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03
Mar 15

La banconota della Padania indipendente

Nel nuovo numero di Limes sulla geofinanza, dal titolo Moneta e Impero, Edoardo Boria descrive e commenta un reperto del 1996 emesso dalla Banca della Padania Libera e Indipendente in occasione della dichiarazione di indipendenza della nazione padana,15/9/1996» (sic!). Lontanissimi ancora i tempi in cui la Lega in nome di un grottesco volemosebbene, contrordine patani, caro sud ti chiedo scusa, elemosina voti al Mezzogiorno. Alla fine ritorna dal passato un memento all’intima idea ed aspirazione. Al “core business” del movimento.

Il percorso del Po come richiamo simbolico in un oggetto che evoca una necessità molto più prosaica di ogni progetto politico: finanziarsi. Bandiere, cavalieri e allegorie sparse, compreso l’edificio del parlamento della Padania, allora ospitato proprio vicino al Po in corrispondenza del cuore.Sul retro della banconota, insieme al ritratto di un giovanile Umberto Bossi, è riportata l’espressione dialettale «cincentmila. Pagabil a vista al portadur» con firme di «el guvernadur»e «el caser». (fonte Limes)

Sarà questa l’arma segreta di Salvini per il dopo euro?

Ecco le immagini:

fonte: Limes

fonte: Limes

fonte: Scripofiliia

fonte: Scripofiliia

 

 


27
Giu 14

A Luglio chiude Telepadania noi la ricordiamo così

Dopo sedici anni di attivita’ chiude ‘Telepadania’. La Lega Nord ha deciso di puntare sui nuovi media e chiudere le casse del Movimento: la societa’ che gestisce la tv, la ‘Celticon’, controllata dal partito attraverso la finanziaria Fingroup, ha, quindi, avviato la procedura per cessare l’attivita’ a partire dal primo luglio.

Una notizia che non mancherà di generare “moderata soddisfazione” in chi negli anni si è sentito vilipeso ed offeso gratuitamente, nella dignità e nella identità, dai contenuti di uno degli organi di informazione della Lega Nord.

Mi piace ricordarla con un video offensivo nei confronti dei napoletani e col la risposta che seguì da parte del sindaco De Magistris.


29
Mag 14

1 giugno: imperdibile Darfur-Padania

Ricomincia il mondiale alternativo. Ritorna la nazionale padana in campo!

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Proprio a proposito della nazionale della Padania,  mi ritorna in mente un servizio andato in onda su Servizio Pubblico qualche anno fa. Anche se per carità, a naso, da allora, credo che i dirigenti siano cambiati tutti.

PS: ma tra i convocati, ci potranno essere anche dei naturalizzati tipo di  Agerola o Maletto, viste le percentuali ottenute da Salvini in questi comuni?


25
Feb 14

Caro Matteo, mi stai diludendo, vuoi che muoro? (lettera aperta su una pizza)

Caro Matteo, onestamente ti voglio bene.

In una sola notte, hai cancellato anni ed anni di messaggi astiosi e livorosi verso i napoletani ed i “terroni”. Ti ricordo, giovane ed imberbe, con una birra appena tracannata, urlare al cielo quel  grido di battaglia da stadio, “senti che puzza scappano anche i cani stanno arrivando i napoletani, o colerosi, terremotati, voi col sapone non vi siete mai lavati..:”, mi hai fatto rabbia, e provocato quell’insano fastidio che mi  farebbe un comizio di Goebbels, o il parere scientifico di Lombroso.

Te lo confesso. Da ieri sera, nulla di tutto ciò, sento per te la benevolenza del buon samaritano, quella affectio simile all’immagine di Bartoli che passa la borraccia a Fausto Coppi (o viceversa). Mi maledico per questa scelta, ma credimi, non riesco a farne a meno.

E sono solidale con te, contro questi attacchi e questi insulti che ti stanno piovendo addosso, per aver pubblicato la foto di una pizza fatta in casa. Ignorali.

Quello scatto è un atto di verismo, di neorealismo padano. Coraggioso. Lo hai fatto imitando quelle centinaia di utenti meridionali che ogni settimana a qualsiasi ora del giorno e della notte pubblicano puparuoli mbuttunati, past e fasul coteche e cozze, parmigian e mulignan, pasta e provola, con la stessa grazia ed eleganza di una pennellata di Renoir. Lo fanno senza timore, con macchine digitali, caserecce, mostrando opere maestose ed imponenti, che mi suscitano, lo confesso, invidia ed un insano bisogno di divorare quelle leccornie.

