Crea sito


21
Mar 17

Il sindaco lumbard duro e puro: “Napoli fogna”. Se questo è un sindaco…

So’ cos’ ‘e pazz!! Tutto in nome della libertà di parola (pace all’anima sua) viene concesso a questo signore (che tra l’altro è pure un sindaco) di affermare tranquillamente che “Napoli è una fogna”.

E allora visto che Facebook è un bel programmino privato, di proprietà del signor Zuckerberg, convinciamolo a chiudere il profilo di questo signore capace di esprimere pubblicamente (nonostante “uomo delle istituzioni”) opinioni altamente lesive della dignità e dell’identità di un popolo.

Lo ripetiamo, costui è (nientepopodimeno che) il sindaco di Cantù: ci sarà qualcuno che ne chiederà le dimissioni come è stato fatto per De Magistris che ha autorizzato un corteo le cui intenzioni erano proprio quelle di opporsi al leghismo/xenofobo/razzista strisciante?

In fondo il pensiero di Bizzozero è lo stesso della base del partito di Salvini, pronto a blandire i meridionali con specchietti e cocci rotti. Con promesse di emancipazione (ma non troppo) dallo status di selvaggi a cui i teorici del leghismo duro e puro li hanno da sempre confinati.

Questo il testo della sua pagina:

“SALVINI: “NAPOLI È CASA MIA”. FOSSI STATO PRESENTE GLI AVREI SEMPLICEMENTE DETTO CHE CASA MIA INVECE È CANTÙ E LA LOMBARDIA È LA MIA TERRA, MENTRE NAPOLI PER ME RESTA UNA FOGNA INFERNALE (EMBLEMA DELL’INTERA itaGlia) DALLA QUALE MI TENGO BEN LONTANO. Salvini lo ha dichiarato in diretta ieri sera a “QUINTA COLONNA” su Rete 4 e nessuno dei presenti gli ha detto nulla. Io avrei dovuto essere lì in trasmissione a quell’ora ma stranamente, verso le 15.00, mentre già ero a metà del viaggio per Roma, mi hanno telefonato dalla redazione per dirmi che sarei slittato nella seconda metà della trasmissione (cioè dopo la comparsata salviniana). Vi sembra un caso? A me per niente. Così il candidato premier naziunal partenopeo l’ho solo incrociato. Lui usciva dallo studio ed io entravo … e confesso che mi ha fatto una sola impressione: mi è sembrato molto basso … anzi … più che basso direi … piccolo. UN PICCOLO INSIGNIFICANTE LEADERUCCIO NAZIUNAL PARTENOPEO che ha paura dei confronti pubblici con chi sa che lo metterebbe in difficoltà. Che un personaggio così insignificante rappresenti Napoli e la fogna italica non mi sorprende. I napoletani fanno benissimo a votarlo: è perfetto per loro. Che rappresenti invece noi lombardi … mi sembra invece una nostra gravissima responsabilità e sorprendente che alcuni fra noi ancora lo votino”

Giustamente, scrive Drusiana Vetrano su Identità Insorgenti:

Dove sono i Mentana di turno adesso? Dove sono i Gasparri che sbraitano delle dimissioni di de Magistris? Dove sono i Renzi, i de Luca, i piddioti che nei giorni scorsi hanno solidarizzato con Salvini?

Dove siete tutti voi, soloni del pensiero “democratico”, quando ad essere insultato da pezzi di Stato-seppur microscopici- è un intero popolo? Invocatela ora la legge Mancino. Non ce la fate, eh? E allora la invochiamo noi, chiedendo le dimissioni del sindaco di Cantù. Immediate e senza esitazioni.


19
Nov 16

Più magalliano di Magalli, Fulvio Abbate: i calabresi chiedano scusa

Ho ascoltato ieri sera Giancarlo Magalli discolparsi per le frasi contro i calabresi e minacciare querele.

Allora questo è il video, un documento in cui ognuno può verificare quanto dichiara il conduttore:

Ma come in ogni polemica che si rispetti e che riguardi meridionali e terroni, spunta sempre l’esponente radical chic meridionale che diventa più realista del re. Signori, ecco a voi Fulvio Abbate, giornalista e scrittore siciliano secondo cui a scusarsi dovrebbero essere i calabresi, permalosi e, come tutti i meridionali, in fondo un po’ mafiosi.

