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15
Mar 16

PD vs PD : è scontro sulla RC auto per i virtuosi meridionali

  
Ve ne avevo parlato la scorsa settimana i senatori piddini stanno stravolgendo il senso di una norma, promossa dagli stessi deputati del PD, che avrebbe dovuto perequare le tariffe Rc Auto, mettendo fine ad una discriminazione che vede soccombenti gli automobilisti virtuosi del Sud.

Lo scontro tra le diverse anime del PD ormai è aperto, la denuncia è di due senatori (Cuomo e Sollo) del partito di Renzi dalle pagine del proprio sito:

“Poco fa si è chiuso, in Commissione Industria, il termine per la presentazione dei subemendamenti al ddl sulla concorrenza. Il dato politico che emerge con chiarezza è la volontà del relatore, esponente del mio stesso Partito, di cancellare con un’inaccettabile colpo di spugna la ‘Tariffa Italia’ che introduceva elementi di equità e giustizia in ordine alle tariffe assicurative”. Lo dicono i senatori dem eletti in Campania Vincenzo Cuomo e Pasquale Sollo.

“Una scelta che deploriamo e che contrasteremo in aula- continuano Cuomo e Sollo- Ancora una volta il Mezzogiorno viene schiaffeggiato attraverso provvedimenti che pare siano dettati da interessi di parte. Si cancellano le norme che eliminavano odiosi discriminazioni tariffarie su base territoriale e tutto ciò é tanto più inaccettabile perché tali interventi peggiorativi provengono dal Partito Democratico in Commissione”.

“Continueremo questa battaglia – concludono i due senatori dem – nella consapevolezza che il Sud non vale questo trattamento ingiusto ed inaccettabile. Davanti all’interesse dei cittadini e a battaglie di giustizia non si invochino discipline di partito, soprattutto se devono mascherare giochi di potere sulla pelle dei cittadini meridionali”.

La battaglia ormai diventa una questione di politica ed interessi territoriali. Come del resto accade da sempre.


10
Mar 16

E il Pd si rimangia pure la tariffa Rc Auto per i virtuosi. Esulta Il Giornale di Sallusti.

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Durante la scorsa campagna elettorale per accaparrarsi i voti di quei terroni di campani, pugliesi e calabresi, i deputati di ogni schieramento hanno fatto a gara a proporre la perequazione per le tariffe RC Auto. Un principio di civiltà giuridica che oggi sacrifica l buona fede di tutti gli onesti cittadini meridionali che si trovano a dover pagare tariffe fuori mercato (a Napoli costa più il premio assicurativo che uno scooter) in nome di un generico principio di elevata incidentalità territoriale o, peggio ancora, di elevato rischio truffe. Smentiti tra l’altro anche dai dati pubblicati dall’Aci quando proprio l’incidentalità diminuiva (e allora si tirava fuori dal cilindro, il coniglio della truffa).

Come, lo ripeto, se si fosse fatto pagare (principio abominevole e paradossale) ai parmigiani, o ai cittadini del Nord, il latte tre o quattro volte in più rispetto alla media nazionale dopo lo scandalo della Parmalat di Tanzi o quello delle truffe per le quote latte imposte dalla UE (per la cronaca gli importi delle multe sono stati estesi a tutti i contribuenti italiani e non su base regionalistica).

Per non farvela lunga i deputati e senatori del Pd, Impegno e Tomaselli in testa, hanno poposto la Tariffa Unica Nazionale il cui testo, uscito dalla Camera, prevedeva, per gli automobilisti virtuosi, uno sconto che doveva essere tale da «commisurare la tariffa applicata a quella media applicata a un assicurato con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle regioni con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo».

Contrordine campagni, probabilmente sotto le ingerenze delle lobby delle assicurazioni, i senatori piddini hanno cambiato idea. Lo spiega Marco Esposito su Il Mattino:

Il Partito democratico, però, è lo stesso Pd che ha promosso la Tariffa Italia e che anzi l’ha inserita tra gli obiettivi raggiunti dal governo Renzi. È scoppiato quindi uno scontro interno, ancora acceso in queste ore, tra chi come i parlamentari campani chiede il rispetto di quanto approvato con gran fatica alla Camera e chi nel Parlamento e nel governo non è sordo ai desideri delle compagnie assicurative, le quali si sono dette da subito contrarie a qualsiasi forma di tariffa vincolata.

La differenza tra il testo approvato alla Camera e l’emendamento presentato dalla maggioranza al Senato può apparire minima. Anche nel testo del Senato si parla di sconti per i virtuosi, sconti che devono essere «aggiuntivi e significativi» oltre che «obbligatori». E c’è persino una multa per chi non li pratica. Ma quelle parole, come ben sa una massaia, non vogliono dire nulla se non si conosce il prezzo al quale si applica il bonus. Lo sconto può anche arrivare al 70% come nei saldi di fine stagione, però se il prezzo nel frattempo viene aumentato il risultato finale non cambia. Davvero una beffa, in tale quadro, è il raddoppio del valore delle multe per le assicurazioni che non si adegueranno a queste condizioni: praticare uno sconto significativo su un prezzo deciso dalla stessa compagnia infatti non è certo un vincolo difficile da rispettare. L’assicurazione, in pratica, potrà alzare a piacere le tariffe a Napoli e a Caserta e poi praticare uno sconto significativo a chi installa la scatola nera, senza però portare il livello di prezzo del cliente in prima classe di Napoli allo stesso livello di quello in prima classe di Milano.

