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20
Ott 17

Idioti pregiudizi francesi (e non hanno neanche il bidè)

Screenshot da Meridionews

Al posto di valigie e pacchi ingombranti, per misurare l’ampiezza del portabagagli c’è un uomo incaprettato. A prima vista potrebbe sembrare uno scherzo di dubbio gusto, invece, si tratta della prova della nuova Skoda Karoq della rivista francese Auto Moto Magazine, pubblicata su YouTube.

Il tutto condito dai consueti luoghi comuni su criminalità e Sicilia, tirando in ballo le consuete citazioni cinematografiche. E da tanta idiozia : “si fa così in Sicilia, quando qualcuno ti infastidisce”

Fatto sta che, successivamente, resisi conto della figura de merd e delle proteste della associazione Libera, il video sia stato, per fortuna rimosso.

Sarebbe opportuno che l’Unione Europea, tra le decine di direttive sulla giusta lunghezza del pinzimonio, intervenisse anche censurando le aziende che in questo modo, procurandosi comunque profitto, esaltano modelli e consuetudini che cerchiamo di combattere quotidianamente e che vorremmo scomparissero. Modelli che impediscono lo sviluppo dei nostri territori e lo condannano ad una costante subalternità. Modelli che non hanno proprio nulla di folcloristico.

Un motivo in più per non acquistare skoda.


05
Ott 17

Libero, luoghi comuni, sempre più la Pravda della Padania

Libero, quotidiano lombrosiano, la Pravda della PaTania, il media partner dell’autonomia del lombardo veneto scissionista, l’idea platonica e lapalissiana del luogo comune: i meridionali rubbeno, i immigrati rubbeno, i mussulmani rubbeno.

Oggi per spingere sull’acceleratore dell’autonomia, per fare un po’ i catalani de noantri, aglio olio e peperoncino scrive:

I segugi del quotidiano chiagneffotti patano, in uno slancio apodittico sentenzia: ad oggi i soldi dei lombardi (verso il Sud) sono destinati a criminali e mezzi criminali. Un quotidiano ormai “ortopedizzato” (come direbbe il professor Diego Fusaro) e sclerotizzato sui consueti cliché. Come se l’evasione fiscale fosse poi una piaga solo meridionale, così, per inciso.

Val la pena di ricordare che nel 2012 uno studio del Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, dichiarava che il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Così spiegava il professor Amato nell’intervista al Quotidiano di Sicilia:

“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia.

Sempre a proposito del quotidiano Libero, val la pena ricordare che ha intascato variati quattrini anche dai contribuenti meridionali, quei mezzi criminali dei contribuenti meridionali

Su Wikipedia si legge:

Nel 2003 «Libero» ha chiesto ai proprietari del bollettino «Opinioni nuove» di prendere in affitto la testata. Il quotidiano è diventato ufficialmente il supplemento dell’organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano. In questo modo ha potuto beneficiare di 5.371.000 euro come finanziamento pubblico agli organi di partito[18], secondo quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 62[19].

Il d.P.R. 7 novembre 2001, n. 460 ha favorito la trasformazione in cooperative per tutte le imprese che intendono chiedere finanziamenti pubblici. Nel 2004 «Libero» ha acquistato la testata «Opinioni nuove» e si è poi trasformato in cooperativa di giornalisti. Nei sette anni che intercorrono dal 2003 al 2009, «Libero» ha beneficiato di contributi pubblici per 40 milioni di euro[20]. Nel 2006 il quotidiano ha chiuso il bilancio con profitti per 187 000 euro[17].

Nel febbraio 2011, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) con la delibera 63/11/CONS[21], ha sanzionato il senatore Antonio Angelucci per omessa comunicazione di controllo per i giornali «Opinioni Nuove Libero Quotidiano» («Libero») e «Il Nuovo Riformista». La Commissione Consultiva sull’editoria presso la Presidenza del Consiglio, preso atto della sanzione comminata dall’Agcom, ha stabilito che i due quotidiani dovranno restituire i circa 43 milioni di euro di contributi percepiti negli anni 2006-2010[22].


09
Set 17

Feltri: “Io non vado in Sicilia figurati se vado in Burkina Faso”

Così Vittorione nostro da Berghem prosegue nella giaculatoria razzista che ormai caratterizza il suo quotidiano e le esternazioni fatte a La Zanzara, quell’ampia zona franca foriera, quella si, di mal’aria, qualunquismo e razzistume d’accatto: “Io non vado in Sicilia, figurati se vado in Burkina Faso”.

