro è una chiesa

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18
Dic 15

Alitalia, da Milano costa meno andare a Mosca che a Reggio Calabria

Ci saranno tutte le ragioni economiche e politiche che volete voi, ma devono essere davvero così convincenti da farci finalmente comprendere per quale motivo, il 23 dicembre, costi meno andare a Mosca o Barcellona, da Milano, piuttosto che volare verso Reggio Calabria.

E dire che in quella data saranno tanti gli emigranti che “scendono giù” per Natale, o no?

La denuncia è dell’Associazione Unione Mediterranea:

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02
Nov 15

A proposito di BIGLIETTI OMAGGIO a San Siro, centinaia di ingressi gratis per il Comune di Milano.

Vedete perchè la comunicazione è fatta in mala fede? Questo è un post di Drusiana Vetrano pubblicato su Identità Insorgenti:

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La vicenda degli anatemi ai consiglieri del Comune di Napoli lanciati da Salvini e Giletti nella puntata di domenica 1 novembre dell’Arena su Rai Uno ci ha talmente appassionati che siamo andati a fare una ricerchina sul Comune di Milano. Ed abbiamo scoperto quanto segue. La fonte è “Il Giorno”, che scrive:

“La convenzione centenaria che Inter e Milan hanno stipulato con il Comune per la concessione dello stadio ha una postilla scritta a caratteri cubitali: “Per ogni evento il Munipicio ha diritto a 320 tagliandi”. Preziosissimi. 140 di questi sono fissi per i consiglieri comunali e di zona, il resto era elargito per sorteggio e per richieste.

Poi a settembre, lo scandalo. In occasione di Inter-Roma si è scoperto che i bagarini vendevano due biglietti in realtà destinati ad un consigliere comunale (Vagliati del Pdl) e così il meccanismo è poi cambiato. Tagliandi nominali come per tifosi qualsiasi, meno spazio ai politici e più alle associazioni no-profit. Per la felicità di tutti.”

Marco Cappato ha pubblicato il file integrale che alleghiamo di seguito, in cui compaiono i nomi di quelli che hanno usufruito dei biglietti NON nominali.

Spulciando nel file, troviamo il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, col nipotino Tomaso. Assessori, consiglieri, parenti, amici, anche  Domenico Zambetti, arrestato per voti di scambio, ha usufruito di 6 biglietti omaggio.

E, leggendo leggendo, cosa notiamo? Toh…SALVINI MATTEO, con tanto di accompagnatore…Ma come, il moralizzatore della Lega Nord, quello che ieri ha ricoperto di insulti i consiglieri napoletani, va allo stadio usufruendo dei biglietti omaggio? Tu quoque, Matteo? Chissà che ne penserà il tuo amico Giletti…

E’ proprio vero: chi di biglietto colpisce…

Drusiana Vetrano

Elenco biglietti omaggio dati dalle società milanesi al Comune di Milano e ai politici

 


26
Mag 15

“A Milano si fa come dico io tornatene a Napoli” ed il video della multa diventa virale

Succede che a Milano un imprenditore napoletano, nel capoluogo meneghino presente con alcuni locali nell’ambito della ristorazione, venga fermato da un vigilie che gli commina una multa. Se non fosse che, stando al video e alla ricostruzione del multato, che fa apporre tutto a verbale, il vigile, avvertito l’accento napoletano del conducente dell’autovettura avrebbe detto: “A Milano si fa come dico io, tornatene a Napoli e vaff…..”, suscitando le ire dell’imprenditore.

Il video sta diventando virale sul web anche per alcuni accenti “comici” che ha assunto la vicenda quando una signora ligure, che cerca di consolare il multato napoletano, dopo un dialogo tra i due ammette candidamente: mi sembrate Totò e Peppino, alludendo alla mitica scena dei due attori napoletani che litigavano col vigile milanese.

Sdrammatizziamola così, con una sana, femminile ironia esprimendo solidarietà al multato, non per l’infrazione compiuta ma per l’espressione lesiva che avrebbe subito.

Il video:


18
Feb 15

Milano: 5 ore per strada vestito da “musulmano”, i commenti della strada

Cinque ore tra le strade di Milano vestito da”musulmano” ed una telecamera nascosta pronta a raccogliere i vari commenti, più che da paese razzista, diciamo da paese profondamente, intimamente provinciale che,  ancora si stupisce di un signore vestito da cittadino mediorientale. Lo stesso che coi petroldollari compra brand di lusso della moda e gloriose squadre di calcio.