Manco a farlo apposta esulta un quotidiano come Il Giornale che per l’appunto scrive:

Se i rumors fossero confermati, gli automobilisti settentrionali potrebbero tirare un sospiro di sollievo perché cadrebbe definitivamente l’ipotesi della tariffa nazionale che avrebbe penalizzato le Regioni più virtuose

Qualcuno spieghi ai giornalisti de Il Giornale che in Italia la responsabilità civile, penale o amministrativa si misura su base individuale e non d’appartenenza regionale. Non esistono regioni più o meno virtuose di altre, semmai cittadini. Ma nell’Italia del terzo millennio si fa ancora fatica (per interessi) a comprenderlo.


30
Gen 16

A Brescia 900 veicoli senza assicurazione. Allora non succede solo a Napoli?

Solita battaglia antidiscriminatoria RC auto. Ci dicono che a Napoli un automobilista onesto e con fedina penale immacolata paghi il premio assicurativo più alto di Italia perchè maggiore il numero dei truffatori e di veicoli che circolano con contrassegno assicurativo falso. Così almeno le statistiche, resta il fatto che in questo modo il principio di responsabilità personale legata all’illecito va a farsi benedire.

Ma certe cose succedono solo a Napoli? Evidentemente no,  così su Brescia Oggi ecco i risultati di un controllo di 24 ore sulle strade della provincia, avvenuto il 27 gennaio:

I DATI FORNITI DAL COMANDANTE della Polizia provinciale Carlo Caromani parlano di una media giornaliera a ottobre di 250 veicoli privi di copertura assicurativa, con picchi shock: nell’arco delle 24 ore sono stati individuati su tutte le strade della provincia fino a 900 veicoli non assicurati, pari allo 0.6 per cento delle 200 mila auto che passano sotto gli autovelox. Se gli automobilisti, una volta, potevano scommettere sulle scarse probabilità di essere beccati, oggi a stanarli ci pensano gli autovelox che il Broletto ha seminato sulle strade.

 


23
Ott 15

Cormezz lombrosiano (per procura): il Sud è giusto che paghi Rc auto più cara

Guardate è da anni che seguo questa vicenda della tariffa RC auto più cara al sud, da quando ne parlava solo l’associazione MO Bast e nessun altro. Perché sembrava del tutto normale che un onesto incensurato napoletano pagasse la stessa tariffa rc auto di un pluri incidentante  utente della strada di una qualsiasi città d’oltre Rubicone.

Il Corriere del Mezzogiorno , illustre inserto del Corriere della Sera, pensa che sia giusto che al Sud si paghi di più perché : ci sono due Italie, sostanzialmente una che truffa e una che no.  Lo fa sistemando in prima pagina le teorie degli esperti del settore.

Io non so se la scelta editoriale deriva da un un sincero sentimento lombrosiano o per compiacere le compagnie che pubblicano inserzioni pubblicitarie sul giornale (e forse sono anche tra gli azionisti della RCS) ma vale la pena di ricordare che in nessun paese con un minimo di cultura del diritto, si estende la responsabilità penale per appartenenza geografica. Altrimenti , analogamente, a causa della querelle sulle quote latte non rispettate e per la mega truffa Parmalat, al Nord il latte dovrebbe costare tre o quattro volte in più che altrove. Ma sarebbe un abominio giuridico, proprio come l’estensione ,a livello della collettività municipale o regionale, delle eventuali responsabilità penali individuali.

 
Ci sono due Italie? Si lo sappiamo da tempo ed analogo discorso riguarda anche il costo del denaro. Il sud riparte, basta chiacchiere e piagnistei? Come no, stai sereno.


19
Set 15

RC Auto a Napoli: basta pregiudizi e litanie sulle truffe per giustificare la speculazione

di Mattia di Gennaro, Unione Mediterranea:

Ormai è chiaro: Cesare Lombroso, a più di un secolo dalla sua morte, continua a mietere fan. No, questa volta non parliamo di Rosy Bindi ma di un giornalista da decenni trapiantato negli USA, dove fa l’inviato speciale per “IlSole24Ore”. Stiamo parlando del signor Claudio Gatti e del suo articolo apparso su “IlSole” domenica scorsa, intitolato “RC auto, il Sud paga il conto dell’illegalità”, un concentrato di approssimazioni tendenziose che non rendono affatto giustizia alla eppur luminosa carriera del giornalista emigrato.

Ma andiamo per gradi e proviamo a commentare con lucidità questo pezzo che, vi assicuro, non sfigurerebbe sulle pagine leghiste de “La Padania”.

Claudio Gatti inizia col prendere di mira Marcello Taglialatela, deputato di Fratelli d’Italia, reo di aver presentato lo scorso marzo, un’interrogazione parlamentare con la quale aveva chiesto che fosse fatta chiarezza sui motivi per i quali le compagnie assicurative applicano tariffe più alte in Campania e, in generale, nel Mezzogiorno rispetto ad altre aree della Penisola. Ebbene, per il nostro giornalista, il tentativo di Taglialatela di capire le cause di quella che per tanti ormai sembra una discriminazione territoriale bella e buona viene apostrofato come uno “schiamazzo etnico-politico”.