Va bene la libertà di stampa e di opinione, per carità e va bene pure la gran mole di chitammuorti che riserveremo, sempre con gran rispetto, al direttore (ma soprattutto caro Feltri, ma qualcuno ti ha mai invitato in Sicilia?).

Nel frattempo non possiamo che benedire l’hacker dal nome suggestivo ed emblematico, ANONPLUS che evoca grande attitudine nel relazionarsi con la …..

 


29
Mag 17

Il papà de “I bastardi di Pizzofalcone” contro i tifosi razzisti

Maurizio De Giovanni, lo scrittore papà de “I bastardi di Pizzofalcone”, così si schiera duramente contro i cori razzisti anti napoletani che si sono levati ieri dallo stadio genovese di Marassi, sponda Samp:

Vorrei dire, assumendomene integralmente la responsabilità, a ogni singolo sedicente tifoso della Sampdoria che si è unito a quei cori orribili che è un imbecille, idiota, ottuso, brutale, ignorante vigliacco. Che come tutti i grandi vigliacchi, indegni di un qualsiasi contesto sociale umano, si nasconde nella massa dando il peggio di sé. Che gli auguro di trovarsi in una situazione in cui abbia bisogno di una qualsiasi solidarietà di un napoletano, e che si ricordi in quel momento, perché la solidarietà l’avrà, di quanto sia stato un imbecille, idiota, ottuso, brutale, ignorante vigliacco. E che questa consapevolezza lo spinga a diventare migliore. Molto migliore, perché così com’è ha tanta strada da fare, prima di diventare appena degno di essere chiamato uomo.E infine che quelli come lui, che sono in tutti gli stadi di questo piccolo giovane paese che sembra unito ma che nella sostanza non lo è, hanno perso e perderanno sempre, ben prima di essere sconfitti sul campo.
Perché l’ignoranza è sempre perdente. Sempre.


28
Mag 17

Quando eravamo emigranti e oggetto di razzismo

Un interessante documentario che descrive bene il clima di razzismo che respiravano i nostri emigranti


07
Mag 17

Italia nella top 10 dei paesi europei con maggiori pregiudizi

Lo scrissi già qualche anno fa e lo ripeto periodicamente suscitando la risposta piccata di taluni lettori, fortemente ed inutilmente nazionalisti: l’Italia è nella top 10 dei paesi più razzisti in Europa.

La ricerca, condotta da Harvard e pubblicata dalla versione britannica della free press Metro, prende in esame le risposte date da un campione di popolazione “bianca” di ciascun Paese europeo, che tende ad associare idee negative e pregiudizi alle persone di colore.

Il che non vuol dire conseguenti e necessari comportamenti razzisti, ma sicuramente sottesi da un pregiudizio di fondo.

Le aree in rosso indicano tassi di pregiudizio più alti, quelli in blu, minori.


21
Mar 17

Il sindaco lumbard duro e puro: “Napoli fogna”. Se questo è un sindaco…

So’ cos’ ‘e pazz!! Tutto in nome della libertà di parola (pace all’anima sua) viene concesso a questo signore (che tra l’altro è pure un sindaco) di affermare tranquillamente che “Napoli è una fogna”.

E allora visto che Facebook è un bel programmino privato, di proprietà del signor Zuckerberg, convinciamolo a chiudere il profilo di questo signore capace di esprimere pubblicamente (nonostante “uomo delle istituzioni”) opinioni altamente lesive della dignità e dell’identità di un popolo.

Lo ripetiamo, costui è (nientepopodimeno che) il sindaco di Cantù: ci sarà qualcuno che ne chiederà le dimissioni come è stato fatto per De Magistris che ha autorizzato un corteo le cui intenzioni erano proprio quelle di opporsi al leghismo/xenofobo/razzista strisciante?

In fondo il pensiero di Bizzozero è lo stesso della base del partito di Salvini, pronto a blandire i meridionali con specchietti e cocci rotti. Con promesse di emancipazione (ma non troppo) dallo status di selvaggi a cui i teorici del leghismo duro e puro li hanno da sempre confinati.