Un mio trisavolo, pittore, scriveva che la pittura e la fotografia, a differenza della letteratura, partono dalla Verità e non dalla finzione. Perchè fermano un momento, reale, vero e lo eternano. Proprio come la casalinga di Quarto che mostra orgogliosa il tortano.

E così, pure tu hai fatto. Ed in quel momento è crollata,in me, l’idea platonica che avevo di te. Di un uomo razzista, rabbioso, che odia i terroni. Mi ero sbagliato. Nulla di tutto ciò.

Perchè con tutta la buona volontà, uno che pubblica una cosa del genere: e la chiama pizza, ha bisogno di essere gastronomicamente (ed esteticamente) recuperato.

pizza

Mattè, ti prego giurami che non l’hai fatta mangiare a nessuno questa cosa. Dimmi che era uno scherzo per sfottere i napoletani. Ti credo e ci crediamo tutti, perchè davvero immaginare che qualcuno abbia potuto portare alla bocca questa “pizza”(?!?!?!), ci mette ansia e preoccupazione, per la tua incolumità e quella altrui. Mattè quel bordo è un oggetto contundente, a meno che tu non voglia usarlo come arma ninja. Dicci la verità, l’ha fatta Edward Mani di Forbice?

Mattè mi stai diludendo, vuoi che muoro?!

Qui non è in ballo l’appartenenza territoriale o l’identità regionale, questa è una questione politica, hanno ricoverato Bastianich e Cracco ieri sera, per questa foto. Poi gli hanno raccontato che era uno scherzo di Sorbillo (che stava nero per l’ennesimo fallimento del tiro a giro di Insigne) e si sono ripresi.

Matteo fratello caro, la ricetta della pizza è stata quella più cercata su Google nel 2013, mò dico io, stai semp con l’aipad in mano per sfrocoliare la mazzarella a noi terroni, che ti costava cercare un tutorial sulla pizza??

Ieri sera hai fatto intossicare più napoletani tu, che il gol di Calaiò. Se hai deciso di cambiare le strategie politiche della lega, e combatterci su questo terreno, hai vinto tu, non possiamo nulla davanti a questa devastazione gastronomica e psicologica. Ci hai annientati nell’animo.

Io mi arrendo. Per evitare che prosegui, giuro che voto Lega e ti faccio pure campagna elettorale, ma agg pacienz, mattè, liev man, lascia perdere, non facciamoci del male.

Se poi è tutto vero e ti stai avventurando su questo sentiero della gastronomia autodidatta, ti ospito una settimana nei campi flegrei, ti porto da giggett o zuzzus sul porto di Pozzuoli e ti prometto che dopo una settimana farai le pizze meglio di Sorbillo. T’ cagnamm pur o nomm, ti cambiamo nome, Matteo Ciro Salvini, così fa pure più scena.

Con immutata stima, Lazzaro.


29
Gen 14

La lega perde voti al nord e li cerca al sud: monta la contestazione

E’ iniziato il patania tour in quel di “terronia”.

Eh già i signori in camicia verde, per raggiungere il 4% hanno bisogno anche di quei bifolchi campani, calabresi e sicialiani. Ed hanno ragione, visto che la lega al sud ha raccolto alle ultime politiche, circa 39000 voti.

Eppure ieri a Crotone hanno iniziato ad incontrare le prime resistenze.

Cari amici meridionali, se siete masochisti e vi piacciono questo genere di insulti:

“valigia di cartone fa rima con terrone” ,“Noi siamo Celti e Longobardi..! Non siamo MERDACCIA Levantina e Mediterranea.. Noi siamo Padani..!” , “E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe.” , “Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano.” , “Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo e’ un peso morto per noi come tutto il Sud.” , “Carrozze metro solo per milanesi.” , “il nord subisce la concorrenza sleale del sud”. «Quella città è un unicum nel mondo occidentale, una medaglia negativa al petto della Repubblica italiana. Non per colpa degli italiani, ma Napoli e’ una vergogna dell’Italia», applaudite pure i liberatori di verde vestiti.

Altrimenti prendete esempio da questi ragazzi:


26
Dic 13

Parmalat 10 anni dopo: “pacco” all’italiana

Come è andato a finire uno dei più grandi “pacchi” della storia italiana? Quel “gioiellino” che produceva latte e che, con esperimenti di finanza creativa, ha finito per truffare centinaia di risparmiatori, erodendone il risparmio?

Dove sono e cosa fanno i protagonisti di una bella truffa made in padania, col buco più grande d’Europa?