Ma siamo appena all’inizio. L’inviato speciale de “IlSole” cita, poi, un’inchiesta condotta dallo stesso quotidiano economico sulla base delle più recenti rilevazioni sugli incidenti e i comportamenti stradali degli italiani. Secondo Gatti, tale inchiesta porterebbe “a concludere che il divario tra Nord e Sud non è attribuibile a volontà discriminatorie o, peggio, all’ingordigia degli assicuratori del Sud, bensì a fattori oggettivi sui quali, volendo, si potrebbe intervenire”. Ora, a parte che di assicuratori del Sud, intesi come compagnie assicurative con sede legale nelle regioni meridionali, non ne esistono proprio (e basta andare sul sito dell’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioniper credere), siamo davvero curiosi di conoscere quali siano questi “fattori oggettivi” che incidono appesantendo le polizze degli automobilisti mediterranei. Secondo il giornalista romano sono: le tasse , i costi dei sinistri, le frodi e i comportamenti degli automobilisti.  Ma se sulle tasse, udite udite, “non ci sono differenze tra Nord e Sud, […] ci siamo concentrati sul costo dei sinistri, il rischio frodi e i comportamenti di guida. Ebbene, l’analisi fatta da IlSole24Ore, senza un singolo dato in controtendenza, dimostra che in tutte e tre le categorie i numeri del Sud sono peggiori di quelli del Nord, e quindi spiegano o giustificano economicamente premi più alti”.

Il primo dato che il nostro “inchiestista” d’esportazione analizza è la frequenza dei sinistri, definita come il totale degli incidenti diviso il totale delle auto circolanti: dai dati forniti dall’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania), relativi a non si sa bene quale periodo, il valore al Nord è del 5,67%, al Centro del 6,64% e al Sud del 6,23%. Lette con equidistanza, queste cifre lascerebbero esclamare al lettore medio che siamo in una situazione di sostanziale equità, in cui addirittura il Centro Italia ha una frequenza media dei sinistri maggiore del Mezzogiorno; tuttavia, il nostro Gatti ha un obiettivo preciso che è quello di convincere il lettore che al Sud vive una tribù di automobilisti imbroglioni e fuori dalle regole che per forza devono pagare di più l’assicurazione. E il nostro, infatti, ammette che il Sud ha una frequenza dei sinistri del 6,23% ma aggiunge tra parentesi “con punte del 10,43% a Napoli”. Certo, e come poteva mancare la citazione a Napoli quando di incidenti, truffe e altri reati.

Pure Salvini, in un recente post su Facebook, ha incoronato Napoli “capitale italiana delle truffe alle assicurazioni auto”, ennesima prova della totale disinformazione in merito all’argomento. Il peggio è che ha incassato migliaia di “mi piace” e condivisioni che avranno l’effetto di aumentare ulteriormente il pregiudizio verso i napoletani e i mediterranei. in generale.

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Per amore di verità e per combattere l’odioso pregiudizio verso la capitale del Mezzogiorno, abbiamo analizzato gli ultimi rapporti annuali dell’Ania, in particolare l’ultimo del 2014-2015, nella speranza di trovare i dati citati dal nostro segugio ma non li abbiamo trovati. Evidentemente, Gatti avrà richiesto direttamente all’Ania dati più aggiornati. Quello che abbiamo, invece, trovato nel rapporto Ania è questo passaggio molto meno “lombrosiano” di quello apparso domenica scorsa su “IlSole” ed enormemente più efficace per comprendere la distribuzione della frequenza dei sinistri durante il 2014: “Analizzando la distribuzione dell’indicatore di frequenza sinistri a livello territoriale, si nota che la provincia dove si è registrato il valore più elevato nel 2014 è Napoli (10,02%) […]. Anche in alcune province della Toscana, tuttavia, la frequenza sinistri ha mostrato valori superiori alla media nazionale: in particolare a Prato (8,52%), a Firenze (6,93%) e a Pistoia (6,60%). Più in generale, in molte delle città più grandi, dove evidentemente la circolazione e quindi l’esposizione al rischio di incidente è più elevata, a prescindere dalla zona geografica, si sono osservati valori della frequenza sinistri oltre la media nazionale (Genova, Roma, Torino, Palermo e Milano)”. In pratica, è sostanzialmente normale che in città grandi come Napoli, ma anche Milano o Roma la frequenza dei sinistri sia più elevata della media. E ancora: “Poche sono le province invece dove la frequenza sinistri ha evidenziato, seppur in modo contenuto, un aumento. A Verbania ed Enna l’indicatore è salito in media del 3%, mentre a Sondrio, Novara e Caltanissetta l’aumento medio è stato del 2,4%”. Insomma, Verbania vale Enna, Novara o Sondrio valgono Caltanissetta, eppure per qualcuno è giusto che i cittadini a sud di Roma paghino di più.

Nella figura sotto riportata, tratta dal rapporto Ania, risulta semplice osservare quanto sia sostanzialmente omogenea la distribuzione della frequenza dei sinistri in Italia.