Questo il testo della sua pagina:

“SALVINI: “NAPOLI È CASA MIA”. FOSSI STATO PRESENTE GLI AVREI SEMPLICEMENTE DETTO CHE CASA MIA INVECE È CANTÙ E LA LOMBARDIA È LA MIA TERRA, MENTRE NAPOLI PER ME RESTA UNA FOGNA INFERNALE (EMBLEMA DELL’INTERA itaGlia) DALLA QUALE MI TENGO BEN LONTANO. Salvini lo ha dichiarato in diretta ieri sera a “QUINTA COLONNA” su Rete 4 e nessuno dei presenti gli ha detto nulla. Io avrei dovuto essere lì in trasmissione a quell’ora ma stranamente, verso le 15.00, mentre già ero a metà del viaggio per Roma, mi hanno telefonato dalla redazione per dirmi che sarei slittato nella seconda metà della trasmissione (cioè dopo la comparsata salviniana). Vi sembra un caso? A me per niente. Così il candidato premier naziunal partenopeo l’ho solo incrociato. Lui usciva dallo studio ed io entravo … e confesso che mi ha fatto una sola impressione: mi è sembrato molto basso … anzi … più che basso direi … piccolo. UN PICCOLO INSIGNIFICANTE LEADERUCCIO NAZIUNAL PARTENOPEO che ha paura dei confronti pubblici con chi sa che lo metterebbe in difficoltà. Che un personaggio così insignificante rappresenti Napoli e la fogna italica non mi sorprende. I napoletani fanno benissimo a votarlo: è perfetto per loro. Che rappresenti invece noi lombardi … mi sembra invece una nostra gravissima responsabilità e sorprendente che alcuni fra noi ancora lo votino”

Giustamente, scrive Drusiana Vetrano su Identità Insorgenti:

Dove sono i Mentana di turno adesso? Dove sono i Gasparri che sbraitano delle dimissioni di de Magistris? Dove sono i Renzi, i de Luca, i piddioti che nei giorni scorsi hanno solidarizzato con Salvini?

Dove siete tutti voi, soloni del pensiero “democratico”, quando ad essere insultato da pezzi di Stato-seppur microscopici- è un intero popolo? Invocatela ora la legge Mancino. Non ce la fate, eh? E allora la invochiamo noi, chiedendo le dimissioni del sindaco di Cantù. Immediate e senza esitazioni.


19
Nov 16

Più magalliano di Magalli, Fulvio Abbate: i calabresi chiedano scusa

Ho ascoltato ieri sera Giancarlo Magalli discolparsi per le frasi contro i calabresi e minacciare querele.

Allora questo è il video, un documento in cui ognuno può verificare quanto dichiara il conduttore:

Ma come in ogni polemica che si rispetti e che riguardi meridionali e terroni, spunta sempre l’esponente radical chic meridionale che diventa più realista del re. Signori, ecco a voi Fulvio Abbate, giornalista e scrittore siciliano secondo cui a scusarsi dovrebbero essere i calabresi, permalosi e, come tutti i meridionali, in fondo un po’ mafiosi.

Io vi riporto lo screenshot di Intelligonews con l’intervista, così poi se l’autore si sente turbato o diffamato per quello che non avrebbe dichiarato puo’ far riferimento direttamente alla testata di cui sopra:

lutam

Abbate evidentemente appartiene a quella sinistra per cui il garantismo, l’antirazzismo e la lotta contro i pregiudizi valgono erga omnes tranne che per i “terroni” (chissà cosa avrebbe detto Abbate se anzichè telefonare ad un abitante di Rosignana, Magalli avesse espresso medesima “ironia” verso un cittadino di Tunisi, o Tel Aviv e lo dico avendo i geni di chi nel corso dei secoli ha conosciuto le persecuzioni e l’antisemitismo).

Non si spiegherebbero altrimenti frasi come: “Il Sud con tutta la sua cultura mafiosa e paramafiosa (lo sosteneva anche Gianfranco Miglio ideologo leghista, ndr)”, che generano, manifestate proprio da un comunicatore, quelle rappresentazioni generali ed astratte, lesive della dignità di un popolo, che identificano, poi, verso l’universalità dei meridionali quei sentimenti di sospetto e gomorrismo per i quali, ad esempio,  “Gomorra e il boss delle cerimonie rappresentano Napoli”.

Verrebbe poi da chiedersi come mai certa “ironia” sia sempre a senso unico. Voglio dire, visti gli sviluppi di cronaca, le classifiche sui reati, l’omertà diffusa anche a Settentrione (prego leggere queste intervista al commissario Antiracket) se avessimo sostituito Milano con Rosignana, chi avrebbe avuto da ridire? Parlare di mafiosità come caratteristica prettamente meridionale è ormai assolutamente anacronistico e fuori luogo; formare nuove generazioni su questo assunto vuol dire abbassare l’attenzione e diminuire gli anticorpi nei confronti di qualsiasi attività illecita che venga compiuta oltre i confini del Garigliano.

 


18
Ago 16

Apartheid Italia: se volete noleggiare un auto, non potete andare in terronia

Che cos’è Car2go? Un servizio attivo soprattutto in alcuni comuni come Roma e Milano, di car sharing, ovvero di condivisione dell’automobile per poter spostarsi, ammortizzare i costi ed inquinare meno, a fronte di un abbonamento mensile

E’ l’unico servizio attivo in Italia? No, ce ne seono svariati. Ma di certo è l’unico che, a Milano, vi vieta specificamente di muovervi da Milano verso Sud. Non qualsiasi Sud, ma proprio quello comunemente identificato entro i confini della Terronia.

Ah e non potete neanche andare all’estero. Quindi, di fatto, usando un sillogismo, per Car2GO Milano, Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata sono equiparate ..all’estero.

Ecco cosa è espressamente vietato dai nuovi contratti:

090302908-fcd1e932-f8d4-496a-b5f1-3133eeb88421

E’ la prima volta che gli utenti che viaggiano verso Sud sono penalizzati da questa sorta di apartheid? No, affatto. Ma fino ad ora si era assistito a forme di “scoraggiamento”, pagando una soprattassa. Un pizzo.

Nello specifico ci avevano già  provato due servizi di noleggio auto, la Rental Cars e la Sixt (cliccando sui link potrete leggere gli articoli in merito) che prevedevano tariffe più alte o condizioni più sfavorevoli per chiunque si muovesse nelle suddette regioni.

Mi chiedo dove stia guardando il garante per la concorrenza ed il mercato, oltre a tutti i parlamentari meridionali che si svegliano solo durante i periodi elettorali o quano necessitano di click per far andare avanti la baracca.

Intanto, qualche azienda edile sta pensando di costruire un muro alto alto alto fino al soffitto, all’altezza del Rubicone.


16
Ago 16

La scatologica estate della stampa italiana. Dove è l’ordine dei giornalisti?


Ho visto girare questa foto per più di 24 ore convinto fosse un fake, poi invece qualche ora fa ho letto  che è vera.Dopo i vaneggiamenti di Romdolino, le cicciottelle del Resto del Carlino, i titoli che cambiano a seconda della provincia de Il Mattino, diciamo che per la stampa italiana è proprio un’estate di merda e dimostra la crisi forte e profonda di una categoria.

Dove è l’ordine dei giornalisti davanti a titoli del genere? Razzisti ed offensivi nei confronti di tutti i meridionali.

Che dire del Foglio? Che forse dovrebbe rinunciare ai finanziamenti pubblici percepiti negli anni anche da quei terroni contribuenti somari con lode.

Ecco quanti ne ha presi secondo Wikipedia:


Il suo storico direttore Giuliano Ferrara a proposito del finanziamento pubblico di un giornale che ha una tiratura da carbonari ha dichiarato:

dal secondo anno dalla fondazione, il contributo dello stato, con il trucco della famosa Convenzione per la Giustizia che era un… Beh, un trucco, la legge dava una possibilità e noi l’abbiamo sfruttata, è un trucco nel senso che non era un vero partito, era un… Sì avevamo chiesto a due amici, Marcello Pera, che faceva parte del centro destra, senatore, e Marco Boato, deputato del centro sinistra, due persone amiche, due lettori del giornale, di firmare per il giornale, abbiamo fatto questa convenzione… un escamotage, sì, legale, perfettamente legale »

(Giuliano Ferrara su Report, Il finanziamento quotidiano, 23 aprile 2006)

E noi dovremmo farci fare la morale da un giornale fondato da un “trucco” che gli ha concesso di accumulare finanziamenti pubblici anche coi nostri contributi?

Titoli del genere non si leggevano neanche nel Sud Africa dell’apartheid e dopo le parole di Rondolino, credo che la società civile meridionale debba intervenire contro il continuo insulto razzista perpetrato nei confronti suoi e dei suoi figli. Dentro di me confido sempre in un messaggio che mi dimostri sia un fotomontaggio.

Ps: ricordo al direttore (che come di consuetudine si affetterà a dimostrare in qualche modo  le proprie origini meridionali) che da qualche anno i tribunali italiani includono “terrone” tra le fattispecie diffamatorie.