Il Fatto Quotidiano, dieci anni dopo, torna ad occuparsene:

In casa Tanzi la famiglia dell’ex re del latte e i suoi più stretti collaboratori sono riusciti nella non facile impresa di ritagliarsi una vita tranquilla e agiata. Lontani dalle telecamere e dai giornali, ognuno dei protagonisti del crac Parmalat ha trovato infatti la propria dimensione. Tranne Calisto Tanzi che, ormai 75enne, ha sul capo 37 anni di condanne accumulate nei vari processi a suo carico tra primo e secondo grado di giudizio e sta già scontando 8 anni per aggiotaggio agli arresti domiciliari presso l’ospedale di Parma, mentre attende per la prossima primavera il verdetto della Cassazione sulla condanna a 17 anni e 10 mesi per bancarotta che potrebbe riportarlo in carcere. 

LA FAMIGLIA E I MANGER SI RICOLLOCANO. T&T, come vennero ribattezzati Tanzi e Tonna, non sono più insomma i vertici della multinazionale che dava lavoro a 36mila persone in tutto il mondo e poteva contare su un giro d’affari da oltre 6 miliardi di euro depurati dal dato falso dichiarato all’epoca, ma la coppia al centro del più grosso fallimento della storia economica italiana e del Vecchio Continente non è dietro le sbarre. “Qui mi vengono a trovare moglie e figli”, dichiarava Tanzi in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera lo scorso 17 ottobre. Stefano, il figlio di Calisto con la passione per il calcio, non lavora poi così lontano: dopo aver patteggiato almeno 7 anni tra un filone e l’altro del processo a Collecchio, ha trovato impiego alla Ceramiche Ricchetti degli eredi di Oscar Zannoni, imprenditore del distretto di Sassuolo scomparso nel 2009 e noto alle cronache finanziarie per aver fatto parte fin dalle origini del salotto buono di Mediobanca ed essere stato consigliere della FonSai dei Ligresti.

La sorella maggiore di Stefano, Francesca, ex numero uno dei villaggi Parmatour per il cui crac nel 2007 ha patteggiato 6 anni e cinque mesi (almeno 120 i giorni trascorsi in carcere), ha lasciato Parma ma è rimasta nel settore: qualche anno fa si è trasferita in provincia di Padova dove è ripartita gestendo un albergo, il Blue Dream Hotel di Monselice,  mentre sua sorella Laura vive una vita defilata fra l’Italia e la Svizzera. A far parlare di lei solo il marito Stefano Strini che, dopo essere stato coinvolto nel ritrovamento dei quadri da un centinaio di milioni nella cantina di famiglia, si è reinventato kebabbaro nel quartiere storico della movida di Parma. Scomparsa dalla scena finanziaria, poi, Paola Visconti, la figlia di Anna Maria, sorella di Calisto. Tra i protagonisti del film Il gioiellino sulla grande truffa di Collecchio, è stata l’unica donna ad aver fatto parte del consiglio della Parmalat ma sostiene di essere entrata subito in contrasto in contrasto con la gestione di T&T perché, raccontò ai pm voleva “un’amministrazione più moderna”. A lei fanno ancora capo il 2,9% della holding Coloniale in amministrazione straordinaria. Così come a Stefano fa riferimento una quota dello 0,97% oltre al 50% di Tourpart srl e al 2% di Utilitas srl (Gruppo Acqua holding sa).

Oltre agli eredi e a Tonna, si è ricollocata sul mercato anche la prima linea manageriale della Parmalat dei Tanzi. Come per esempio Gianfranco Bocchi, l’ex capocontabile che nelle ore del disastro su ordine di Tonna fece sparire la documentazione contabile del gruppo spargendola tra i cassonetti del territorio e il tritacarne di casa, dopo aver patteggiato tre anni e cinque mesi nel 2007, si è riciclato nella Rodolfi Mansueto, società della food valley parmigiana che deve le sue fortune al pomodoro. Insomma, processo e pene a parte, tutto sembra essere tornato alla normalità della tranquilla vita di provincia.

L’articolo completo


04
Dic 13

Borghezio: “Ma l’unico modo per salvare il Nord è staccarsi da Napoli”

Evvai Borghezio!!! L’araldo di ufo & padanità! Invoca gli extraterrestri per salvare Napoli!!

«Quella città è un unicum nel mondo occidentale, una medaglia negativa al petto della Repubblica italiana. Non per colpa degli italiani, ma Napoli e’ una vergogna dell’Italia» ha detto l’europarlamentare a La Zanzara su Radio 24. «A raddrizzarli non c’è riuscito nemmeno Lui – dice riferendosi a Mussolini – ci vogliono forze extraterrestri».