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Claudio Gatti, poi, si cimenta in un sapiente uso delle percentuali con l’intento di esaltare il civilissimo Nord ai danni del selvaggio Sud: “L’incidenza dei veicoli non assicurati al Nord è di 6,8% e al Sud è addirittura del 15,2% (si pensi che la media europea si attesta attorno al 3%)”. Pur ammettendo la veridicità dei dati, riteniamo che il dato sia stato preso con troppa leggerezza e desideriamo fare maggiore chiarezza.

Nel Mezzogiorno i redditi sono mediamente più bassi che nel resto d’Italia, mentre le tariffe RCA in media più elevate. La conseguenza di questa situazione è che per alcune famiglie l’auto diventa sempre più un bene di lusso a cui, purtroppo, non si può rinunciare, considerando anche il livello cronicamente mediocre delle infrastrutture e dei trasport pubblici al Sud. Intendiamoci, non stiamo assolutamente dicendo che sia giusto non pagare l’assicurazione, ma se un padre di famiglia ha bisogno necessariamente dell’auto per recarsi al lavoro e non riesce a permettersi il costo della polizza e tenta in tutti i modi di evitare di fare incidenti, non ci sentiamo di condannarlo.

Ci chiediamo, piuttosto, cosa spinga quasi sette automobilisti settentrionali su cento a non assicurare il proprio mezzo, dato il livello mediamente più elevato del reddito, dei servizi pubblici e dei trasporti e, soprattutto, le tariffe RCA mediamente più basse.

Per cercare di capire se il vizio di non assicurare l’auto è un “fattore costitutivo” del popolo mediterraneo, abbiamo ancora una volta spulciato i dati dell’ultimo report Ania. Ciò che abbiamo scoperto è che il numero dei veicoli non assicurati è in trend crescente consideranto tutte le macroaree italiane, e non solo nel Sud-maglia nera che, come abbiamo visto, seppur non sia del tutto innocente, ha sicuramente delle attenuanti.image004

Dove Claudio Gatti da il meglio di sé nel denigrare il popolo mediterraneo è nella declinazione degli episodi di frode ai danni delle assicurazioni che, secondo il nostro emigrato eccellente, hanno “una diffusione più sistematica al Sud”. Per dimostrare questo teorema riporta due episodi di truffe organizzate ai danni delle compagnie assicurative, di cui assolutamente non dubitiamo l’esistenza, avvenuti a Taranto e nella provincia di Caserta. Peccato, che il nostro distratto giornalista (per carità, vivere negli States non aiuta ad avere un occhio attento sui fatti italiani) abbia dimenticato di citare, ad esempio:

  • i Novanta a processo a Torino per truffa alle assicurazioni (tutti figli di terroni, nè?);
  • assicurazioni truffate in Lombardia: anche due aborti per aumentare il risarcimento truffe;
  • Roma, maxi-truffa alle assicurazioni: 67 rischiano processo. Ci sono anche medici e avvocati;
  • finti incidenti in Veneto, scoperta truffa da 200mila euro (organizzati da un pugliese e da un veneto di Dolo (nomen omen).

Come avete visto, frodare le compagnie di assicurazione non è un malcostume solo del Sud ma è un aspetto piuttosto diffuso in tutta la Penisola. Dopotutto, a una lettura più attenta dell’articolo di Gatti, questa sostanziale “unità d’intenti” emerge, anche se il nostro giornalista, con mestiere, è abile a celarla, in nome della sua tesi denigratoria.

“E veniamo all’annoso problema delle frodi. L’ANIA ci ha fornito i numeri dei sinistri esposti a rischio frode, e al Nord sono lo 0,895% mentre al Sud il 2,039 percento”. Per, far emergere che i meridionali sono delle brutte persone che vanno in giro a fare truffe e imbrogli, Claudio Gatti  si spinge fino alla terza cifra decimale della percentuale dei sinistri sospettati di frode: 0,895%, praticamente quasi 1% di sospette frodi al Nord contro il 2,039 percento (si, scritto per esteso, così sembra più grave), ovverosia il 2% al Sud. 1% contro il 2%, anche qui sostanziale uguaglianza che, a nostro avviso, non giustifica affatto la differenza tra le tariffe RCA tra Nord e SUD.

Ma Gatti continua “L’IVASS ha invece appositamente estrapolato per noi la percentuale di sinistri contestati per frode nel 2014 sul totale di quelli denunciati: al Nord sono lo 0,9% e al Sud quasi il quadruplo: il 3,5%. L’IVASS inoltre elaborato i dati dei sinistri oggetto di specifiche istruttore per sospette frode ma non contestati [l’ortografia, questa sconosciuta] accertando che sul totale di 222mila, meno di 66mila sono avvenuti al Nord e oltre 82mila al Sud”. Parliamo, non di frodi accertate ma di sospetti, ma il Gatti cita i numeri come se fossero delle prove schiaccianti di colpevolezza. Addirittura, utilizza le migliaia in luogo delle sue amate percentuali. Questa volta le usiamo noi e scopriamo che 66mila sospette frodi a Nord sul totale di 222mila fa circa il 30%, 82mila su 222mila fa circa 37% al Sud. Anche qui, tra 30% e 37 % non ci vediamo tutta questa differenza, considerando specialmente che le differenze di tariffe tra Sud e Nord sfiorano spesso il 50%.

