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21
Set 13

Schiavone: ombre sulla politica e sulla gestione dei pentiti

Il 13 Settembre scorso, Carmine Schiavone ha rilasciato una lunga intervista alla rete campana Lunaset. Qualche giorno fa ho pubblicato, proprio su queste pagine, il video integrale.

75 lunghi minuti di intervista su youtube, possono lasciare passare inosservate alcune dichiarazioni che nessun media ha rilanciato.

Nell’estratto che pubblico di seguito, infatti, il pentito, oltre alle (ormai, putroppo) consuete dichiarazioni sulla collusione mafie-politica, lancia pesanti accuse sulla modalità di gestione dei pentiti. In particolare parrebbe paventare ipotesi di peculato.

Accuse diffamatorie, esternate di proposito, a seguito di promesse, poi, non mantenute? O atto d’accusa sincero?

Non possiamo saperlo, nè possiamo verificarlo. Ci limitiamo ad ascoltare quanto riferisce, in particolare, a proposito dei fondi messi a disposizione ed utilizzati per pagare gli affitti degli alloggi dove risiedono i pentiti.

 

 


18
Set 13

Rifiuti sepolti: dallo scavo emergono fanghi e mercurio

Proseguono le attività di scavo a Casal di Principe. In un’area piuttosto circoscritto, stanno venendo fuori fanghi e materiale ferroso probabilmente scarti del settore siderurgico.

L’Arpac, intanto, sta prelevando campioni per analizzarli.

C’è preoccupazione tra la popolazione soprattutto per la vicinanza delle scorie alle falde acquifere, per questo si va verso l’ordinanza che sospende l’utilizzo dei pozzi d’acqua, a scopi precauzionali.

Insomma, “grazie” a qualche collaboratore di giustizia, sta venendo fuori la merda che abbiamo respirato, mangiato e bevuto per venti anni e forse più. E siamo solo all’inizio.

Inoltre, dal 2012 ad oggi, oltre 6000 roghi hanno infestato l’aria che respiriamo. E c’è ancora chi invoca “dati certi e nesso di causalità”.

L’articolo de Il Mattino:

Rifiuti sepolti: dallo scavo emergono fanghi e mercurio. Allarme falde contaminate.


14
Set 13

L’insostenibile leggerezza della superficialità (sul tema rifiuti)

di Padre Maurizio Patriciello

Caro direttore, ti prego, porta ancora pazienza  con noi. Ciò che sto per dirti ha dell’incredibile, ma dà la giusta cifra del  pressappochismo, della noncuranza, della davvero singolare  professionalità di alcuni di coloro che, ben  pagati, dovrebbero affrontare e risolvere il dramma della nostra terra.  Domenica scorsa “Il Mattino”, pubblica un’ intervista a Mario De Biase, commissario di Governo delegato per la Resit di Giugliano. De Biase, tra l’altro, afferma: “ Si è parlato dei cavoli ingialliti di Caivano. Hanno detto  perfino che quel colore era dovuto ai rifiuti tossici. Sapete qual è la verità? Erano solo troppo maturi”. Mi rendo conto che quell’enormità che rasenta il  ridicolo potrebbe mettere a rischio la vita dei volontari che vanno per le  campagne fotografando e denunciando e scrivo una lettera aperta al prefetto diNapoli. Sempre da “Il Mattino”, giovedì, apprendiamo che a Giugliano “ nella  zona rossa tra la Resit e le discariche sotto sequestro, non c’è futuro. Parliamo di 20 chilometri quadrati. O di 2600 campi da calcio, come quello  dello stadio San Paolo. Un’area pari a 4 volte la superficie di Posillipo.Dieci volte quella del Vomero”. Parla ancora De Biase e ammette che “realisticamente la bonifica appare impossibile… Stesso discorso vale per le  acque. Un’impresa proibitiva…”. Immagina, direttore, il terremoto emotivo, la  rabbia, la paura, l’angoscia della nostra gente. Giovedì pomeriggio ci portiamo  alla Resit.  Se l’inferno è brutto come  questo luogo, farò di tutto per non andarci e non lasciarci andare nessuno.Incontriamo De Biase. Discutiamo animatamente. Gli chiedo se sa che su quei cavoli furono eseguite analisi che evidenziarono la presenza di metalli pesanti in quantità enormi. Mi spiega candidamente di non avere colpa per le  dichiarazioni rese. Quella notizia, a suo dire, gli fu data “dalla facoltà di Agraria di Portici”. Il ragionamento è semplice e banale: se i cavoli furono  seminati a settembre, è normale che a giugno, oramai marci, assumono il colore giallo, no? Giugno? Rimango   quasi senza fiato: ma che dice, Commissario? “Avvenire” ha pubblicato la foto  di Mauro Pagnano e il mio articolo sui cavoli, il 27 novembre del 2012, almeno  sei mesi prima. Su internet quella foto circola da mesi. Sarebbe bastata una  semplice ricerca prima di parlare a vanvera e gettare lo scompiglio. E  intanto  una notizia come il sequestro  di 20 kmq di terreno a Giugliano ritenuti non più bonificabili, passa quasi  inosservata. No, direttore, ancora non ci siamo. Nelle province di Napoli eCaserta si muore. Al mio paese, Frattaminore, venerdì, sono stati celebrati due  funerali. La causa della morte è sempre la stessa: cancro. Cancro che  uccide. E, oltre al danno, le beffe. Tante  beffe.  Martedì scorso, in Senato, il  dottor Antonio Marfella viene ascoltato in commissione “ Salute”. Lui è uno scienziato serio e preparatissimo,capace di dare lezione a tutti. Ma è anche medico e napoletano onesto,innamorato della sua terra.  Marfella,come tutti noi,  soffre terribilmente  per lo scempio in cui versa la Campania. Non si risparmia. Va  ovunque lo chiamino. Si confronta con  politici, scienziati, giovani, bambini. Non c’è scuola, parrocchia, circolo  culturale che non l’abbia ospitato. Ebbene, a termine della sua esposizione a  Palazzo Madama, una senatrice prende la parola e, incredibilmente,  lo offende dicendo che manca discientificità e  “ parla  con la pancia”. Meglio avrebbe fatto, la  gentilissima signora a dire che “ ha parla con il cuore”. Scienza,  coscienza e cuore non vanno separati. Mai. In caso contrario si costruiscono pericolosissimi mostriciattoli.


