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02
Mag 15

Ogni volta che paghi la Tari contribuisci a finanziare (anche) Expo, lo sapevi?

expo

Sapevate che ogni volta che pagate la tariffa sui rifiuti solidi urbani, contribuite a finanziare Expo?

La “rivelazione” è di Marco Esposito, candidato alla Regione Campania per la lista civcia MO:

Fonte: il contributo è previsto con legge nazionale e applicato con legge regionale

Legge Regionale Campania n. 5 del 24.01.2014 legge Reg. n. 5 del 24.01.2014
“Riordino del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati in Campania”
all’articolo 6 c’è la seguente dicitura:

“Nel calcolo dei costi di gestione degli impianti che concorrono alla determinazione della tariffa è da includere il contributo ambientale previsto nell’articolo 28, in conformità con quanto disposto dall’articolo 3, comma 3 quater del decreto-legge 26 aprile 2013, n.43 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015) convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71″

In parole semplicissime, ogni volta che volta che si pagano le tasse sui rifiuti in campania, come altrove, una parte di quanto pagate serve per il rilancio dell’area industriale di Piombino, per il contrasto alle emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015 . Mo lo sapete. Chissà se lo sanno anche a L’Aquila.


27
Nov 14

Così un’azienda piemontese sversava rifiuti nel Sannio secondo la Procura di Napoli

Ancora per ribardire che la civiltà e legalità non hanno alcuna base geografica, razziale od etnica e che un sistema fatto di imprese (nella maggior parte dei casi del Nord), politici (del Sud) e autotrasportatori compiacenti (di ovunque) riesce ad inquinare in sordina mezza Italia. Davanti a certi tipi di business non ci sono mai state ipotesi di secessione e l’Italia è sempre stata unita (ancora ricordo le parole di Fabrizio Rondolino che invitava i campani a ripulire la terra dei fuochi a proprie spese, ignorando la provenienza dei rifiuti)

La storia che le cronache riportano alla ribalta oggi, raccontano della piemontese Accornero srl (che si occupava di estrazione di minerali, produzione e successiva commercializzazione di sabbie silicie) che, secondo le indagini della Procura della Repubblica di Napoli, per anni avrebberp sversato abusivamente rifiuti speciali, derivanti dalla lavorazione di minerali estratti, all’interno di terreni di privati, in una ex Cava e, da ultimo, nella miniera di Castelpagano, nel Sannio. Rifiuti provenienti da uno stabilimento che la stessa azienda aveva in Molise. Tutto ciò è stato reso possibile grazie a funzionari pubblici infedeli e ad autotrasportatori compiacenti.

Le indagini, articolatesi lungo l’arco di oltre un anno, hanno posto in evidenza come l’azienda, dopo aver svolto la lavorazione dei minerali estratti presso lo stabilimento industriale di località Escamare di Riccia, in provincia di Campobasso, provvedeva far trasferire i rifiuti speciali, derivanti dal processo produttivo, sversandoli abusivamente nel territorio beneventano sia presso terreni di privati, sia presso una ex Cava e, da ultimo, presso la miniera di Castelpagano, in violazione della normativa concernente la tracciabilità dei rifiuti. Omettendo anche di procedere al doveroso trattamento e al rimboschimento del sito adibito a sfruttamento e violando così le prescrizioni contenute nella concessione amministrativa.(fonte ntr.tv)

23
Ott 14

Basilicata: smaltimento illegale di rifiuti in Val Basento

Non distante da quella che sarà la capitale europea della cultura, la Matera col trenino, sei giorni fa c’è stato un blitz della Guardia Forestale che ha portato alla scoperta di uno smaltimento illegale di rifiuti presso la zona industriale sita in Val Basento.

Secondo il quotidiano della Basilicata la scoperta e l’accertamento della bomba ecologica ha portato gli agenti a dare seguito a quindici sequestri con venti comunicazioni di notizia di reato all’Autorità giudiziaria per numerosi illeciti compiuti in danno dell’ambiente, quali abbandoni di rifiuti, depositi incontrollati di rifiuti sul suolo, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, deturpamento di bellezze naturali,

In una nota del Corpo Forestale dello Stato si legge: «Un’operazione connotata da rilevante delicatezza atteso che alcuni illeciti accertati, hanno prodotto invasione di aree golenali esondabili del fiume Basento, con seppellimento e tombamento di un’ingente quantità di rifiuti speciali anche di natura pericolosa, in modo tale da costituire pericolo per la salute e la pubblica incolumità in areale vincolato per scopi paesaggistici»

Da anni comitati di cittadini ed associazioni denunciano le bombe ecologiche che dormono sotto la Lucania. In qulche caso si è preferito rinviare a giudizio chi denunciava piuttosto che indagare su chi inquinava.