Eppure Umberto Guidoni, responsabile auto di Ania, ha affermatio “Se in alcune zone del Sud le polizze RC auto sono care è perché i sinistri sono più frequenti e costosi. Tanto è vero che a Potenza, dove la frequenza dei sinistri è pari a quella di Vercelli, si paga di meno di altre città del Sud”. Però, per un arcano motivo a Potenza la polizza RC auto costa in media più di Vercelli ed è tutto in questo dettaglio la palese discriminazione territoriale applicata dalle assicurazioni.

Guidoni non si accontenta e va giù duro “In certe aree del Paese la frode assicurativa non viene considerata un atto illegale. Come dice il Censis è una specie di ammortizzatore sociale. Aggravato dalla presenza della criminalità organizzata e da condizioni economiche peggiori”. Dopotutto cosa ci si aspettava da un esponente dell’associazione di categoria delle assicurazioni, che ammettesse forse che qualcosa nel loro modo di calcolare le tariffe va a svantaggio degli assicurati, riempiendo in modo ingiustificato le casse delle compagnie?

Torniamo al nostro Claudio Gatti che, in ultima istanza, analizza i comportamenti di guida dei meridionali e lo fa citando i dati tratti da uno studio sull’utilizzo di alcuni dispositivi di sicurezza e del cellulare alla guida, finanziato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

La premessa dello studio è tutta un programma “Poiché erano attese, anche sulla base delle osservazioni effettuate negli anni precedenti, maggiori criticità nel Sud del Paese, ci si è concentrati soprattutto in quest’area”, che parafrasando significa “al Sud non ne abbiamo fatta passare liscia neppure una, abbiamo rilevato tutte le infrazioni”.

Difatti, lo studio ha rilevato che quanto a uso di cinture di sicurezza e seggiolini per bambini il Nord è più virtuoso del Sud. Sostanzialmente in pareggio, invece, il dato sull’uso dei cellulari alla guida e dei caschi (99,7% al Nord, 93,2% al Sud), ma, udite udite, al Sud “una quota marcata di utenti delle 2 ruote, pur indossando il casco, lo teneva slacciato o non correttamente allacciato”. Capito, state attenti la prossima volta che vedete qualcuno col casco slacciato, sappiate che sta facendo lievitare anche il costo della vostra polizza assicurativa.

“A questo punto non c’è da sorprendersi se il costo medio dei sinistri e di 4.218 euro al Nord e di 4.977 al Sud”, sentenzia con sicumera l’inviato in America con il pallino della RCA., senza indicare da quale fonte ha preso i dati.

Giusto per fare chiarezza, il costo medio di un sinistro rappresenta l’esborso atteso da parte della compagnia, quando un proprio assicurato commette un incidente e, in linea di principio, sembra giusto che laddove gli esborsi siano stati mediamente più alti si paghi di più per la RC auto. Il problema è: quanto di più?

Per risolvere questo dilemma e cercare di capire meglio le dinamiche attorno alla definizione dei prezzi delle polizze RCA, nel Marzo 2013, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (anche Agcm o Antitrust) ha emesso la relazione denominata “Indagine conoscitiva riguardante la Procedura di Risarcimento Diretto e  gli assetti concorrenziali del Settore Rc Auto” (AGCM IC42). In questo documento si evidenzia come sia possibile che in due città come Napoli e Milano, comparabili in termini di densità abitativa, alta frequenza di sinistri e medio “costo medio”, le compagnie assicurative applichino prezzi più alti di circa il 60% a sfavore della città partenopea, il tutto senza una chiara definizione delle tariffe. Emblematica la figura, tratta dalla relazione dell’Agcm, che mostra il rapporto tra il livello medio dei premi e la frequenza dei sinistri. L’analisi dei dati sottolinea la marcata esistenza di una correlazione positiva tra questi due fattori, ovvero nelle province dove i sinistri sono più frequenti il livello dei premi è mediamente più elevato; tuttavia, tale principio non sembra valere per tutte le province considerate. Se prendiamo, a titolo esemplificativo, i pallini relativi alle province di Milano e Napoli, si vede chiaramente che, nonostante per entrambe vi sia la medesima frequenza (elevata) sinistri, i premi a Napoli sono di oltre il 60% più salati che a Milano, dove un assicurato paga non solo meno della media ma meno, ad esempio, di Caserta, provincia caratterizzata da una frequenza di sinistri addirittura più bassa!

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Pure l’immagine sotto che mostra la relazione esistente tra il livello dei premi e il costo medio dei sinistri non lascia dubbi nell’indicare l’esistenza di una correlazione positiva tra le due variabili (le province dove i sinistri sono più costosi sono caratterizzate da livelli dei premi mediamente più elevati), tuttavia ciò che sconcerta è l’elevata variabilità dei premi medi provinciali a parità di costo medio dei sinistri. Per esempio, il premio medio a Napoli è più del doppio di quello di Mantova, pur avendo entrambe le province lo stesso costo medio dei sinistri. Una spiegazione di tale differenza (Mantova vs. Napoli) può essere solo in parte ottenuta dal confronto della figura 2 con la precedente figura 1, dalla quale si può vedere come, rispetto a Mantova, Napoli è una provincia caratterizzata da una frequenza sinistri elevata, il che tende a riverberarsi sul livello dei premi.

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Come si è potuto vedere, i dati riportati dalle analisi dell’Antitrust evidenziano l’esistenza di un ingiustificato pregiudizio verso gli assicurati meridionali che le compagnie assicurative applicano nella determinazione delle tariffe; ingiustificato alla luce anche della mancanza di trasparenza, per la quale non è chiaro quali siano i fattori determinanti nel calcolo dei prezzi delle polizze. E il discorso della maggiore incidenza delle frodi assicurative nelle regioni meridionali è un discorso che non regge. È, invece, nota, attraverso la stessa indagine dell’Antitrust “AGCM IC42”, l’esistenza di una serie di inefficienze operative nelle politiche adottate delle compagnie assicurative per combattere il fenomeno delle frodi.

Unione Mediterranea è da sempre schierata in prima linea per combattere la discriminazione tariffaria RC auto che le compagnie assicurative applicano nei confronti degli automobilisti mediterranei. Anche Mario de Crescenzio, presidente dell’associazione “MO BAST!”, da anni impegnata contro le discriminazioni territoriali, soprattutto in tema RC auto, ha commentato per noi l’articolo di Gatti

“Che dire, fare un’inchiesta sulle assicurazioni al Sud chiedendo i dati e il parere di Ania è come, diciamo a Napoli, chiedere all’acquaiolo com’è l’acqua? Che volete che risponda, che è freschssima anche se poi tando fredda non è. Così come l’acquaiolo, l’Ania, l’associazione delle compagnie assicurative, si fabbrica i dati in casa e li diffonde per i proprii scopi, tra i quali, appunto, c’è quello di mettere in cattiva luce gli assicurati meridionali, campani e napoletani in primis, per giustificare l’applicazione di tariffe spropositate e far passare il messaggio che, addirittura, sia pure una cosa giusta.

Ma i dati statistici dell’IVASS, nonostante provengano dalle stesse compagnie, non parlano affatto di una maggior sinistrosita’ nelle province meridionali; anzi, il rapporto S/P (rapporto tra sinistri pagati e premi incassati) osservato negli ultimi 5 anni nelle diverse province italiane, ci dice che città come Milano o Napoli sono, più o meno, sugli stessi livelli. Abbiamo paragonato Milano e Napoli poichè hanno caratteristiche sicuramente piu’ omogenee. Anche l’Antitrust, nell’ultima indagine conoscitiva sul mercato delle assicurazioni, pubblicata nel 2013, ha evidenziato come Napoli e Milano siano sugli stessi livelli considerando frequenza di sinistri e costo medio degli stessi. Tuttavia, a Napoli si pagano centinaia di euro in più che a Milano!

Un altro aspetto fondamentale su cui puntare l’attenzione è sicuramente il discorso sulle frodi. In realtà, non esistono dati statistici che permettano di di affermare con certezza che in una città come Napoli si commettano più frodi che altrove; tutto ciò viene millantato dalle compagnie assicurative sulla base di proprie valutazioni di eventi sinistrosi che le stesse giudicano frodi; e qui ritorniamo al discorso dell’acquaiolo a cui se chiedi perchè a Napoli si paga di più la RC auto, ti risponderà perchè secondo me, fate troppe frodi. Opinioni, dunque!

E dico che non è possibile accertare la fraudolenza degli assicurati napoletani, perchè queste presunte frodi non vengono denunciate quasi mai dalle compagnie, venendo a mancare una valutazione di un organo terzo, la magistratura nella fattispecie, che accerti la natura fraudolenta del sinistro. E l’Antitrust, nella succitata relazione, dice a chiare lettere che le compagnie non hanno interesse ad esercitare azione di contrasto alle frodi in quanto per loro è più semplice scaricarne i costi sulle tariffe applicate ai cittadini.

Come si vede, a loro è concesso di non dimostrare NULLA, di dire stupidaggini e, soprattutto, di raccontare queste cose ai giornalisti che a loro volta diventano la loro grancassa.

Spesso mi è capitato di osservare l’evidente volontà delle assicurazioni a non esercitare azioni di contrasto alle frodi; le compagnie hanno, invece, interesse a pagare i sinistri di piccoli importi, per ragioni di tipo fiscale e tariffario.

Poi ci si mette anche Salvini, a cui ho risposto che se vuole che dire Napoli è la capitale delle truffe assicurative che produca e pubblichi i dati statistici a supporto di quanto detto. Nessuna risposta da parte sua e, temo, che non ne arriveranno mai”.


03
Gen 15

Facile.it: i più indisciplinati al volante in Toscana e Lazio. Calabria fanalino di coda.

Riporto una breve inchiesta del sito di preventivi online Facile.it sui comportamenti tenuti dagli italiani al volante.

Giusto per rimarcare, in maniera non esaustiva si intende, la solita, inutile, indecente discriminazione assicurativa per le regioni meridionali, con la provincia di Napoli in testa, tendenza questa contraria a qualsiasi principio di civiltà giuridica e che di fatto crea discriminazioni territoriali profonde alla faccia della Costituzione, secondo l’inchiesta condotta dal sito le regioni più indisciplinate al volante risultano essere Toscana e Lazio, con la Calabria fanalino di coda.