13
Set 13

Buoni sconto in cambio di rifiuti a Lucera

Un esempio virtuoso, di smaltimento di rifiuti e sostenibilità ambientale.

Succede a Lucera. i cittadini in cambio di rifiuti ottengono dei buoni sconto. Nella cittadina sono stati installati tre punti di raccolta per bottiglie in Pet, flaconi Hdpe (cioè a polietilene ad alta densità, contenuto nelle bottiglie del latte, nei tappi in plastica o nei flaconi dei detersivi) e lattine in alluminio diversi dal solito. Ogni volta che vengono inseriti i contenitori da riciclare il macchinario rilascia uno scontrino con punti, questi punti accumulati possono essere spesi come buoni sconto nei negozi della zona che hanno aderito al progetto

L’articolo del Corriere del Mezzogiorno

 

Buoni sconto in cambio di rifiuti Lucera inaugura 3 eco-compattatori – Corriere del Mezzogiorno.

 


12
Set 13

Walter Ganapini, i rifiuti…e i servizi segreti

Walter Ganapini è stato assessore all’ambiente alla Regione Campania. Di Reggio Emilia, è un ambientalista, docente e ricercatore italiano, co-fondatore di Legambiente ed ex presidente di Greenpeace Italia. (Wikipedia)

Dal 2008 al 2010 ricopre il ruolo di’Assessore tecnico all’ambiente della Regione Campania: in questa veste stabilizza, in collaborazione con l’Esercito e gli Organi dello Stato, la gestione del ciclo dei rifiuti a partire dalla raccolta differenziata e dall’avvio del recupero degli impianti di selezione; disegna inoltre la nuova strategia in tema di risanamento e gestione integrata delle risorse idriche e di bonifica dei siti contaminati.
Nel luglio 2008, in un incontro con membri di comitati civici e associazioni ambientaliste, Ganapini ha dichiarato di aver ricevuto pressioni dai servizi segreti italiani affinché non divulgasse notizie importanti sull’emergenza rifiuti in Campania, per non mettere in cattiva luce l’operato delle amministrazioni precedenti e quella dell’allora commissariato governati (Fonte: Wikipedia)

Eccolo quanto dichiara in una intervista del 2009, parole che si inseriscono perfettamente nel quadro delle interviste rese da Schiavone :


11
Set 13

Quanto costa smaltire i rifiuti in Campania?

Questa è una nota del dottor Antonio Marfella, oncologo che insieme a padre Maurizio Patriciello denuncia la situazione grave in cui versa la Terra dei Fuochi. Credo sia molto interessante la sua analisi.

Ecco:

oggi 11 settembre 2013 su il mattino dato ufficiale del costo di 180 euro a tonnellata per bruciare ad acerra….sappiamo anche ufficialmente che acerra rende alla proprietaria a2a 75 milioni di euro anno, cioe’ 125 euro a tonnellata grazie ai cip 6 e alla vendita di corrente elettrica che quindi finanzia direttamente i proprietari di a2a cioe’ i comuni di milano, bergamo, brescia e varese…..

compenso ambientale per acerra….zero euro! 

cosi sara’ pure per giugliano……

a questa cifra enorme si contrappone la cifra altrettanto ufficiale di 110 euro tutto compreso per bruciare via nave in olanda. mandando i rifiuti via nave, e si fa ogni giorno per i rifiuti tossici legalmente, si risparmia moltissimo non solo per i costi piu’ bassi ma per altri costi indiretti evitati di cui nessuno parla.