Io vi riporto lo screenshot di Intelligonews con l’intervista, così poi se l’autore si sente turbato o diffamato per quello che non avrebbe dichiarato puo’ far riferimento direttamente alla testata di cui sopra:

lutam

Abbate evidentemente appartiene a quella sinistra per cui il garantismo, l’antirazzismo e la lotta contro i pregiudizi valgono erga omnes tranne che per i “terroni” (chissà cosa avrebbe detto Abbate se anzichè telefonare ad un abitante di Rosignana, Magalli avesse espresso medesima “ironia” verso un cittadino di Tunisi, o Tel Aviv e lo dico avendo i geni di chi nel corso dei secoli ha conosciuto le persecuzioni e l’antisemitismo).

Non si spiegherebbero altrimenti frasi come: “Il Sud con tutta la sua cultura mafiosa e paramafiosa (lo sosteneva anche Gianfranco Miglio ideologo leghista, ndr)”, che generano, manifestate proprio da un comunicatore, quelle rappresentazioni generali ed astratte, lesive della dignità di un popolo, che identificano, poi, verso l’universalità dei meridionali quei sentimenti di sospetto e gomorrismo per i quali, ad esempio,  “Gomorra e il boss delle cerimonie rappresentano Napoli”.

Verrebbe poi da chiedersi come mai certa “ironia” sia sempre a senso unico. Voglio dire, visti gli sviluppi di cronaca, le classifiche sui reati, l’omertà diffusa anche a Settentrione (prego leggere queste intervista al commissario Antiracket) se avessimo sostituito Milano con Rosignana, chi avrebbe avuto da ridire? Parlare di mafiosità come caratteristica prettamente meridionale è ormai assolutamente anacronistico e fuori luogo; formare nuove generazioni su questo assunto vuol dire abbassare l’attenzione e diminuire gli anticorpi nei confronti di qualsiasi attività illecita che venga compiuta oltre i confini del Garigliano.

 


18
Ago 16

Apartheid Italia: se volete noleggiare un auto, non potete andare in terronia

Che cos’è Car2go? Un servizio attivo soprattutto in alcuni comuni come Roma e Milano, di car sharing, ovvero di condivisione dell’automobile per poter spostarsi, ammortizzare i costi ed inquinare meno, a fronte di un abbonamento mensile

E’ l’unico servizio attivo in Italia? No, ce ne seono svariati. Ma di certo è l’unico che, a Milano, vi vieta specificamente di muovervi da Milano verso Sud. Non qualsiasi Sud, ma proprio quello comunemente identificato entro i confini della Terronia.

Ah e non potete neanche andare all’estero. Quindi, di fatto, usando un sillogismo, per Car2GO Milano, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata sono equiparate ..all’estero.

Ecco cosa è espressamente vietato dai nuovi contratti:

090302908-fcd1e932-f8d4-496a-b5f1-3133eeb88421

E’ la prima volta che gli utenti che viaggiano verso Sud sono penalizzati da questa sorta di apartheid? No, affatto. Ma fino ad ora si era assistito a forme di “scoraggiamento”, pagando una soprattassa. Un pizzo.

Nello specifico ci avevano già  provato due servizi di noleggio auto, la Rental Cars e la Sixt (cliccando sui link potrete leggere gli articoli in merito) che prevedevano tariffe più alte o condizioni più sfavorevoli per chiunque si muovesse nelle suddette regioni.

Mi chiedo dove stia guardando il garante per la concorrenza ed il mercato, oltre a tutti i parlamentari meridionali che si svegliano solo durante i periodi elettorali o quano necessitano di click per far andare avanti la baracca.

Intanto, qualche azienda edile sta pensando di costruire un muro alto alto alto fino al soffitto, all’altezza del Rubicone.


16
Ago 16

La scatologica estate della stampa italiana. Dove è l’ordine dei giornalisti?


Ho visto girare questa foto per più di 24 ore convinto fosse un fake, poi invece qualche ora fa ho letto  che è vera.Dopo i vaneggiamenti di Romdolino, le cicciottelle del Resto del Carlino, i titoli che cambiano a seconda della provincia de Il Mattino, diciamo che per la stampa italiana è proprio un’estate di merda e dimostra la crisi forte e profonda di una categoria.