Mentre non è ancora chiaro come e in che misura il ddl di Riforma del codice delle assicurazioni stradalimodificherà i premi degli automobilisti italiani, è certo che per molti di loro l’anno nuovo sia già contrassegnato da rincari; secondo le rilevazioni del portale per la comparazione di assicurazioni auto Facile.it, saranno oltre un milione e mezzo gli italiani che, per aver provocato un incidente nel corso dell’ultimo anno, saranno costretti a pagare un premio assicurativo più elevato.

Facile.it, che ha analizzato oltre 500.000 preventivi effettuati sul sito negli ultimi 30 giorni, ha rilevato come dopo il calo registrato nel 2014 sia tornata a crescere, sia pur leggermente, la percentuale di automobilisti penalizzati per aver causato un sinistro: oggi rappresentano il 4,09% degli utenti alle prese con il rinnovo della loro assicurazione, un anno fa erano il 3,67%. In numeri, si stima che a pagare un premio maggiore saranno 300mila italiani in più del gennaio 2014. […]

Considerando invece la categoria professionale dichiarata in fase di preventivo, anche quest’anno sono i liberi professionisti a chiedere più spesso l’intervento della compagnia assicuratrice, e ad esserne penalizzati con un cambio di classe: tra di loro la percentuale arriva al 5,38%. Li seguono a ruota i medici e gli infermieri, anch’essi con una percentuale superiore al 5% (precisamente il 5,26%); i più prudenti sono (e sarebbe stato strano il contrario) i vigili urbani e gli appartenenti alle forze armate: tutori dell’ordine e delle strade, sono quelli che cambieranno meno di tutti la propria classe di merito.

Se si prendono in esame le differenze tra le regioni italiane, dopo il secondo posto registrato lo scorso anno la Toscana torna a riprendersi lo scettro di regione più “indisciplinata”. Qui, infatti, la percentuale di automobilisti che hanno dichiarato di aver causato un incidente nel 2014 è tornata a superare il 5% (è al 5,40%), seguita dalla regione Lazio, che l’anno scorso era terza (e adesso registra il 5,35% di cambi classe), e dalla Liguria che è terza con il 5,08% di cambi. Fanalino di coda la Calabria (solo il 2,40% degli automobilisti ha dichiarato di aver avuto un incidente con colpa) e la Puglia (2,59%).


07
Lug 14

Al Sud calano i sinistri ma non le tariffe RC auto

Secondo quanto riportato dal report «Truffe assicurative in Italia, analisi socio economica e possibili rimedi» scritto Maurizio de Dominicis ed edito da Think Thanks, che è stato oggi presentato a Napoli a bordo della MSC Splendida nel cordo del convegno«Legalità e questione sociale: rischi e costi dei fenomeni fraudolenti».

Quello che si rileva è un drastico calo dei sinistri al Sud. In particolare il calo più consistente si registra a Napoli con un -33,9% in volume e un -33,6% in valore. Un calo consistente che precede di poco quello fatto registrare in altre città del centro sud come L’Aquila (-31,4% in volume e -28,1% in valore), Campobasso (-32% ma solo -11,9% in valore), Bari (-31,1% e -20,1%) e Reggio Calabria (-29,1% in volume e 14,3% in valore) (fonte Il Mattino)

La domanda sorge spontanea e per questo blog ormai consueta: perchè si continua a pagare quattro volte tanto di Rc Auto, a Napoli, ad esempio, rispetto ad altre città del Nord?


05
Giu 14

Firma anche tu contro la discriminazione territoriale assicurativa

Se c’è un tema per cui da sempre questo blog si batte è quello contro la ingiustificata ed incostituzionale differenziazione (discriminatoria) territoriale sulle tariffe RC Auto.

Il comune di Napoli si schiera con un comitato per la raccolta delle firme per la presentazione di una progetto di legge di iniziativa popolare contro questa forma di discriminazione.

Ecco il comunicato:

l Comune di Napoli da tempo ha denunciato gli abusi tariffari delle compagnie di assicurazione, sensibilizzando sulla questione le istituzionali nazionali ed europee.

Inoltre, da alcuni anni ha messo in campo la Rca Napoli Virtuosa, la tariffa assicurativa agevolata per i cittadini in regola con le imposte locali.

La nostra battaglia di civiltà però non finisce qui! Siamo parte di un Comitato che ha presentato un Progetto di legge che, se approvato, consentirà ai cittadini napoletani un risparmio annuo dai 500 ad oltre 1.000 euro. Tre i punti rilevanti dell’iniziativa:

  1. A parità di sinistrosità o di virtuosità non ci possono essere tariffe diversificate su base territoriale;

  2. Tuteliamo il reddito dei cittadini, perché l’applicazione di un principio di giustizia sociale consentirebbe un risparmio molto consistente per tanti nuclei familiari;

  3. Combattiamo l’illegalità, perché il pretestuoso caro-assicurazione sta facendo lievitare il numero di coloro che non sono in regola.

I più recenti dati pubblicati dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni parlano chiaro: un automobilista nella I classe Bonus/Malus (massimo sconto) e con massimale minimo di legge passa da € 485 se residente a Milano a € 1200 se residente a Napoli. Un cittadino che risiede in un Comune del Sud Italia paga, quindi, per il premio assicurativo – a parità di sinistrosità – fino al triplo rispetto ad un cittadino che risiede in altre province italiane, ciò in aperta violazione del principio di uguaglianza.

Qui il testo di legge e la lista dei Municipi dove è possibile firmare.


12
Mar 14

Gli sterili proclami dei cacciatori di voti contro la discriminazione Rc auto

Ve li ricordate i candidati che durante la campagna elettorale elemosinavano voti al sud, con teatrale e twittarola indignazione sul problema della discriminazione sulle tariffe assicurative?

Bene. Tenete presente che in parlamento hanno votato tutt’altro.

La notizia è riportata dal Blog di Beppe Grillo:

Nel corso della recente discussione del decreto “Destinazione Italia”, il Movimento 5 Stelle tramite il portavoce al Senato Sergio Puglia ha proposto una tariffa-premio per gli assicurati che non hanno denunciato sinistri negli ultimi cinque anni. Agli automobilisti virtuosi sarebbe stata riconosciuta l’applicazione del premio più basso previsto sull’intero territorio nazionale.

La norma avrebbe eliminato una buona parte delle discriminazioni tariffarie in tema RC auto messe in atto dalle compagnie assicurative.

 

Inutile far notare che hanno tutti votato contro questo emendamento, tranne chiaramente il Movimento di Grillo che proponeva l’emendamento. E il virtuoso automobilista di Napoli, o Palermo, classe prima, mai incidenti in vita sua, continuerà a pagare tanto quanto un automobilista indisciplinato, con incidenti provocati negli ultimi 5 anni, residente ad altre latitudini.

Non temete. A ridosso delle europee si ripresenteranno per mostrare indignazione contro questa palese sperequazione.

That’s all folks…

 


07
Feb 14

“RC auto?Finalmente una legge che salva le tasche al sud” disse il biscazziere con le tre carte

Nell’ormai consueto orgasmo da buona notizia, quello che resta del giornalismo peninsulare si spertica nelle lodi lodi lodi (dopo il decreto per la terra dei fuochi) sul nuovo decreto Rc Auto.

Finalmente i terroni smetteranno di lamentarsi, abbiamo abbassato le tariffe anche a loro.

Disse il biscazziere mentre mostrava l’asso di bastoni nella sinistra, e con la destra riassettava l’asso di coppe e di denari. Questa vince, questa perde, dov’è l’asso di denari?

“Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%: chi pagava un premio Rc Auto di mille euro all’anno avrà dunque una decurtazione a 770 euro”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, che sottolinea come il provvedimento sia “teso a ridurre i costi dell’assicurazione auto, consentendo l’apposizione di alcune clausole contrattuali che mirano a vanificare le richieste fraudolente di risarcimento e ad assicurare riduzioni del premio assicurativo”.

A parte che affermare “il totale delle riduzioni previste”, vuol dire semplicemente che la riduzione può arrivare al 23% ma anche no, non si risolve il problema fondamentale (ed anticostituzionale) di tariffe rc auto differenziate su base esclusivamente territoriale.

Il governo afferma che “Il totale delle riduzioni previste dal governo è del 23%”, ma su quale base si calcola questo risparmio del 23% se non esiste una tariffa unica nazionale? Morale? Chi pagava meno continuerà a pagare di meno e non perchè è più virtuoso di un altro, solamente perchè ha la residenza in Veneto piuttosto che in Campania (bene inteso per ottenere lo sconto fino al 23% ci manca poco che tu debba comunicargli chi porti a bordo, la taglia ed il numero di scarpe, e se soffri di stitichezza).

Questo assunto, contrario ai più elementari principi di diritto (forse perfino l’ordalia è più equa), crea differenziazioni paradossali. Il signor Procolo, virtuoso automobilista puteolano, mai un incidente in 30 anni di guida, continuerà a pagare due o tre volte in più del signor Ambrogio stessa anzianità di patente, ma con l’addebito di un paio di incidenti causati nella propria storia automobilistica.

È questo il principio fortemente discriminate che elude e deroga ogni garanzia sulla responsabilità esclusivamente personale delle azioni che ciascuno di noi compie. O forse il mio vicino di casa, condannato per furto, condivide con me la sua pena?

Sarebbe come a dire che a Parma il latte dovrebbe costare di più a causa dello scandalo della Parmalat che ha ridotto sul lastrico tanti piccoli risparmiatori. Vi sembra paradossale? Bene allora via appaia paradossale anche il fatto che un onesto cittadino senza aver mai procurato un incidente, paghi lo stesso premio assicurativo di un altro, che in una differente area geografica, del medesimo paese nonostante truffe o danni provocati paga di meno.

Il principio, che attualmente sottende la differenziazione sull’ammontare dei premi assicurativi, è nient’altro che lombrosiano e presuntivo di una tendenza alla delinquenza su base municipale.

Sempre che non sia la prova provata che il Paese sia formalmente lo stesso. Io non credo.