1. costo di ammortamento impianto evitato: per acerra sarebbero circa 35 euro a tonnellata per venti anni, per giugliano circa 30 .


2. costi sanitari evitati: gli inceneritori sono industrie insalubri di classi i e comunque producono un costo sanitario sulla popolazione circostante. sulla base dello studio della universita’ di trieste su un piccolo inceneritore da 100mila tonnellate (trento) il costo sanitario sarebbe stato di circa 60 milioni euro per venti anni esericizio , cioe’ circa 30 euro a tonnellata incenerito. riportando per acerra e giugliano sono altri 30 euro che si vanno ad aggiungere ai 180 dichiarati.


3. esiste il grossissimo problema dello smaltimento delle ceneri. in base ai dati ispra 2012 , acerra ufficialmente ne produce circa 135mila tonnellate/anno. dicono che vanno in germania o a brescia ma non ci troviamo coi numeri….molto piu verosimile siano utilizzati per fare cemento “ecologico” come le “ecoballe” nei nostri cementifici cosi come suggerito da molti (esempio arpa piemonte sul suo sito…). in ogni caso smaltire queste ceneri ha un costo, che puo arrivare ad essere molto alto. se considerate rifiuti speciali sino a 1500 euro a tonnellata , se considerate materie prime seconde per fare cemento ecologico comunque costi di trasporto e gestione che non possono essere inferiori ad altre 30 euro a tonnellata.


somma finale : bruciare oggi ad acerra costa quindi = 180 + 35 ammortamento + 30 danno sanitario + 30 smaltimento ceneri = 275 euro a tonnellata!! e rende 125 euro a tonnellata solo alla a2a mentre zero a tonnellata per i comuni che ospitano l’impianto su cui invece ricade il certo 30 euro a tonnellata di danno sanitario! 


smaltire tutto nei paesi bassi, in totale 110 euro a tonnellata, compreso ovviamente smaltimento ceneri e danno sanitario in loco.


perche’ cosi poco? 

perche’ a suo tempo, venti anni fa, una scellerata politica inceneritorista ha prodotto un eccesso di impianti nei paesi bassi, dove oggi hanno una potenzialita’ di incenerito/anno pari a 340 kg/ procapite/anno, rispetto ai 100 kg/italia e 165 germania, per esempio.


fare 210o milioni di tonnellate di incenerito anno in campania, come vuole il piano rifiuti urbani previsto, significa , nel 2013, riprodurre la medesima situazione gestionale con una produzione di incenerito anno procaite che arriverebbe a circa 350 kg/anno rispetto per esempio ai 280 della lombardia oggi massima espressione di incenerimento italiano. 

cio’ significa in modo inequivocabile avere scelto di rappresentare per i prossimi venti anni la piattaforma di incenerimento procapite anno maggiore di italia, costituendo quindi la regione campania come attrattore obbligato di rifiuti da incenerire. se legali e come nei paesi bassi di rifiuti urbani ma anche industriali altrui,……

sappiamo ovviamente come in campania attualmente siamo da venti anni attrattori di rifiuti speciali e tossici per circa 600mila tonnellate anno che ora avranno ampio spazio per essere non tombate nelle discariche ma incenerite negli impianti campani sovradimensionati.

purtroppo per i nostri assassini, grazie anche all’impegno di gente come me, la truffa assassina e’ sempre piu’ evidente, smascherata, spiegata, e in una regione che ancora cerca disperatamente di negare il disastro sanitario piu’ grande perche’ piu’ negato di italia,…..tutti noi, tutto il popolo si sta veramente arrabbiando…e tanto , tanto, tanto……

 

 


06
Set 13

Ministro Orlando: “stop temporaneo a rifiuti industriali in Campania”. Temporaneo??

 

Mi perdonerete, sarò monotematico in questi giorni, ma sto davvero leggendo e sentendo cose, incredibili.

Il Ministro dell’Ambiente Orlando dichiara che nel decreto del fare c’è un divieto temporaneo di importazione in Campania di rifiuti industriali provenienti da altre regioni. TEMPORANEO.

Io onestamente, non sapevo che ci fosse un flusso, anche legale, di rifiuti industriali in Campania, proveniente da altre regioni.