Ma tant’è. That’s Italy…

In “il Sud Puzza”, Pino Aprile, più di un anno fa scriveva:

«In Basilicata, sono state presentate richieste di altre 18 concessioni per ricerche petrolifere; una di quasi 500 chilometri quadrati, in mezzo alle migliori e più redditizie produzioni agricole della regione. Il 70 per cento del territorio lucano, a questo punto, sarà nelle disponibilità delle compagnie.»…
…Giuseppe Di Bello ha da aggiungere un’informazione che inquieta: «Ci sono degli imprenditori del Nord che contattano direttamente i contadini, cui propongono 1.500 euro a ettaro, per scaricarvi fanghi industriali. Su ogni ettaro, 22,5 tonnellate di fanghi. Ho partecipato a uno di questi incontri, in un hotel, ho anche fatto delle foto. Si sono presentati come un agronomo, un ingegnere, più uno che toscaneggiava.
A una quarantina di contadini hanno parlato a nome di una “Società specializzata”, il cui nome, però, non ho trovato nell’albo nazionale di quelle per la gestione
dei rifiuti industriali. Hanno mostrato una mappa della nostra regione, indicando le aree che ritengono più adatte alla loro opera di spargimento di fanghi. È curioso: coincide perfettamente con quella dei nuovi campi petroliferi, per i quali sono stati chiesti permessi di perforazione».
«E…?» (è chiaro che ha in mente qualcosa). «E… chi potrebbe dire, domani, ad attività estrattiva a pieno regime, che i metalli pesanti sono stati diffusi su quei
campi da impianti petroliferi, se già li avevano depositati i fanghi industriali?»

A tal proposito illuminante è questo video:


09
Giu 14

Calabria, Longo: carteggio Sismi-Sisde confermerebbe rifiuti radioattivi

Il 29 Maggio, Giuseppe Longo, Consigliere provinciale di Reggio Calabria e Coordinatore di Sinistra in Movimento ha rilasciato delle dichiarazioni, rilanciate dall’Agenzia Asca (che stupiscono ma ormai neanche più di tanto):

”Dopo oltre vent’anni di sospetti e mezze voci arriva la tragica conferma: secondo alcuni documenti dei servizi segreti italiani, appena desegretati, gia’ nel 1992 il Sismi e il Sisde erano a conoscenza di un traffico nazionale di rifiuti tossici e radioattivi, provenienti soprattutto dall’Est Europa e dall’India e smaltiti dalla ‘ndrangheta in tutto il territorio calabrese. Le discariche abusive nella Provincia di Reggio Calabria – secondo le note contenute nei carteggi sulle ‘navi dei veleni’ e sull’omicidio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, rimasti top secret fino a oggi – sarebbero parecchie, site per la maggior parte all’interno di grotte, nella zona della Limina, di Grotteria, Gambarie, Canolo, nell’area delle Serre e su larga parte del versante jonico. Molti passaggi pero’ riguardano specificamente la Piana di Gioia Tauro: i fratelli all’epoca latitanti Cersare e Marcello Cordi’, secondo i servizi, avrebbero gestito lo smaltimento illegale di scorie radioattive provenienti da depositi del Nord e Centro Italia sotterrandoli lungo i canali scapati per la posa in opera dei tubi per il metanodotto del Comune di Serrata all’epoca in costruzione presso il fiume Mesima. Questa rivelazione ci fa rabbrividire e scuote fin dentro l’anima”. Lo afferma Giuseppe Longo, Consigliere provinciale di Reggio Calabria e Coordinatore di Sinistra in Movimento.