Dove è l’ordine dei giornalisti davanti a titoli del genere? Razzisti ed offensivi nei confronti di tutti i meridionali.

Che dire del Foglio? Che forse dovrebbe rinunciare ai finanziamenti pubblici percepiti negli anni anche da quei terroni contribuenti somari con lode.

Ecco quanti ne ha presi secondo Wikipedia:


Il suo storico direttore Giuliano Ferrara a proposito del finanziamento pubblico di un giornale che ha una tiratura da carbonari ha dichiarato:

dal secondo anno dalla fondazione, il contributo dello stato, con il trucco della famosa Convenzione per la Giustizia che era un… Beh, un trucco, la legge dava una possibilità e noi l’abbiamo sfruttata, è un trucco nel senso che non era un vero partito, era un… Sì avevamo chiesto a due amici, Marcello Pera, che faceva parte del centro destra, senatore, e Marco Boato, deputato del centro sinistra, due persone amiche, due lettori del giornale, di firmare per il giornale, abbiamo fatto questa convenzione… un escamotage, sì, legale, perfettamente legale »

(Giuliano Ferrara su Report, Il finanziamento quotidiano, 23 aprile 2006)

E noi dovremmo farci fare la morale da un giornale fondato da un “trucco” che gli ha concesso di accumulare finanziamenti pubblici anche coi nostri contributi?

Titoli del genere non si leggevano neanche nel Sud Africa dell’apartheid e dopo le parole di Rondolino, credo che la società civile meridionale debba intervenire contro il continuo insulto razzista perpetrato nei confronti suoi e dei suoi figli. Dentro di me confido sempre in un messaggio che mi dimostri sia un fotomontaggio.

Ps: ricordo al direttore (che come di consuetudine si affetterà a dimostrare in qualche modo  le proprie origini meridionali) che da qualche anno i tribunali italiani includono “terrone” tra le fattispecie diffamatorie.


05
Ago 16

Magari ti chiamerò Rondolino razzista e dudù dadadà

Un tempo su l’Unità scrivevano campioni dell’internazionalismo e dell’antirazzismo. Poi è arrivato Fabrizio Rondolino, giornalista del quotidiano fondato da quel terrone di Antonio Gramsci (ma lui non lo sa evidentemente), più renziano di Renzi, che ha sempre avuto parole dolcissime nei confronti del popolo meridionale.

Come quando scrisse che i campani avrebbero dovuto ripulire a proprie spese la terra dei fuochi, aggiungendo ad un tweet inviato al sottoscritto che la motivazione era da ricercare nella connivenza con la camorra (e quando parla Rondolino è Cassazione).

Oggi se la prende con quegli insegnanti terroni e piagnoni spediti a chilometri di distanza da casa propria in virtù del noto algoritmo made in Governo Renzi: “Se gli insegnanti del Sud che urlano in tv conoscessero l’italiano, almeno capiremmo che vogliono”

ron

Proporremo a L’Unità il gemellaggio con la buonanima della paTania.

Se un Calderoli qualunque avesse scritto una vergogna del genere si sarebbe mossa tutta l’intellighenzia fuffosa e radical chic.

Speriamo di aver scritto in un italiano comprensibile anche al prof. dott. Rondolino e dudù dadadà. Nel caso lo inviterei a prendere un qualsiasi treno che ogni mattina parte alle 4 da Villa Literno e conoscere questi insegnanti terroni che vanno ad elemosinare una supplenza a Roma.


04
Mag 16

“Pulito o Napoli” : fantasia sudtirolese

Avrei anche potuto scrivere “fantasia tipicamente teutonica” o “cosa aspettarsi da uno che balla schiaffeggiandosi le natiche”. Si avrei anche potuto scrivere così, per mostrarvi come suonerebbe a parti invertite, perchè tale è il trattamento che questo candidato del SVP (il partito popolare sudtirolese) riserva a Napoli ed ai suoi abitanti, e a tutti i napoletani sparsi per il mondo. “Sporchi” , nella più classica delle generalizzazioni idiote.

O avrei anche potuto scrivere che lassù, nel Sud Tirol, compravano vibratori coi soldi pubblici, o che la consigliera provinciale di Bolzano, Eva Klotz si intasca una pensione d’oro di 945 mila euro. Sudtirolesi con la trave nell’occhio.

Così la notizia come riportata da Identità Insorgenti:

“Pulito o Napoli?”. Suona più o meno così la traduzione dello spot elettorale del candidato al comune di Bolzano, Sebastian Seehauser.  Lui è il capolista di Svp alle elezioni comunali di Bolzano, che quest’anno per la prima volta chiede esplicitamente il voto anche agli italiani (un po’ come Salvini con i meridionali che, a proposito, a Napoli non presenterà più la lista Noi con Salvini, ma infiltrerà i suoi uomini nelle liste pro-Lettieri).

Sauber oder Neapel, l’infelice slogan, ha subito scatenato polemiche sia tra gli altri candidati che, ovviamente, sui social, con napoletani furibondi del parallelo napoli=sporcizia.

Morale: il sudtirolese è stato costretto a scusarsi con Napoli e i napoletani e a cancellare il post.


28
Gen 16

Zingaro, napoletano e finocchio: il tariffario del pallone

Alla fine della fiera è trascorsa una settimana dal mega pistolotto a reti unificate sul “finocchio” buttato da Sarri a Mancini. Ve lo ricordate? Pure su Rai Yoyo, in un talk show tra papà Pig e Orso di Masha&Orso, si era affrontato l’argomento con tanto di analisi antropologica  e sociologica sui napoletani (che ci sta bene sempre) e di indignazione sulla becera espressione del mister (l’aspetto pardossale era rappresentato dalle elite radical chic partenopee che chiedevano scusa a chiunque, a prescindere per una grottesca manifestazione di proprietà transitiva che estendeva le colpe del mister toscano sulla universalità del popolo napoletano. Mah.) Parliamoci chiaro, se Sarri fosse stato ancora allenatore dell’Empoli e/o il Napoli non primo in classifica, avremmo parlato del nulla. Purtroppo.

Quando andavo scrivendo della profonda e volgare strumentalizzazione (zotica quanto “il finocchio”, e il “ricchione” ascoltato sulle panchine) di una grande battaglia di civiltà, tutti facevano finta di non capire. Insomma una questione trattata dall’universo dell’intellighenzia e dal bestiario italico come uno scontro di civilità, diventava, a mio parere, nient’altro che una goffa battaglia tra ultras, sancita dalla parola definitiva della Lega Calcio. Ventimila euro di qua, cinquemila di là e vissero tutti felici e contenti.

La conferma a quanto dicevo, domenica scorsa.

Venti minuti di ininterrotti cori, a Genova, contro Napoli città (colera) e napoletane, si badi la scelta sessista (cui si augurava un tumore) e napoletani (“peggio degli extracomunitari” si ascolta in un video dell’arrivo del bus della squadra partenopea e finanche nella civilissima tribuna). Avete letto editoriali lunghi giorni sull’argomento? Avete notato la somministrazione di analisi antropologiche e sociologiche sui tifosi doriani? E la stampa, quella fighetta e radical chic si è affrettata ad aggiornare i propri blog dove il politically correct è più falso di una banconota da 2 euro e segue solo le logiche del capitale del proprio editore? E quel Severgnini che si era lamentato dei troppi fischi allo stadio San Paolo (napoletà, e che cavolo, esultate meno e siate meno rumorosi.Sic!) ha rilasciato qualche dichiarazione (supercazzola) sul giornale della borghesia italiana? Nulla. Anche qui interverrà la Lega Calcio, qualche migliaia di euro e laverà le coscienze di un paese omofobo e razzista (altro che brava gente).

Domenica sera, il bis. Un calciatore che sarebbe poi anche il secondo capitano della nazionale di calcio italiana, inquadrato dalle telecamere, così si rivolge ad un collega: “muto, zingaro di merda”. Anche in questo caso, in una di quelle trasmissioni calcistiche dal nome esotico, il capolavoro è di un giornalista ultras che, con audaci alchimie filosofiche riesce a giustificare l’ingiustificabile (‘a fede carcistica nun se discute, se ama). Zero analisi sociologiche proiettate dal colpevole alla sua tifoseria.

Il colpo di teatro (ahimè, privo di palcoscenico) è di ieri: uno scherzo telefonico al giudice sportivo Tosel (quello col tariffario su omofobia e razzismo un tanto al chilo) conferma quanto si sostiene da tempo. Con l’elezione di Tavecchio a presidente della FIGC (quello che chiamava mangiabanane i giocatori di colore) le società si sono accordate per irrogare una sola sanzione pecuniaria ai cori di discriminazione territoriale (quelli che riguardano Napoli ed i napoletani). E poi la conferma: “tutte le società di calcio sanno che dovranno pagare almeno 20mila euro quando ospitano” il Napoli calcio perchè sono certi che le proprie tifoserie invocheranno lava, tumori e vaghe teorie lombrosiane sui sostenitori napoletani. Ma tant’è, meglio quello, che la squalifica e la chiusura delle curve (a quanto pare anche con la complicità di chi dovrebbe rappresentare pure l’interesse dei supporter napoletani).

Ecco signori, questa è l’Italia perbenista e bigotta che la mattina va in piazza per difendere la famiglia e la sera si rivolge alle cure di Fernandina, che scrive editoriali contro quell’omofobo di Sarri e poi allo stadio urla “napoletano coleroso”, che si indigna sommamente contro i barconi affondati dei migranti ma al primo semaforo non disdegna uno “zingaro di merda” al lavavetri,

Questa è l’Italia curvarola, specchio dei suoi stadi e degna rappreseentazione dei suoi media accattoni, l’Italia che si lava la coscienza omofoba e razzista con qualche migliaio di euro.

 


22
Ott 15

Ulderico Pesce: Chiudiamo il museo Lombroso!

“Oggi dobbiamo vincere una battaglia etica enorme: far chiudere il Museo “Lombroso” di Torino dove sono esposti centinaia di teschi di anarchici, briganti e oppositori politici. Per Lombroso chi nasceva con la fossetta occipitale all’interno del cranio era nato deliquente. Questa fossetta dall’Africa a Viterbo l’abbiamo tutti. E’ una conformazione dei popoli del Sud. Non porta a delinquere. Questa fossetta fu una discriminante razziale utilizzata dal potere. Dopo la scoperta della fossetta, in Italia nel 1938, furono inaugurate le Leggi Razziali contro gli ebrei, gli omosessuali e i rom. Lombroso ha dato la “giustificazione medica” al crimine. Chiudiamo il Museo Lombroso, diamo la dignità della sepoltura alle centinaia di resti umani là esposti e blocchiamo lo strapotere dei Savoia che ballano in prima serata TV, pagati con i soldi dei cittadini, alla faccia di un’Italia ignorante che, abituata a Isole dei Famosi, Grandi Fratelli, Veline e Mignotte, non sa vedere le colpe che hanno.” www.uldericopesce.it

Ulderico(Biagio Franco) Pesce,esponente di spicco tra i narratori teatrali italiani, direttore del Centro Mediterraneo delle Arti, membro Testimonial del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso”, autore di numerosissime opere teatrali di vasto successo tra cui ricordiamo quella memorabile e nobilissima de “L’innaffiatore del cervello di Passannante”, il cui clamore fu così vasto e potente ed il suo messaggio morale tanto sentito da far ottenere senza indugio alcuno le autorizzazioni per il seppellimento del cranio del noto anarchico Giovanni Passannante, ingiustamente ed orribilmente esposto al pubblico ludibrio presso il Museo Criminologico di Roma fino a poco più di due anni fa. Ulderico ci comunica quanto segue: “Lombroso era un esaltato a cui l’arroganza fascista ha dato ascolto. A loro volta i fascisti e i Savoia colonizzatori hanno utilizzato le teorie del Lombroso per massacrare l’opposizione politica meridionale. I resti di Giovanni Passannante, grande uomo politico, anarchico meridionale, sono stati esposti, per volontà del Lombroso dei suoi successori e dei Savoia, nel Museo del Crimine di Roma dal 1936 al 2007. E’stato difficile ma bello strapparlo al Museo del Crimine per seppellirlo. Oggi dobbiamo vincere una battaglia etica enorme: far chiudere il Museo “Lombroso” di Torino dove sono esposti centinaia di teschi di anarchici, briganti e oppositori politici. Per Lombroso chi nasceva con la fossetta occipitale all’interno del cranio era nato deliquente. Questa fossetta dall’Africa a Viterbo l’abbiamo tutti. E’ una conformazione dei popoli del Sud. Non porta a delinquere. Questa fossetta fu una discriminante razziale utilizzata dal potere. Dopo la scoperta della fossetta, in Italia nel 1938, furono inaugurate le Leggi Razziali contro gli ebrei, gli omosessuali e i rom. Lombroso ha dato la “giustificazione medica” al crimine. Chiudiamo il Museo Lombroso, diamo la dignità della sepoltura alle centinaia di resti umani là esposti e blocchiamo lo strapotere dei Savoia che ballano in prima serata TV, pagati con i soldi dei cittadini, alla faccia di un’Italia ignorante che, abituata a Isole dei Famosi, Grandi Fratelli, Veline e Mignotte, non sa vedere le colpe che hanno.”( Fonte: Comitato No Lombroso)


30
Set 15

Non solo presunte tangenti, ora anche l’ombra del razzismo sulla FIFA

La squadra multietnica Afro-Napoli United denuncia le enormi difficoltà burocratiche che rischiano di trasformarsi in discriminazione razziale, incontrate per il tesseramento dei giovani nella squadra Juniores.

Nata nel 2009 con l’intento di adoperare lo sport come veicolo per l’insegnamento di valori sociali ed etici, l’associazione sportiva dilettantistica AfroNapoli United, che aderisce al gruppo sociale Gesco quest’anno per la prima volta ha istituito una selezione giovanile con l’iscrizione al campionato regionale juniores FIGC-LND Campania. Si tratta di un campionato al quale è prevista la partecipazione di ragazzi nati tra il 1999, il 1998 e il 1997.
Nonostante l’enorme successo dell’iniziativa presso moltissimi ragazzi stranieri provenienti da Paesi africani e sudamericani, che sono stati selezionati dopo la partecipazione ad appositi stage, l’AfroNapoli non riesce a tesserarli perché a vigilare sui tesseramenti dei minori stranieri è la F.I.F.A., attraverso un complesso iter burocratico che di fatto, impedisce il normale svolgimento delle attività.

La vera difficoltà tuttavia non sta nella serie infinita di documenti che si è costretti a presentare ma all’obbligo di produrre anche certificazioni che attestino le condizioni di lavoro dei genitori. In sintesi se i genitori dei giovani migranti sono disoccupati o non hanno un lavoro regolare, i loro figli non possono essere tesserati per la FIGC che attua una direttiva FIFA, mentre nessuna specifica viene richiesta ai minori italiani a riguardo. Purtroppo, a causa della miriade di scartoffie richieste e della lentezza con cui vengono espletate le formalità burocratiche disposte dall’ufficio nazionale sito in Roma, già quattro ragazzi con cui AfroNapoli aveva iniziato un percorso di collaborazione oltre due mesi fa saranno costretti a salutare i loro compagni visto che i loro genitori lavorano a nero.

«È una battuta d’arresto dolorosa che ci ferisce – afferma il presidente di AfroNapoli Antonio Gargiulo – e mette a serio rischio la partecipazione della nostra squadra giovanile al campionato regionale juniores. Combattiamo da anni contro ogni forma di discriminazione ma questa volta si è arrivati al picco massimo del più vile razzismo burocratico vista l’evidente volontà di negare ai minori migranti pari opportunità con i corrispettivi italiani. Chiediamo che la FIFA metta in pratica concretamente lo slogan “SAY NOT TO RACISM” di cui si vanta e che, alla luce di quanto accaduto nel nostro caso, si palesa effimero e privo di ogni fondamento. In Italia poi basterebbe sostenere nei fatti e nelle intenzioni la proposta di legge dell’onorevole Bruno Molea riguardo al cosiddetto “ius soli sportivo”, passata alla Camera con 422 voti a favore e parcheggiata da oltre dieci mesi al Senato».


11
Lug 15

Torino 2015, non si affitta ai siciliani

Questa lettera è apparsa ieri su un quotidiano nazionale che dimostra quanto per qualcuno, molto forti siano ancora i pregiudizi tra “italiani” (?!?!?). Annunci del genere non si trovano solo a Torino o in Piemonte, proprio l’anno scorso ne avevamo documentato un caso analogo a Parma.

11055378_1640001546287075_1799729291292376622_n