Anche perchè avremmo saputo come rispondere ai vari:

La Padania si ribella: non smaltirà la scandalosa monnezza di Napoli

o

Noi la monnezza di Napoli non la vogliamo

Ora, nella mia profonda ignoranza mi chiedo: ma con tutte le criticità che in Campania ci sono in materia di monnezza, dove venivano stoccati questi rifiuti industriali provenienti da fuori regione?

Chi ne controllava il corretto smaltimento?

Chi ci assicura che in realtà non siano finiti nelle discariche usate per i rifiuti comuni, saturandone la capienza e contribuendo alle continue emergenze dei rifiuti?

Ecco il video tratto da Sky:

http://video.sky.it/news/politica/traffico_rifiuti_intervista_ad_andrea_orlando/v170268.vid


05
Set 13

Così si accordavano prima di sversare rifiuti in Campania

Queste sono le intercettazioni, tratte dal documentario Biutiful Cauntri, e offrono uno spaccato su come gli industriali si accordavano, prima di sversare e riempire di merda tossica la Campania. Giusto un esempio.

La risposta è soprattutto per coloro che affermano che in realtà costoro fossero ignari sul dove i rifiuti venissero effettivamente collocati.

Le intercettazioni sono del 2000, le votazioni cui si fa riferimento sono le amministrative del 16 aprile dello stesso anno.

Capito perchè da un ventennio ci sono ripetute “emergenze rifiuti”?

Come racconta Saviano, divenuto impossibile lo scarico in Somalia, con un patto scellerato si scelse la Campania.

Buon Ascolto…

 

 


04
Set 13

Padre Patriciello ha incontrato Schiavone

di Padre Maurizio PATRICIELLO

Abbiamo incontrato, oggi, Carmine SCHIAVONE. Non ci ha detto niente di nuovo rispetto alle interviste rilasciate. Lui è convinto che il danno ambientale campano sia irreversibile. Non crede che si arrivi mai a bonificare le nostre campagne. I prezzi sono enormi. Per me, cristiano e prete, invece, la speranza non deve mai morire. Occorre lottare e lotteremo. Occorre chiamare a raccolta i buoni, ovunque si trovino. Se il male riesce a intrufolarsi dappertutto, molto di più accade per il bene. Avanti, dunque. Ricominciamo. Senza stancarci. Resistendo alla tentazione di tirare i remi in barca. Senza paura. Senza negligenze. Senza pessimismi. La sciagura è enorme. Lo sappiamo. Abbiamo paura per i nostri figli. Abbiamo ragione. Proprio per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Rimaniamo uniti. Facciamoci compagnia. Facciamoci forza. Rimaniamo accanto a chi piange i suoi cari. Diamo coraggio a chi, ammalato, lotta in ospedale. Facciamo informazione. Svegliamo i dormienti. Denunciamo i delinquenti. Sosteniamo i deboli. Sono certo che qualcosa di bello accadrà. Dovrà accadere.

 


21
Ago 13

Come ti creo ad arte l’emergenza rifiuti…e ci mangio sopra

 

L’emergenza rifiuti a Napoli? Creata ad arte per sedersi alla tavola del magna magna collettivo. Anche se la tavola imbandita era stata apparecchiata in Veneto.

Tempo fa anticipammo da questo blog, l’inizio dell’indagine partita da alcune intercettazioni telefoniche.

E si speculava sulla predeterminata e innata (secondo loro) inciviltà dei napoletani a gestire il ciclo dei rifiuti. Senza negare ovviamente tutte le responsabilità politiche locali.

La procura partenopea ha emesso 16 ordinanze di custodia cautelare ( 9 in carcere e 7 ai domiciliari) nei confronti anche di imprenditori, professionisti e un sindacalista. Undici degli arrestati sono veneti: Stefano Gavioli (Ve) presidente di Enerambiente, Paolo Bellamio (Pd) commercialista, l’avvocato Giancarlo Tonetto (Ve), il commercialista Enrico Prandin (Ro), Giorgio Zabeo (Ve), Giovanni Faggiano (Br), Stefania Vio (Ve), Loris Zerbin (Ve), Giuseppina Totaro (Na), Vittorio D’Albero (Na), Giovanni Alfieri (Na), i banchieri Alessandro Arzenton (Pd), Mario Zavagno (Ve) e Manuela Furlan (Ve). Maria Chiara Gavioli (Pd), sorella di Stefano, è invece agli arresti domiciliari. Le indagini hanno fatto emergere un quadro allucinante: la protesta degli addetti alla raccolta rifiuti che provocò il disastro ambientale in città sarebbe stata alimentata per esercitare pressioni nei confronti degli amministratori da parte di Enerambiente per obbligarli all’acquisto di automezzi a prezzi esorbitanti.

L’articolo completo:

L’emergenza rifiuti a Napoli colpa del Nord, 11 arresti tra imprenditori e banchieri veneti.