”Attendiamo, dunque, con grande apprensione il pronunciamento del ministero dell’ambiente che speriamo si attivi rapidamente, di concerto con la Procura della Repubblica, per svolgere una indagine approfondita – sottolinea Longo – a opera di esperti allo scopo di verificare la fondatezza di questo carteggio e, in caso di riscontri, procedere a una immediata operazione di bonifica su larga scala. Non c’e’ piu’ tempo da perdere: questa terra ha gia’ sofferto abbastanza e reclama a gran voce la tranquillita’ che le spetta. A giorni verra’ pubblicato il bando per l’individuazione dell’istituto competente a svolgere le indagini previste dal rapporto di sostenibilita’ ambientale, promosso dalla Provincia.

Aspettiamo a giorni inoltre i risultati delle analisi sull’eventuale inquinamento radioattivo delle acque potabili di Cinquefrondi, comune sito ai piedi della Limina e scenario recente, come diversi altri comuni della Piana, di un aumento preoccupante di patologie tumorali. Il vaso di pandora e’ stato scoperchiato e cio’ che ha cominciato a fuoriuscirne e’ gia’ allarmante. Le istituzioni e gli enti deputati alla salvaguardia del sacro diritto della salute non hanno piu’ scusanti: non c’e’ piu’ tempo da perdere, ne va del futuro della nostra terra”.

E lo Stato stava a guardare mentre le mafie facevano il lavoro “sporco”spostando dal Nord e dal Centro, verso il Sud Italia e il Sud del mondo tanta monnezza tossica.

Grazie di tutto…


03
Mag 14

Giugliano: il “raccoglimonnezza” che regala buoni per il supermercato

Certi che questa notizia non verrà diffusa da alcun mezzo di informazione nè da sceneggiature per serie tv.

A Giugliano, Terra dei Fuochi, come a Berlino, l’ecocompattatore riciclone che regala buoni spesa per iil supermercato.

Il Meridiano News spiega bene l’iniziativa:

Si chiama “eco-compattatore” e ha fatto già la sua comparsa a Villaricca ( villaricca, la differenziata che premia ) fuori alla scuola elementare Giovanni Rodari. Ma l’iniziativa a quanto pare è destinata a sbarcare in tutta l’area nord. Per ogni 20 punti accumulati (uno ogni 20 bottigliette/lattine inserite), la macchinetta emette uno sconto da un euro su una spesa minima di 10 nei reparti macelleria, ortofrutta e salumeria.

Ed ancora:

Certo, con alluminio e plastica non potrete fare la spesa alimentare per il cenone di Capodanno. E però, in tempi di crisi, usufruire di buoni in un supermercato è un aiuto significativo a decine di famiglie in difficoltà. Entusiasta dell’iniziativa l’amministratore della Gb Futura: “Ho ritenuto opportuno procedere a questa iniziativa poiché Giugliano ha bisogno di queste “attività” a sostegno dell’ambiente, per dare un segno del fatto che laddove c’è la volontà e l’impegno si possono ottenere risultati importanti ed inaspettati”.

Oggi a Melito, comune limitrofo, l’inaugurazione di un nuovo ecocompattatore.


20
Mar 14

Caserta: si ricicla e ci guadagni

Una importantissima iniziativa per la sensibilizzazione al riciclo a San Nicola la Strada, in provincia di Caserta:

[…] è attivo da sabato 15 marzo il primo negozio del riciclo ‘EcoLady’, primo punto di opere di recupero presente in regione Campania. Quest’importante attività, con il patrocinio del comune di San Nicola La Strada e gestita dalla concittadina sannicolese Palma Ferrante, ha come scopo di operare nel rispetto di quattro fattori fondamentali: persone, qualità, ambiente e sicurezza. Pertanto i materiali come plastica riciclabile e non, alluminio, carta e cartone ed oli esausti che i cittadini stessi consegnano presso tale esercizio, saranno trattati e trasformati con l’obiettivo di riutilizzarli industrialmente. Inoltre, il cittadino che si reca presso il negozio sarà registrato sul sito www.ecolady.it, dove potrà sempre visualizzare la sua posizione e avvalersi di novità ed informazioni, e il suo materiale consegnato attraverso un processo di catalizzazione sarà controllato e se conforme all’attività di recupero e in base al valore stesso del materiale, al cliente-venditore sarà accreditato un corrispettivo monetario. La missione principale infatti di ‘Ecolady’ è di fornire essenzialmente dei servizi per il riciclo del materiale e pertanto trasformali in prodotti finiti, si pensi infatti che con ben 800 lattine si ricava una bicicletta e con 37 si produce una caffettiera. Pertanto questa nuova attività rappresenta non solo un vantaggio a livello economico per le famiglie ma anche un beneficio qualitativo sul piano sociale, se si consideri che ciò rappresenta il primo punto di raccolta dei materiali di riciclo proprio in una delle zone passive dell’emergenza Lo Uttaro. (Fonte: Interno18.it)


