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31
Ott 14

Terra dei Fuochi extraterritoriale: rifiuti tossici dall’Australia in Lombardia

Terre dei Fuochi…extraterritoriali, fuori ai confini meridionali. Succede in Lombardia dove un’inchiesta del Corriere della Sera mette in evidenza un traffico di rifiuti tossici proveniente da Australia e Paesi dell’est.

La denuncia è del procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso che aggiunge: «Viaggiano in cargo o di notte sui vagoni. Il distretto bresciano e quello contiguo milanese sono il punto di riferimento di tutto il traffico di rifiuti di ogni tipo e di ogni genere che si è spostato da Sud a Nord». Le associazioni ambientaliste parlano di oltre 30 milioni di tonnellate di scorie accumulate sul territorio bresciano dal dopoguerra ad oggi. «Secondo i nostri studi – spiega lo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti – a pieno regime da queste parti si producono anche fino ad un milione di tonnellate di scorie all’anno»(fonte Corriere della Sera).

Secondo il Corsera i rifiuti tossici provenienti dalla Slovenia e dagli altri paesi dell’Est,  arrivano in container ma anche su rotaie in Lombardia, attraversi quelle delle linee ferroviarie in parte dismesse dei distretti industriali. I rifiuti provenienti dall’Australia arrivavano in container trasportati con delle navi attraverso l’Oceano Indiano e il canale di Suez. Si tratta prevalentemente di carichi di ceneri e scarti di demolizione con concentrazioni di cianuri, fluoruri e bauxite

Ora alcune domande nascono spontanee. Cosa diranno quelle aziende di produzione alimentari che ci tenevano ad evidenziare la provenienza non campana dei propri prodotti, perchè coltivati esclusivamente nel Nord Italia? (Vedi quella nota azienda di conserve di pomodori). Cosa rimprovereranno ai cittadini delle aree coinvolte? Che sono stati omertosi e conniventi così come hanno riferito ai cittadini delle aree del casertano e del napoletano?


26
Lug 14

Molise oscuro: ecocidio di un territorio

Dovremmo stupirci? Ormai non più. Che il Sud, come la Somalia ed alcuni territori dell’Africa, fosse stato eletto a discarica dei rifiuti tossici delle aziende del Nord è una realtà acclarata dal punto di vista storico e giudiziario, condivisa e funzionale alla “locomotiva del paese”, che per affrontare le sfide del mercato globale, si serviva di criminalità locale e beneplacito di “settori deviati” dello Stato, per ottenere costi di smaltimento più bassi. Drogando così anche il mercato.

«Ricordo i camion che andavano a scaricare, passavano sulla strada. Portavano una terra nera e fumante, ancora bollente. Scaricavano in continuazione, mi ricordo tutto». Solo alcune delle testimonianze raccolte nel report 2014 “Molise oscuro”.

Molise Oscuro (Ecocdio di un Territorio) è un racconto, ben documentato, di Vincenzo Musacchio. Racconta di una piccola regione che fa poco clamore ma che da tempo suscita l’interesse di industriali senza scrupoli e della criminalità per lo smaltimento di rifiuti tossici e pericolosi.

Scrive Musacchio

In Molise (di tir) ne circolano a decine ogni giorno e il percorso è sempre lo stesso: dal casello autostradale di Caianello i camion passano per Venafro, Isernia, Bojano e finiscono nella zona di Campobasso, dove scompaiono misteriosamente per poi riapparire sulla Statale 87 in direzione contraria. Avanti e indietro, dal lunedì al venerdì. Non si sa con quali scopi, ma dopo aver letto i vari rapporti Ecomafia un brivido attraversa la schiena: “Con l’esigenza di diversificare le destinazioni finali dei traffici illegali, i rifiuti speciali pericolosi sono finiti in regioni considerate immuni fino a qualche anno fa.
E allora si è scoperto che i veleni sono stati scaricati anche nella verde Umbria e addirittura in Molise. Sono state coinvolte le province meno note agli onori delle cronache della criminalità ambientale tra cui Campobasso.” Se non bastasse, la Direzione Nazionale Antimafia, più volte, definì il Molise come “punto finale di arrivo per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, ove occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti.