E aggiunge: «Ci andai appena laureato per fare ricerche archivistiche ed era una città vivibilissima. Sono tornato di recente da un antiquario che non tiene i libri antichi in negozio ma in cassaforte lontano dal negozio. Poveri napoletani, sono le persone più simpatiche del mondo. Ma l’unico modo per salvare il Nord è staccarsi da Napoli».(Corriere del Mezzogiorno)

Borghè o frat, pure le mutande verdi comprate a New York coi soldi dei contribuenti sono un unicum nel mondo occidentale…

Vi lascio ad una delle passioni dell’eurodeputato, gli “ufi”:


27
Ago 13

Lombardia declassata, colpa dei “terroni”?

E’ di ieri la notizia del declassamento della Lombardia per quanto concerne la competitività tra le regioni europee.

In tre anni dal 95° al 128° posto nella classifica Ue.

Di chi è la colpa della debacle della locomotiva della macro regione del Nord ? Di quel Sud sanguisuga che si “arrobba” tutti i soldi delle le tasse pagate in padania?

Ad essere bocciata è innanzitutto la qualità della governance, giudicata in base al livello di corruzione percepita dai cittadini e all’efficienza delle istituzioni. “Chi è al governo della Regione da anni non dovrebbe sorprendersi”, ribatte oggi Giuseppe Berta, docente di Storia contemporanea alla Bocconi di Milano, che rilancia: “Finiamola con la stucchevole retorica del Nord”. (Il Fatto Quotidiano)

Maroni, presidente della regione e lider maximo del partito che fu di Bossi si è subito affrettato a dire che la colpa è del governo Monti e delle misure di austerità e fiscali imposte dal governo dei tecnici.

Ma…manà manà.. i dati analizzati dal Rapporto Ue sulle regioni si fermano al 2011, quando fino al 12 novembre Berlusconi sedeva a Palazzo Chigi e al Pirellone regnava la decennale alleanza tra Pdl e Lega….Manà Manà…

Ahi Ahi Ahi Ahi Ahi…e vabbè vorrà dire che più che una locomotiva sarà un tram…

 


24
Lug 13

Trentino Alto Adige, albergatori contro Google: “Basta nuvole”

 

La notizia non ci coglie del tutto impreparati. Già il leghista Zaia si scagliò contro il servizio Meteo, reo di evidenziare, con un eccessivo carico di nuvole, inesistenti (a suo dire)  perturbazioni in Veneto (per approfondire http://ilazzaro.altervista.org/il-leghista-zaia-basta-alle-previsioni-del-tempo-per-il-veneto/).

Da quanto si legge, anche gli albergatori del Trentino Alto Adige hanno deciso di prendersela col Meteo. In particolare quello di Google che sistema un pò troppe nuvolette e temporali sulle loro zone.

Ecco cosa scrive l’Ansa a tal proposito:

Troppo spesso dopo avere digitato le parole ‘meteo Alto Adige’ sul motore di ricerca Google appaiono le nuvolette che indicano pioggia, talvolta assieme ai fulmini del temporale. Lo hanno denunciato gli albergatori altoatesini, che hanno preso contatto con Mountain View chiedendo di cambiare rotta.

Sebbene i dati del turismo altoatesino risentano meno che altrove della crisi, gli albergatori puntano quest’anno piu’ che mai sui turisti dell’ultima ora, quelli cioe’ che decidono una vacanza di pochi giorni all’ultimo momento e consultando le previsioni meteo.

Dice un albergatore intervistato dal settimanale economico in lingua tedesca Wiku: ”Ci sono turisti che prenotano contemporaneamente in Baviera, in Austria e in Alto Adige e che poi decidono sulla base delle previsioni del tempo, beffando gli albergatori dellle località che sul web hanno al nuvoletta”. ‘

‘E’ inaccettabile – gli fa eco il capo degli albergatori altoatesini Manfred Pinzger – che si faccia intendere che il tempo sara’ brutto anche se poi, in realtà splende il sole”. 

Al lettore ogni ulteriore considerazione.


11
Giu 13

Il mondiale padano

Questo servizio fu mandato in onda un anno fa da Piazza Pulita.

Ci ricorda un pezzo della Lega in agonia, ci ricorda di quella nazionale padana, vanto del politburo in salsa verde. Ci ricorda di quel campionato del mondo di calcio giocato in padania, tra le nazioni non riconosciute.

Guardate un pò quello che succede. A beneficio dei cultori della purezza della razza e di coloro che individuano in una sola parte del paese l’origine delle virtù italiche.

Buona visione.