11
Feb 14

Campania: buoni sconto in cambio di rifiuti

Della serie la Campania virtuosa che non fa notizia, è fuori stereotipo e nun fét.

Rifiuti da riciclo a chilometro zero: un progetto divenuto realtà da un anno in 40 Comuni (di cui 20 in Campania), 50 scuole e 160 supermercati della Penisola che hanno adottato gli eco-compattatori, cioè raccoglitori di plastica e alluminio che rilasciano ai cittadini buoni sconto da spendere negli esercizi locali. In cambio di 50 bottiglie viene emesso uno sconto di due euro su una spesa da 20. Oppure una riduzione del dieci per cento sul menù al ristorante, il cibo al supermercato (o punti fedeltà), un servizio dall’estetista o una bibita gratis al pub. Il volume del rifiuto è ridotto di venti volte e consegnato direttamente alle aziende di riciclaggio senza passare dalla discarica, per essere separato e compresso, né dai siti di stoccaggio. Tantomeno finisce negli inceneritori. Oltre a limitare l’impatto ambientale, l’eco-compattatore garantisce un risparmio economico, soprattutto nel lungo periodo: in 12 mesi ha contratto del dieci per cento il consumo di carburante per il trasporto dei rifiuti e aumentato del 4,5 per cento la quantità di plastica raccolta, sottraendola dalla immondizia indifferenziata, che rappresenta un costo non indifferente per le amministrazioni cittadine (in media 150 euro a tonnellata).

Il nome in codice dell’impianto è Garby. Contiene fino a mille bottiglie in plastica al giorno, pari a 500 litri.

L’articolo completo del Fatto Quotidiano

 


22
Gen 14

Basilicata: pattumiera dei rifiuti industriali provenienti dalla Lombardia

Cronache dal Sud, immondezzaio con la benedizione delle mafie. Oggi è la volta della Basilicata:

Nel ’97 il sostituto procuratore Franca Macchia sottolineò come in una Basilicata dove non esisteva una realtà industriale particolarmente attiva e un bacino d’utenza locale interessato, vi erano “ben due discariche di rifiuti tossico-nocivi poste a distanza ravvicinata e luogo di destinazione finale di rifiuti di origine prevalentemente industriale”. Rifiuti tossici che partivano dalla Lombardia finivano in discariche lucane, evidenziando un fenomeno di partecipazione allo smaltimento abusivo da parte di molti soggetti che si configurava “inequivocabilmente – dirà la Macchia – come un’attività criminale a carattere organizzato”. La Basilicata veniva definita un “terminale ideale”. I rifiuti tossici pur essendo partiti dal Nord Italia e arrivati in Basilicata non erano stati certamente smaltiti presso le discariche autorizzate, i gestori negavano di averli ricevuti. Venne ipotizzato un reato continuato e una pluralità di episodi che autorizzavano a ritenere che i soggetti si fossero “inseriti professionalmente nella gestione del traffico dei rifiuti”.

Qualche anno dopo, siamo nel 2000, la Commissione territoriale sulla Basilicata ribadì i numerosi sequestri di discariche abusive, da quella Ecobas, nel comune di Pisticci, a quella di Ferrandina, dove venne rinvenuto anche amianto. “Esistono però – concludeva il capitolo dedicato alle infiltrazioni nelle aree non tradizionalmente mafiose senza specificare i soggetti coinvolti – presenze e attività di stampo mafioso nel ciclo dei rifiuti che non consentono più di parlare di isole felici”. La Commissione descrisse altri gravi episodi che confermavano una regione “meta dei trafficanti di rifiuti” che vi trovavano terreno ideale per i loro smaltimenti illeciti. Una regione con la più alta produzione di rifiuti speciali pericolosi, e la scomparsa, presumibilmente dovuta a una “gestione illecita”, di oltre 400 mila tonnellate su 600 mila. “Desta, inoltre, preoccupazione – continuava – il fatto che molte delle discariche poste sotto sequestro nel corso del ’97 erano in mano pubblica, come nel caso di Montalbano Ionico, di alcuni comuni della provincia di Potenza e di Cirigliano, poiché denota la superficialità e la disattenzione, quando non fenomeni di collusione, da parte degli apparati amministrativi preposti al controllo del ciclo dei rifiuti”(Basilicata24)