L’autore parte del racconto dell’operazione Mosca del 2004 che portò a sette ordini di custodia cautelare in carcere, 14 indagati e 59 perquisizioni: una organizzazione smaltiva abusivamente rifiuti tossici e pericolosi, provenienti da tutta l’Italia, in alcune aree della costa molisana.

Anche in questo caso, come per la Terra dei Fuochi, la direttrice di marcia era dalle aziende del nord Italia verso il sud. Scrive Musacchio

Il reato contestato fu di associazione per delinquere finalizzata alla illecita gestione ed al traffico di rifiuti pericolosi. I rifiuti, complessivamente alcune migliaia di tonnellate, contenevano arsenico e solfuri, mercurio, cromo, rame, piombo e reflui ad altissima tossicità. Venivano trasportati dall’ Italia del nord alla provincia di Campobasso grazie a documenti falsi che non certificavano il reale livello di pericolosità.

Con la compiacenza e la connivenza della criminalità locale.

Prosegue quindi il racconto di indagini ed operazioni compiute dalle forze dell’ordine sino al 2010.

“I camion andavano e venivano in quel terreno e sotterravano cose grigie, materiali ferruginosi, li vedevo portare una terra nera, melmosa e fumante. Mio marito è morto di due malattie, Sla e cancro e mio figlio ha una malattia rara. Moriremo tutti? Così Paolo De Chiara in uno dei suoi tanti reportage sui rifiuti tossici in Molise”
. I terreni molisani ospitano materiali pericolosi, la criminalità organizzata ha operato indisturbata nei nostri territori. Qui non se ne accorge nessuno, noi non siamo abituati a riconoscerle queste cose. Ringraziamo tanto coloro che qui da noi hanno fatto affari con la camorra per consentirci di morire presto tutti avvelenati. Lo sa bene Carmine Schiavone che ci dà ancora pochi anni di vita. Le terre nere e fumanti di Venafro, la diossina, i tumori incostante aumento “c’è qualcosa di strano o no?” “E’ una vergogna!”.Nella piana di Venafro non molto tempo fa sono state rinvenute tracce di diossina su carni macellate del territorio. Le persone si ammalano di cancro e muoiono. La giornalista de Il Mattino
Rosaria Capacchione, minacciata di morte dalla camorra, scrive:
“il Molise è il punto finale di smaltimento dei rifiuti pericolosi” e continua spiegando il motivo per cui è stata scelta proprio la nostra Regione: ”In Campania le discariche sono piene e sono state aperte molte indagini. Quindi si è creata una certa sensibilizzazione sull’argomento. E’ meglio, per loro, andare altrove”. In Molise dunque non se ne accorge nessuno, almeno non subito.

Il report dettagliato si snoda nel corso degli anni col racconto delle indagini condotte sul traffico dei rifiuti e delle loro risultanze. Coprendo con dovizia di particolari le aree coinvolte.

Secondo l’autore costante è anche l’aumento delle patologie tumorali (anche se manca, come al solito, un registro dei tumori, come stato è richiesto, tra l’altro, anche per la Terra dei Fuochi).

Il report completo è scaricabile gratuitamente qui.


16
Lug 14

Il racconto di Vassallo: “così ho avvelenato la Campania” (Video)

Gateano Vassallo è uno dei manager delle ecomafie che si è pentito. Ha un ruolo chiave in tutte le vicende che riguardano i rifiuti tossici interrati in Campania.

Dice Vassallo:

«Ho accompagnato i magistrati nei siti dove io e i miei colleghi abbiamo sversato. In quelle aree sono stati fatti anche i carotaggi. So quello che abbiamo scaricato e dove lo abbiamo portato. Ci sono i fanghi dell’Acna di Cengio, ci sono le ceneri dell’Ilva e la calce spenta dell’Enel, ma non ci sono rifiuti radioattivi»

E poi aggiunge che le bonifiche non serviranno a nulla vista la mole di rifiuti tossici sepolti.

 Ecco un breve video esclusivo de Il Mattino:


09
Giu 14

Calabria, Longo: carteggio Sismi-Sisde confermerebbe rifiuti radioattivi

Il 29 Maggio, Giuseppe Longo, Consigliere provinciale di Reggio Calabria e Coordinatore di Sinistra in Movimento ha rilasciato delle dichiarazioni, rilanciate dall’Agenzia Asca (che stupiscono ma ormai neanche più di tanto):

”Dopo oltre vent’anni di sospetti e mezze voci arriva la tragica conferma: secondo alcuni documenti dei servizi segreti italiani, appena desegretati, gia’ nel 1992 il Sismi e il Sisde erano a conoscenza di un traffico nazionale di rifiuti tossici e radioattivi, provenienti soprattutto dall’Est Europa e dall’India e smaltiti dalla ‘ndrangheta in tutto il territorio calabrese. Le discariche abusive nella Provincia di Reggio Calabria – secondo le note contenute nei carteggi sulle ‘navi dei veleni’ e sull’omicidio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, rimasti top secret fino a oggi – sarebbero parecchie, site per la maggior parte all’interno di grotte, nella zona della Limina, di Grotteria, Gambarie, Canolo, nell’area delle Serre e su larga parte del versante jonico. Molti passaggi pero’ riguardano specificamente la Piana di Gioia Tauro: i fratelli all’epoca latitanti Cersare e Marcello Cordi’, secondo i servizi, avrebbero gestito lo smaltimento illegale di scorie radioattive provenienti da depositi del Nord e Centro Italia sotterrandoli lungo i canali scapati per la posa in opera dei tubi per il metanodotto del Comune di Serrata all’epoca in costruzione presso il fiume Mesima. Questa rivelazione ci fa rabbrividire e scuote fin dentro l’anima”. Lo afferma Giuseppe Longo, Consigliere provinciale di Reggio Calabria e Coordinatore di Sinistra in Movimento.

”Attendiamo, dunque, con grande apprensione il pronunciamento del ministero dell’ambiente che speriamo si attivi rapidamente, di concerto con la Procura della Repubblica, per svolgere una indagine approfondita – sottolinea Longo – a opera di esperti allo scopo di verificare la fondatezza di questo carteggio e, in caso di riscontri, procedere a una immediata operazione di bonifica su larga scala. Non c’e’ piu’ tempo da perdere: questa terra ha gia’ sofferto abbastanza e reclama a gran voce la tranquillita’ che le spetta. A giorni verra’ pubblicato il bando per l’individuazione dell’istituto competente a svolgere le indagini previste dal rapporto di sostenibilita’ ambientale, promosso dalla Provincia.

Aspettiamo a giorni inoltre i risultati delle analisi sull’eventuale inquinamento radioattivo delle acque potabili di Cinquefrondi, comune sito ai piedi della Limina e scenario recente, come diversi altri comuni della Piana, di un aumento preoccupante di patologie tumorali. Il vaso di pandora e’ stato scoperchiato e cio’ che ha cominciato a fuoriuscirne e’ gia’ allarmante. Le istituzioni e gli enti deputati alla salvaguardia del sacro diritto della salute non hanno piu’ scusanti: non c’e’ piu’ tempo da perdere, ne va del futuro della nostra terra”.

E lo Stato stava a guardare mentre le mafie facevano il lavoro “sporco”spostando dal Nord e dal Centro, verso il Sud Italia e il Sud del mondo tanta monnezza tossica.

Grazie di tutto…


20
Mar 14

Benevento e Gricignano: discariche abusive con rifiuti di aziende del Nord

Dacci oggi la nostra discarica quotidiana. Quest’oggi siamo nel Sannio, a Benevento. Ed oggi, che ricorre l’anniversario della morte di Ilaria Alpi, ricordiamo che la Terra dei Fuochi iniziò proprio in seguito alle rilevazioni della Giornalista.

 A seguito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, la Guardia di Finanza di Caserta ha effettuato alcune perquisizioni locali nella provincia di Benevento, nei confronti di due società riconducibili ad alcuni soggetti già denunciati dalle Fiamme Gialle per traffico illecito organizzato di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata. Nel corso della perquisizione nella sede operativa di una delle due imprese, motivata dal sospetto che gli indagati avessero continuato a perpetrare le attività illecite pur non essendo in possesso delle previste autorizzazioni per il recupero e il riciclaggio di materiale plastico, i finanzieri hanno rinvenuto un notevole quantitativo di rifiuti (materiale plastico grezzo, lavorato e semilavorato) depositati all’interno di un deposito e sull’area circostante. Si è proceduto, pertanto, a cautelare preventivamente tutta la zona e sottoporre a sequestro ben 1600 quintali di rifiuti plastici in stato di completo abbandono, oltre all’intera area di circa 10mila metri quadrati ed un capannone di circa 2mila metri quadri.

L’operazione fa seguito ad un precedente sequestro eseguito dai militari del nucleo di polizia tributaria di una vasta area di oltre 4mila metri quadrati nella zona industriale di Gricignano, utilizzata come discarica abusiva, sulla quale erano stati rinvenuti centinaia di quintali di rifiuti speciali, anche pericolosi, provenienti da imprese del Nord Italia, con la denuncia di quattro soggetti originari del napoletano. L’attività si inquadra nella costante opera di tutela dell’ambiente da parte del comando provinciale della Guardia di Finanza di Caserta che, soprattutto, nell’attuale momento storico, mira alla salvaguardia della salute del cittadino.

E poi si muore per i soliti stili di vita sbagliati. Già, ma di tutti quelli che ci mandano questi esempi di civilità, con la connivenza dei rifiuti umani locali, altrimenti detti camorristi.

Il servizio di Pupia TV


18
Feb 14

Taranto: rifiuti radioattivi alle porte della città

L’inchiesta è del Corriere della Sera. Terre dei fuochi, di monnezza…e di cittadini con cattivi stili di vita, no? Perchè poi il “predicozzo” ministeriale questo prevede..

Da vent’anni è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi stoccati all’interno. L’ex Cemerad di Statte è una minaccia ambientale a soli 20 km da Taranto, con migliaia di fusti ammassati in torri alte fino a venti metri in un semplice capannone di lamiera. Vi mostriamo per la prima volta le immagini dell’interno del deposito, girate dagli investigatori del Corpo Forestale nel 1995, durante una perquisizione richiesta del procuratore di Matera, Nicola Maria Pace.

Da allora la situazione «non è migliorata» e i fusti hanno subito un «deterioramento inevitabile»


11
Feb 14

Monnezza sotto la Milano Brescia: Rondolino, Adinolfi, che dite ora?

Qualche tempo fa, il blogger Adinolfi ed un esperto di comunicazione come Fabrizio Rondolino, dissero più o meno che i rifiuti tossici c’è lì meritavamo , noi cittadini della Terra dei Fuochi, perché eravamo gente omertosa e fondamentalmente di sterco perché avevamo permesso tutto ciò (qui e qui potete trovare qualcosa in merito (Nel blog ho avuto anche modo di pubblicare testimonianze di denunce sugli svernamenti,susseguite si negli anni)

Per non parlare della possibilità di rifiuti tossici gettati in mare nel porto di La Spezia, la cui notizia è stata data ieri da Presa Diretta su Rai 3.

Sia il programma della Rai che Sky parlano oggi di rifiuti interrati addirittura sotto alla Milano Brescia.

Qualcuno la chiama già l’autostrada dei veleni. È la Milano-Brescia, un tratto della A-4, la Torino-Venezia. Chilometri di asfalto che taglia un paesaggio fatto di industrie che si alternano a campi coltivati. E’ sotto a questo manto stradale che solo qualche mese fa sono state trovate scorie di fonderia, scarti di lavorazione. Tonnellate di rifiuti di ogni tipo seppelliti sotto una delle direttrici stradali più trafficate d’Italia.
Li hanno trovati durante gli scavi di ampliamento dei tunnel dell’Alta Velocità e della Brebemi, nel territorio di Castegnato, a pochi chilometri da Brescia. Rifiuti usati probabilmente 20 anni fa per realizzare il terrapieno sul quale è stata costruita la terza corsia della A4, portati lì sotto dalle discariche che sorgono nei dintorni di Castegnato forse quando la legge sul riutilizzo delle scorie non era ancora così rigida. O forse proprio in violazione di quella legge. Da chi però al momento non è dato saperlo.

Cromo esavalente: valori 140 volte superiori ai limiti – È proprio tra quei rifiuti che l’Arpa di Brescia, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha trovato cromo esavalente, sostanza cancerogena, in concentrazioni pari a 6980 microgrammi per litro contro un limite massimo consentito dalla legge di 50 microgrammi per litro. Il che significa che i valori sono 140 volte superiori ai limiti. Più di un campanello d’allarme che ha portato l’Arpa ad analizzare anche la prima falda acquifera della zona.
Sono stati sistemati a valle e a monte del cantiere Tav sei piezometri che hanno rilevato la presenza in quantità superiori a quelle consentite, oltre che di manganese, di tricloretano, un solvente sgrassante utilizzato nella seconda metà del ‘900 nell’industria meccanica e metallurgica (0,9 ug/l su limite di 0,2 ug/l).
Dalla prima falda acquifera, però, rassicura il sindaco di Castegnato, Giuseppe Orizio, non viene attinta acqua né per bere né per irrigare i campi.

Cosa diranno ora Adinolfi e Rondolino? Anche in questo caso è colpa dei cittadini? Per la cronaca, i giornalisti intervenuti a Presa Diretta, facevano presente che gli sversamenti avvenuti, in Liguria e Lombardia ad esempio, sono stati posti in essere senza l’intervento della criminalità organizzata come avvenuto in Campania e Calabria.

Ecco qui il servizio


09
Gen 14

‘Ndrangheta, i boss intercettati mentre parlano dei rifiuti tossici sotterrati in Aspromonte

'Ndrangheta, i boss intercettati mentre parlano dei rifiuti tossici sotterrati in Aspromonte - IlQuotidianodellaCalabria Tante terre dei fuochi. In tutto il Sud e non solo. L’affare più redditizio per le mafie.

Anche nella Locride paion prender forma voci a cui non si dava consistenza e che, invece, sembrano essere reali.

Ne hanno atterrati di questi cosi tossici qui nella montagna, che glieli hanno portati i “pianoti”, che lì a Gioia Tauro dice che stanno scoppiando che Dio ce ne liberi». Parlano il capo “Corona” Vincenzo Melia e il suo consigliere Nicola Romano, parlano e senza sapere di essere intercettati e rivelano fatti e circostanze che da sempre riecheggiano nella Locride come avvenimenti celati dal mistero ma che in realtà, per come ne discutono i due, hanno basi e fondamenta ben solide. 

Ci hanno provato i pentiti a tirare in ballo l’affare dei rifiuti tossici in Aspromonte, ci hanno provato gli informatori delle forze dell’ordine che in qualche caso hanno indicato dei posti dove andare a scavare. Quasi sempre è stato fatto un buco nell’acqua, ma la Distrettuale antimafia di Reggio Calabria non si arrende ed ha ancora un fascicolo aperto contro ignoti dal 2008 per cercare di dare risposte concrete alle leggende delle scorie radioattive sotto la terra calabrese.(quotidiano della calabria)

L’articolo completo:

‘Ndrangheta, i boss intercettati mentre parlano dei rifiuti tossici sotterrati in Aspromonte – IlQuotidianodellaCalabria.


16
Dic 13

Ceglie: così le lobby dell’agroalimentare stanno distruggendo l’economia campana

Il dottor Donato Ceglie è uno che di rifiuti tossici se ne intende. Uno di quelli che ha svolto indagini per anni, sul traffico di rifiuti, lungo la dorsale Nord-Sud, evidenziando anche la natura profondamente razzista di alcuni dei suoi artefici (qui il video).

Oggi, il pm in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, intercettazioni ed indagini alla mano, conferma quanto anche io su questo blog ho scritto un pò di tempo fa. venendo, da una manciata di detratrattori, tacciato d’essere terrone vittimista e visionario.

Vi sarebbe una reagi ben congegnata che starebbe ponendo in essere una serie di misure disinformative e speculatorie sull’agroalimentare campano e meridionale per rosicchaire fette di mercato.

Ecco alcuni stralci dell’intervista:

Donato Ceglie, sostituto procuratore generale della Repubblica, il magistrato che indagò sui fusti tossici e sul disastro ambientale. Prima, da pm, ci ha raccontato delle terre avvelenate. Ora, in un convegno, dice che è in corso un «attacco mediatico» ai prodotti che su quelle terre vengono coltivati. Non la trova una contraddizione?
«No, per nulla».

Ci spieghi il perché, allora.
«Il flusso di rifiuti tossici dal Nord al Sud è un fatto. Come è un fatto che siano stati interrati qui. Ed è un fatto che questo sversamento abbia delle conseguenze. Il problema, però, è che tutto questo si è verificato in determinate porzioni di territorio. Detta in altre parole, bisognerebbe individuare con esattezza i termini della questione».

E invece?
«E invece è in atto una guerra mediatica che non ha precedenti in tutta la storia repubblicana. Io la chiamo la terza guerra contro il Sud».

Ed ancora:

Adesso invece cosa sta accadendo?
«C’è un quantitativo impressionante di video, prime pagine e articoli che presentano una situazione completamente inquinata. Ma lo fanno dando notizie confuse, opinabili, strumentali. La verità è che il problema non è assolutamente così grave come certi media lo vogliono far sembrare».

Si riferisce a qualcuno in particolare?
«Be’, basterebbe quella copertina dell’Espresso dal titolo Bevi Napoli e poi muori. Ma no, l’attacco mediatico è una cosa che riguarda tutti».

Quale sarebbe l’obiettivo?
«L’ho detto a Cernobbio: vogliono mettere al tappeto il Sud, colpire i suoi due asset strategici: turismo e agroalimentare».

Ed infine sulle analisi che hanno confermato la bontà della mozzarella dop campana:

Quindi vede una regia dietro questi allarmi sul cibo?
«Certo, vogliono distruggere la mozzarella e il pomodoro per guadagnare un 6 o 7% di quota di mercato. E attenti, ché l’operazione Pomì è solo la prima di una lunga serie che seguirà».

Ecco, a proposito di mozzarella: ma c’era bisogno di attendere le analisi dei tedeschi per farci dire che era buona? Non ci si poteva muovere prima?
«E chi ci avrebbe creduto? Io i risultati che ha certificato il laboratorio Tuv di Siegen li conosco da mesi, ho sulla mia scrivania tutte le analisi. Però se quelle cose le dice l’Istituto superiore di sanità o l’assessorato regionale all’Ambiente nessuno ci dà peso. La verità è che le buone notizie non vanno mai in prima pagina. Per questo vincono gli altri».

Chi sono gli «altri»?
«I nemici del Sud. Quelli che stanno facendo propaganda, manipolando le coscienze e le emozioni alla ricerca di un tornaconto personale. Oggi vince chi la spara più grossa».

Più chiaro di così…

Intanto anche la Facoltà di Agraria di Portici, sta portando avanti l’iniziativa “Non si scherza coi Fuochi”, con l’intento di ridare credibilità all’agroalimentare campano , col conforto di dati scientifici.

«La disinformazione – dichiara il direttore del dipartimento di Agraria Paolo Masi, moderatore della discussione – sta danneggiando ancora di più i nostri territori. Si parla di terreni contaminati, ma in realtà la percentuale è dell’1%».

Così l’assessore Nunges:

Sull’«aggressione mediatica» ai prodotti campani, l’assessore ribadisce – d’accordo con il direttore Coldiretti Campania Prisco Sorbo – che «sapere che la nostra mozzarella è buona grazie a un test tedesco è indice di perdita di credibilità verso le nostre analisi». E proprio per recuperare l’affidabilità bisogna intervenire con un piano di comunicazione che affianchi lo screening di terreni e prodotti. Una strategia che dovrà coinvolgere anche i social network – gli stessi su cui Nugnes ha ricevuto minacce – e che potrà garantire maggiore immediatezza nella difesa e promozione del brand Campania. (Fonte: Corriere del Mezzogiorno)


10
Dic 13

Terra dei Fuochi: il presepe coi rifiuti tossici

Succede a Frattamaggiore, all’Isis Filangieri, nella provincia partenopea, patria del presepe, che da sempre ha raccolto l’attualità inserendola in un quadro senza tempo.

Alle spalle del presepe realizzato nell’androne della istituto in via Rossini a Frattamaggiore è stato affisso un cartello eloquente: «Natale nella terra dei fuochi… Riflettete».