L’articolo completo


09
Nov 13

Repubblica, 1993: “PLI-Camorra il patto della spazzatura”

Anno Domini, 1993. Un vecchio articolo de La Repubblica.

Per dieci anni esponenti del partito liberale e pericolosi camorristi sono andati a braccetto. In perfetta sintonia. Complici del business delle discariche. Accomunati da soldi e voti. Questa è la storia di un patto firmato da rappresentanti di una forza politica laica e dai capi di tre clan. Un patto di ferro rivelato da un’ inchiesta giudiziaria giunta ormai alle ultime battute, un’ indagine con 160 indagati. Un pentito, un camorrista-imprenditore, parla da un anno con un pool di giudici, le sue parole sono attentamente valutate, verificate punto per punto, riscontrate nei dettagli. Il pentito non mente, assicurano gli inquirenti. Nei verbali si disegnano scenari inquietanti, si ricostruiscono alleanze insospettabili. L’ istruttoria è vicinissima alla sua chiusura. Vengono fuori vicende e nomi eclatanti. All’ ultimo istante Un amministratore liberale ordinò ai clan di uccidere l’ assessore regionale Amelia Cortese Ardias perchè gli faceva ombra nella scalata alle poltrone di vertice del partito. L’ attentato sfumò all’ ultimo istante. Andò invece in porto l’ affare-discariche: ai camorristi l’ esclusiva dell’ import-export in Campania dei rifiuti (tossici e no), ai liberali una robusta tangente, una percentuale da conteggiare sulla quantità di immondizia. Dagli atti giudiziari la spiegazione sul perchè Napoli sia diventata la “pattumiera d’ Italia”. Nel registro degli indagati i pm Giuseppe Narducci, Aldo Policastro, Giovanni Melillo, hanno già iscritto il nome dell’ ex segretario nazionale del Pli Renato Altissimo; sotto inchiesta il fratello dell’ ex ministro degli Interni, Rosario Gava; il consigliere provinciale liberale Raffaele Perrone Capano, già assessore all’ Ecologia; il consigliere comunale repubblicano Ermanno Pelella, transfuga dai liberali; il presidente dell’ ente porto Pasquale Accardo. Più volte citato dal camorrista-imprenditore l’ ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo. Un’ altra bomba sulla credibilità della politica napoletana, già colpita al cuore dalla Tangentopoli del Golfo e dagli sviluppi dell’ inchiesta sulla Ricostruzione che ieri ha portato in carcere tre persone, tra cui l’ uomo di fiducia di Francesco De Lorenzo, il suo factotum Giovanni Marone.

[…]

Nell’ 83 Perrella incontra l’ uomo del “salto di qualità”: Ferdinando Cannavale, di La Spezia. I due, assieme ad altri imprenditori del settore discariche si trovano seduti assieme intorno ad un tavolo. Cannavale parla chiaro: dice di essere in grado di garantire l’ esclusiva del trasporto e dello scarico dei rifiuti di ogni tipo, anche tossici, ad un gruppo di imprese legate ai clan dei Perrella di Napoli, degli Schiavone e dei Bidognetti di Caserta. “Voi potrete trasportare e scaricare senza intoppi quante tonnellate volete a Napoli e dintorni”. Possibile? Sì, sorride Cannavale, perchè, dice, “io sto parlando per conto di Renato Altissimo”. E allora? “Allora, Altissimo può farci fare ciò che vuole: l’ assessore all’ Ecologia si chiama Perrone Capano, è liberale, non c’ è problema per autorizzazioni e permessi”. Ma Cannavale non è certo un benefattore della camorra, ha i suoi buoni interessi: ci guadagna con la sua ditta e poi, per conto del Pli, incassa una tangente. “Voi dovete versarci 10 lire delle 25 che prenderete per ogni chilogrammo di rifiuti destinato alle discariche”. Un rapido conto sulle circa 2000 tonnellate di immondizia quotidianamente riversata a Napoli: il business delle discariche produce un guadagno minimo di 600 milioni al mese

L’articolo completo


14
Ott 13

L’inceneritore delle balle (non eco)

Scrivo questo post, dopo aver letto gli ultimi aggiornamenti sulla manifestazione che si sta tenendo a Napoli, contro la costruzione del nuovo inceneritore a Giugliano. In piena terra dei fuochi. Non molto distante dall’inceneritore, già esistente e costruito dalla Impregilo, ad Acerra. Dopo l’assedio alla sede della Regione, di questa mattina, pare che il bando sia stato sospeso, almeno secondo quanto riporta Il Mattino, sul proprio sito, ma senza alcun approfondimento.

Io mi chiedo, ma è proprio necessario questo nuovo inceneritore? E’ la scelta giusta per smaltire i rifiuti in questo territorio già martoriato da molteplici e quotidiani fumi tossici abusivi ed illegali? Dice, “ma guadra che l’inceneritore ha i fumi controllati”. Ed allora provo ad andare sul sito dell’Arpac (l’Agenzia Regionale per l’Ambiente) e provo a cliccare, in basso a sinistra, sul link che dovrebbe monitorare le emissioni dell’inceneritore di Acerra. Niente da fare, non funziona, non si apre la pagina. Riprovo con altri due browser. Niente. Avrò dei problemi.

Allora cerco maggiori informazioni sulla rete e, trovo su youtube, un video dello scorso Gennaio, dove i dati dell’inceneritore di Acerra, erano fermi al Gennaio dell’anno precedente. Perchè?

Misteri italiani.

Dice, “ma tanto negli inceneritori, ci bruciano le ecoballe”. Poi spulci le dichiarazioni dei pentiti e scopri che tra le ecoballe non è proprio tutto Eco:

Non bisogna tralasciare le dichiarazioni rese da Gaetano Vassallo, gestore a sua volta di discariche a Giugliano dove i rifiuti speciali venivano smaltiti attraverso la commistione con i rifiuti solidi urbani. La tecnica prevedeva che i rifiuti tossici venissero mescolati con quelli provenienti dalla raccolta cittadina, così da non destare sospetti. […]Le dichiarazioni di Luigi Guida (attuale collaboratore di giustizia,ndr) aprono nuovi scenari. La camorra entrava ovunque imponendo che i rifiuti tossi venissero nascosti anche nelle ecoballe. Se quelle ecoballe venissero incendiate in un impianto a pochi chilometri dai centri abitati, cosa succederebbe? (internapoli.it)

Ora in quell’area, per l’appunto denominata “Terra dei Fuochi” si vorrebbe costruire, per l’appunto, un nuovo inceneritore. Così, oltre ai roghi tossici, abusivi, ci piazziamo anche un gran bel rogo tossico istituzionale ed autorizzato?

E la forte incidenza di tumori? Ah già, quella è colpa dello stile di vita..

In tutto ciò pare (secondo quanto riportato qualche tempo fa dai deputati del M5S) che alla costruzione dell’inceneritore, chiamato però “termovalorizzatore” che è più figo, sarebbe interessato anche l’editore del maggiore quotidiano campano che, sul proprio sito, fateci caso, da qualche giorno, a differenza degli altri quotidiani locali, enfatizza una nuova possibile crisi dei rifiuti: “Napoli. Impianti al collasso, crisi rifiuti sempre più vicina” “Nuova emergenza rifiuti: i primi cumuli anche nell’area flegrea e giuglianese (sarà un caso, ma vivo nell’area flegrea e di cumuli “straordinari” non ne ho ancora visti,ndr)“, Rifiuti, viaggio nello stir di Tufino|Video «Stop politico, veleni non ce ne sono», Napoli. Impianti al collasso, crisi rifiuti sempre più vicina,Napoli, rifiuti. Camion in fila in tutti gli Stir: caos e denunce..

Saranno le solite malelingue..

Il video dell’ingresso dei manifestanti nella sede dell’assessorato: